Abbandono bambini in auto. Occorrono misure per consentire conciliazione lavoro-famiglia

Abbandono bambini in auto. Occorrono misure per consentire conciliazione lavoro-famiglia

Abbandono bambini in auto. Occorrono misure per consentire conciliazione lavoro-famiglia

Gentile Direttore,
Credo che l’ennesimo episodio di bambino dimenticato in auto dal genitore lavoratore richieda una riflessione politica non solo per i dolorosissimi risvolti umani ma anche per quelli politici e sociali.

E’ noto dalle statistiche internazionali che in America ogni anno muoiono 36 bambini per l’ipertermia causata dalla permanenza in auto in condizioni di caldo intenso così come è tristemente vero che i casi appaiono subire un trend in aumento come sta avvenendo in Italia e in Francia.
In Italia i casi di distrazione tragica, avvenuti negli anni, spaziano da Catania a Firenze e hanno visto coinvolti genitori di ambo i sessi ,di diverso profilo lavorativo che si recavano al lavoro o stavano rientrando a casa.

Le cause dell’abbandono inconsapevole potrebbero essere attribuibili, secondo quanto riportato in web, ad un mix di stress da lavoro, di mancanza di sonno e di cambiamenti della routine quotidiana.

Va detto che noti sono gli effetti sui lavoratori del long working hours, ovvero il lavoro settimanale superiore alle 40 ore e il night shift work, ovvero il lavoro a turni notturni così come non si deve trascurare il fatto che nella società attuale la genitorialità si è lentamente trasformata determinando un aggravio di impegni per entrambi i genitori con famiglie che appaiono sempre più isolate.

Nel dibattito che periodicamente si solleva dopo episodi tragici di abbandono si è evidenziato principalmente che dispositivi tecnologici, app ed altro, potrebbero essere utili deterrenti alla dimenticanza in auto del figlio ma credo che, invece, sarebbe il momento di capire quali siano i correttivi da mettere in campo per evitare lo stress da mancata conciliazione lavoro-famiglia oltre a quelli previsti attualmente dal Job Act.

Da circa 20 anni l’ Unione Europea insiste sul work-life balance ovvero sulle misure di conciliazione lavoro-famiglia ma è anche noto da tempo il fatto che in tempi di tagli economici il tema della conciliazione diventa di ardua percorribilità tanto che in Italia una donna su quattro a due anni dalla nascita del primo figlio abbandona il posto di lavoro.

Le politiche family friendly dovrebbero essere prioritarie ora più che mai nelll’agenda di Governo perché come dice Enrico Costa ministro per gli affari Regionali con delega alla famiglia: la famiglia ––cresce e si sviluppa se sussiste un costante e quotidiano impegno e soprattutto, un approccio coerente e un approccio organico. Ci sono tanti provvedimenti finalizzati a sostenere la famiglia, sono nel nostro ordinamento piuttosto frammentari, è necessario unirli, coordinarli, renderli organici e dare quindi, anche dal punto di vista normativo, un punto di riferimento chiaro di presenza dello Stato.

Maria Ludovica Genna
Medico Chirurgo 

01 Agosto 2016

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