Anche io firmerò per la legge di iniziativa popolare contro l’Autonomia differenziata

Anche io firmerò per la legge di iniziativa popolare contro l’Autonomia differenziata

Anche io firmerò per la legge di iniziativa popolare contro l’Autonomia differenziata

Gentile Direttore,
io sottoscriverò la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare che, su questo giornale, ci ha proposto pochi giorni fa il prof. Massimo Villone (QS 12 gennaio 2023) quindi il coordinamento per la democrazia costituzionale.

La mia adesione convinta si spiega e si giustifica perché, come ho scritto diverse volte, considero l’idea del regionalismo differenziato:

  • in generale una controriforma pericolosa per il paese della quale più che mai oggi non abbiamo alcun bisogno,
  • in particolare per la sanità una vera e propria catastrofe.

Io penso che la sanità è una di quelle cose, come la scuola e altri settori, che andrebbe tolta a priori da quell’elenco che enumera le materie per le quali vale rispetto allo Sato la possibilità di secedere.

Non ripeterò gli argomenti con i quali anche recentemente (QS 22 novembre 2022) ho spiegato le ragioni per le quali il regionalismo differenziato è la stessa cosa che mettere una bomba prima di tutto sotto l’art. 32 e quindi sotto la riforma sanitaria del 1978 e quindi sotto il SSN.

Del resto quando i presupposti anche teorici del regionalismo differenziato, sono immorali, è impossibile che da tali presupposti possa nascere qualcosa di morale. La sanità per ovvie ragioni come tutti sanno è prima di tutto una questione morale.

Essa come ho spiegato molte volte è esattamente la dimostrazione che per il regionalismo differenziato è impossibile che non metta in discussione se non in pericolo i nostri valori portanti quelli dell’universalità della solidarietà dell’uguaglianza e infine della pubblicità.

Gli stessi valori che, ricordo riprendendo il pensiero autorevole del presidente Mattarella, sono quelli che garantiscono l’unità del paese

Il presidente Mattarella ha testualmente detto: “Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive”, (QS 11 gennaio 2023).

La proposta del ministro Calderoli secondo me nasce in coerenza con la linea della Lega, proprio per rompere l’unità del paese per cancellare il valore dell’eguaglianza del cittadino difronte alla malattia. Per fare della differenza non quella che pensava Derrida e il movimento femminista (cioè qualcosa che unisce e in modo dialettico tiene insieme), ma quella che in realtà la traduce come diseguaglianza e discriminazione. Quindi come alterità discriminane. Dimmi chi sei, cioè che reddito hai, e sarai trattato di conseguenza.

In tutta franchezza io penso che la proposta di regionalismo differenziato non sia negoziabile. L’immoralità per quanto mi riguarda si stigmatizza con forza e si respinge.

Vorrei ricordare che la Cei (una vera autorità morale) nella conferenza fatta in Calabria a febbraio del 2019 si è così espressa:

“Forte è il timore che con la legittima autonomia dei territori si possa pervenire ad incrinare il principio intangibile dell’unità dello Stato e della solidarietà, generando dinamiche che andrebbero ad accrescere il forte divario già esistente tra le diverse aree del Paese, in particolare tra il Sud ed il Nord”, (Qs 11 febbraio 2019).

Secondo me il tentativo di Calderoli è impedire con dei sotterfugi procedurali (non va mai dimenticato che l’onorevole Calderoli è il padre di una disastrosa legge elettorale che lui stesso ha definito “porcellum”) che il Parlamento discuta a 360 gradi della faccenda.

Il tentativo, mi pare di capire leggendo la sua proposta, è di far discutere il Parlamento certo, perché non si può non farlo, ma dentro un ambito molto ristretto di questioni spostando la sostanza, il core, del provvedimento alle intese tra regioni e governo. Come se fosse possibile riconoscere agli accordi regionali il potere di ridiscutere di volta in volta la Costituzione.

Per tutte queste importanti ragioni io sottoscrivo, ripeto con grande convinzione, l’invito che ci ha fatto il prof. Villone a nome del coordinamento per la democrazia costituzionale anche perché attraverso lo strumento della legge popolare penso sia possibile fare per davvero una vera discussione parlamentare.

Mi permetto quindi di invitare tutti i lettori di Quotidiano Sanità e in particolare quelli che da anni seguono su questo giornale le mie battaglie in difesa dell’art. 32 e del SSN a firmare per la legge costituzionale di iniziativa popolare ricordando a tutti che essa può essere firmata con lo SPID sul sito www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it.

Sarò grato a ciascuno di voi se vorrete segnalare questa importante iniziativa ai vostri colleghi, a tutti gli operatori della sanità, nei servizi, negli ospedali, ai vostri conoscenti, ai malati e ai cittadini, perché non c’è alcuna ombra di dubbio che se in Parlamento dovesse passare qualcosa di simile al “porcellum”, per la sanità sarà la fine.

Ivan Cavicchi

16 Gennaio 2023

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