Ambulanze senza medico. Il caso Chiavenna: ecco come è andata realmente

Ambulanze senza medico. Il caso Chiavenna: ecco come è andata realmente

Ambulanze senza medico. Il caso Chiavenna: ecco come è andata realmente

Gentile Direttore,
nell’ambito della discussione sulla presenza o meno del medico a bordo dei mezzi di soccorso, che ha visto molteplici autorevoli contributi, si fa continuamente riferimento al caso della ragazza deceduta a Chiavenna lo scorso 24 ottobre, considerato un caso esemplare per dimostrare che senza medico a bordo (la ragazza è stata soccorsa da un Mezzo Sanitario di Base con soccorritori, un Mezzo di Soccorso Avanzato con soccorritore e infermiere, un elicottero HEMS) si provocano “danni irreparabili”.

Ci vediamo costretti, a questo punto, a proporre la ricostruzione di come sono andate realmente le cose; ricostruzione che peraltro è stata effettuata da AREU nell’immediatezza e trasmessa dall’Assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

E dunque:
• l’infermiere ha messo in atto tutte le manovre rianimatorie somministrando i farmaci adeguati sotto il controllo e la responsabilità del medico presente nella Sala Operativa di competenza. Le terapie sono le stesse che avrebbe praticato un medico rianimatore esperto. La “centralizzazione” verso il centro ospedaliero più idoneo è stata effettuata con l’elicottero;

• nella situazione di acuzie il percorso obbligato, per garantire alla paziente residuali possibilità di salvezza in relazione al quadro clinico-anamnestico estremamente compromesso, era pertanto la stabilizzazione sul posto e il trasferimento in elisoccorso presso un Centro di alta specializzazione con ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation).

Per concludere, e augurandoci che il triste caso della ragazza di Chiavenna non venga più citato a sproposito, confermiamo che:
• continueremo ad adottare, in presenza di casi simili, il medesimo approccio organizzativo, che offre al cittadino le migliori garanzie di sicurezza e adeguatezza dell’intervento;

• le possibilità di sopravvivenza dei pazienti critici soccorsi dal sistema dell’emergenza sono strettamente collegate alle modalità dell’intervento, garantita da una adeguata e complessa organizzazione, e non alla singola figura sanitaria che se ne fa carico. Su questa “qualità” dovrebbero secondo noi concentrarsi gli sforzi di tutti e le autorevoli discussioni.

Alberto Zoli
Direttore Generale Areu Lombardia

Alberto Zoli (Dg Areu Lombardia)

14 Dicembre 2018

© Riproduzione riservata

La riforma della non autosufficienza rischia di trasformarsi in una promessa tradita
La riforma della non autosufficienza rischia di trasformarsi in una promessa tradita

Gentile Direttore,con il Milleproroghe, il legislatore sceglie di rallentare in modo significativo l’attuazione del nuovo sistema fondato sui PUA, sulle UVM e sulla valutazione multidimensionale unificata, spostando in avanti di...

Spesa farmaceutica, facciamo chiarezza
Spesa farmaceutica, facciamo chiarezza

Gentile Direttore,in riferimento al Dataroom pubblicato sul Corriere della Sera il 23 febbraio 2026, dal titolo “Big Pharma e farmacie. Il regalo a spese di tutti”, e al dibattito che...

Intramoenia, basta ambiguità: pubblico o privato, ma con la giusta valorizzazione
Intramoenia, basta ambiguità: pubblico o privato, ma con la giusta valorizzazione

Gentile Direttore,il dibattito che si trascina da anni sull’intramoenia sembra ormai incagliato in una sterile contrapposizione ideologica che manca completamente il bersaglio grosso: la necessità di una riforma strutturale che...

Le liste di attesa si governano con metodo e visione
Le liste di attesa si governano con metodo e visione

Gentile Direttore,il dibattito aperto dal dottor Maffei e dalla risposta dell'Ing. Fantozzi sulle liste di attesa merita un ulteriore contributo, questa volta dal versante operativo di chi lavora quotidianamente nella...