Quaranta posti letto per accompagnare i pazienti nella fase di transizione tra il ricovero ospedaliero e il ritorno a domicilio, garantendo assistenza infermieristica continuativa, monitoraggio sanitario e interventi di recupero funzionale. È il nuovo Ospedale di Comunità San Camillo, inaugurato il 5 novembre presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dell’assessore all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona Massimiliano Maselli e del direttore generale dell’Azienda, Angelo Aliquò.
La struttura nasce dalla riqualificazione dell’ex Padiglione Monaldi, un edificio di 2.700 metri quadrati situato sulla Salita di San Carlo, in stato di abbandono dal 2011. L’intervento, realizzato su indicazione della Regione Lazio, è stato finanziato con circa 8,9 milioni di euro nell’ambito della Missione 6 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I lavori hanno riguardato l’adeguamento antisismico delle strutture portanti, a partire dalle fondazioni, e il completo rifacimento degli impianti e degli spazi interni. Durante gli scavi sono state inoltre individuate cave sotterranee al di sotto dell’edificio, che hanno richiesto specifici interventi tecnici per consentire il completamento dell’opera.
Un ponte tra ospedale e territorio per i pazienti più fragili
L’Ospedale di Comunità è destinato a persone che non necessitano più delle cure intensive di un reparto ospedaliero per acuti, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare a casa in sicurezza. Tra i potenziali destinatari figurano pazienti con patologie croniche e situazioni di instabilità clinica che richiedono monitoraggio, persone che devono recuperare l’autonomia nei movimenti dopo un ricovero e pazienti che necessitano di assistenza per imparare a gestire terapie e dispositivi sanitari prima della dimissione.
La struttura potrà accogliere anche persone in condizioni di fragilità sociale, per le quali l’abitazione o la rete familiare non siano temporaneamente adeguate a garantire un’assistenza sicura. L’obiettivo è offrire un percorso intermedio di cura, evitando dimissioni premature e favorendo il recupero dell’autonomia attraverso interventi personalizzati. La presa in carico sarà programmata da un’équipe di valutazione multidisciplinare, con una degenza media prevista tra 15 e 20 giorni, fino a un massimo di 30 giorni.
Assistenza infermieristica 24 ore su 24 e approccio multidisciplinare
I 40 posti letto sono organizzati in due moduli assistenziali. La gestione è affidata al personale infermieristico, presente insieme agli operatori di supporto 24 ore su 24, sette giorni su sette. È inoltre prevista la presenza di un medico per almeno quattro ore e mezza al giorno, sei giorni alla settimana, mentre durante le ore notturne e nei giorni festivi l’assistenza medica sarà garantita dal medico di guardia della Medicina interna.
Il modello organizzativo prevede una presa in carico multidisciplinare coordinata dall’Infermiere Case Manager, che collabora con il medico referente, il fisiatra, i fisioterapisti e il logopedista per definire e monitorare il percorso assistenziale del paziente. Particolare attenzione sarà dedicata al recupero delle capacità funzionali, all’educazione terapeutica e alla preparazione del paziente e dei familiari alla gestione delle cure una volta rientrati a domicilio.
Per rispondere anche alle necessità assistenziali più complesse, il nuovo Ospedale di Comunità potrà avvalersi delle competenze specialistiche già presenti nell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. Tra queste figurano i gruppi dedicati alla gestione delle lesioni complesse, delle stomie e degli accessi vascolari, oltre al Servizio Tobia, rivolto alle persone con disabilità cognitive.
Con l’apertura della struttura, il San Camillo Forlanini amplia quindi la propria offerta assistenziale attraverso un modello dedicato alla continuità delle cure, che punta a integrare l’assistenza ospedaliera con i bisogni sanitari e sociali dei pazienti nella fase di recupero e di preparazione al rientro a casa.