A proposito di intramoenia e liste di attesa

A proposito di intramoenia e liste di attesa

A proposito di intramoenia e liste di attesa

Gentile Direttore,
nel complimentarmi per le condivisibili puntualizzazioni di Troise e Palermo a proposito dell’impatto della attività libero professionale dei Medici sulle liste di attesa, vorrei aggiungere due elementi non trascurabili che contribuiscono, appunto, ad alimentare le famose liste di attesa.

N°1 LA PARCELLIZZAZIONE DELLE STRUTTURE NON COORDINATE FRA LORO. In molti settori assistiamo a una offerta di servizi eccessiva sia in termini di ambulatori che in termini di reparti. Questo porta, paradossalmente, ad accrescere il numero di prestazioni sia ambulatoriali che chirurgiche generando inappropriatezza, competizione fra strutture vicine, diminuzione della qualità (non dimentichiamo mai il rapporto universalmente riconosciuto volumi/esiti), difficoltà a gestire casi complessi con relativo rischio per la salute del cittadino. Pertanto credo sia il momento di cominciare a dire con chiarezza che avere “l’ospedale sotto casa” non è un vantaggio come spesso sbandierato dal politico locale , ma comporta gravi rischi per la salute.

Infatti, l’attuale incremento della durata della vita, la complessità e la fragilità di molti pazienti, la frequente necessità di prestazioni multidisciplinari, la necessità di apparecchiature molto sofisticate e costose, implicano una necessaria concentrazione della casistica. Pertanto, bisognerebbe rivedere l’intera organizzazione e fare in modo che ci sia un reale collegamento fra le varie strutture dell’area con il sistema hub & spoke non solo all’interno della ASL ma almeno con una dimensione regionale per evitare sovrapposizioni, competizioni, inappropriatezza e, in ultima analisi, risparmiare fornendo contemporaneamente un servizio migliore.

N°2 IL PROBLEMA DELLA PERSISTENTE DIFFERENZA QUALITATIVA FRA NORD E SUD. una buona parte delle liste di attesa dei grossi ospedali del nord sono dovute al fatto che il bacino di utenza di tali ospedali va ben oltre la programmazione dei servizi a favore della popolazione locale per la quale sono evidentemente pensati. Ma, naturalmente, oltre alle liste di attesa questo gap nord sud comporta una serie di altri effetti negativi noti a tutti e di cui non si parla mai, nè tantomeno, qualcuno pensa di lavorarci per cercare di eliminarlo. Ma questo è un tema che davvero necessiterebbe di un ampio e articolato dibattito

Livio Presutti
Direttore Clinica ORL
Università di Bologna

03 Agosto 2023

© Riproduzione riservata

Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura
Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura

Gentile Direttore,abbiamo letto con attenzione la lettera del Presidente della Commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini, e raccogliamo volentieri la sfida che lancia: smettere di litigare sui decimali del Pil...

Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure
Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure

Gentile Direttore, ogni anno il tabagismo provoca circa 90mila morti in Italia, ma l’accesso ai trattamenti resta disomogeneo. La nostra survey nazionale dimostra che servizi e competenze esistono, soprattutto nei...

Fuga dal sistema, disincanto e burnout
Fuga dal sistema, disincanto e burnout

Gentile Direttore,pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e...

Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato
Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato

Gentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle...