Fondazione IDI, debiti per 60 milioni. Piano di risanamento entro ottobre. Sindacati: “Garanzie su occupazione e servizi”

Fondazione IDI, debiti per 60 milioni. Piano di risanamento entro ottobre. Sindacati: “Garanzie su occupazione e servizi”

Fondazione IDI, debiti per 60 milioni. Piano di risanamento entro ottobre. Sindacati: “Garanzie su occupazione e servizi”

Un incontro del 3 settembre 2026 in Regione Lazio ha visto la partecipazione di istituzioni regionali, vertici della Fondazione IDI e rappresentanze sindacali, con la presentazione dei dati sul debito e delle ipotesi di risanamento. Il confronto proseguirà entro la prima settimana di ottobre, quando sarà disponibile una prima definizione del piano

Un’esposizione debitoria di circa 60 milioni di euro, la necessità di un piano di risanamento credibile entro la fine di ottobre e la richiesta di garanzie su occupazione e servizi: questi i punti emersi nell’incontro del 3 settembre 2026 presso la Regione Lazio sulla crisi economico-finanziaria della Fondazione Luigi Maria Monti – IDI.

Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale della Regione Alessandro Ridolfi, il direttore della Direzione Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani, il direttore generale della Fondazione Marcello Giannico e le segreterie regionali e aziendali di FP CGIL Roma e Lazio, CISL FP Lazio e UIL FP Roma e Lazio.

Secondo quanto comunicato dalla Direzione della Fondazione, il debito complessivo ammonta a circa 60 milioni di euro, suddivisi in circa 40 milioni di debiti commerciali verso fornitori e 20 milioni di debiti fiscali. La Fondazione ha già avviato il percorso di composizione negoziata della crisi e richiesto le misure protettive previste dalla procedura. Entro la fine di ottobre 2026 dovrà essere presentato un piano di risanamento ritenuto credibile e sostenibile; in assenza di una soluzione, la Fondazione potrebbe dover ricorrere ad altre procedure concorsuali.

La Direzione ha illustrato le possibili strategie di risanamento, tra cui la vendita di ulteriori asset, con particolare riferimento alle strutture di Montefiascone e Velletri, e la ricerca di un partner finanziario o industriale. È inoltre previsto il supporto di un advisor per la definizione del piano industriale, la cui prima versione dovrebbe essere disponibile entro l’inizio di ottobre.

Sul fronte occupazionale, le segreterie di FP CGIL, CISL FP e UIL FP hanno sottolineato che le lavoratrici e i lavoratori dell’IDI hanno già affrontato in passato crisi, ammortizzatori sociali e ritardi nei pagamenti, e hanno ribadito la richiesta di precise garanzie su occupazione, salari, diritti e continuità dei servizi. I sindacati si sono detti contrari a qualsiasi ipotesi di tagli indiscriminati al personale e a operazioni di vendita che non tutelino i livelli occupazionali e la qualità dell’assistenza.

La Direzione della Fondazione ha comunicato che, allo stato attuale, gli stipendi risultano garantiti fino alla prossima udienza prevista per la fine di ottobre e che è già in atto un sostanziale blocco del turnover, con sostituzioni limitate a situazioni particolari. Il costo del personale, secondo la Direzione, rappresenterebbe circa il 70-75% dei ricavi.

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha chiesto alla proprietà e ai vertici della Fondazione di indicare una traiettoria chiara e credibile per il futuro dell’IDI. Un nuovo incontro tra le parti è previsto entro la prima settimana di ottobre, quando dovrà essere disponibile una prima definizione del piano e sarà possibile verificare le soluzioni che la Fondazione intende mettere in campo per superare la crisi.

04 Settembre 2026

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