La tragedia di Desenzano e Cles, un doppio evento sentinella

La tragedia di Desenzano e Cles, un doppio evento sentinella

La tragedia di Desenzano e Cles, un doppio evento sentinella

Gentile Direttore,
la tragedia avvenuta a Desenzano del Garda ed a Cles è un doppio evento sentinella: le prime vittime sono la neonata deceduta ed i suoi familiari, la seconda vittima è il ginecologo che si è suicidato. A questo dolore si aggiunge quello dei familiari del medico e dei colleghi che operano nell’equipe in cui si è verificato l’evento, con un riverbero negativo sull’intera comunità professionale.

Il coinvolgimento in un evento avverso e ancor di più in un evento sentinella può provocare un trauma emotivo nel personale che lo ha vissuto, con conseguente drammatiche nel breve termine e con ferite che possono rimanere nel tempo, ripercuotendosi sulla salute dei professionisti sanitari e sulla performance della struttura sanitaria.

È difficile parlare apertamente di questo argomento, eppure è stato studiato e denominato come “sindrome della seconda vittima” ben 25 anni fa.

Albert Wu, nel 2000 in un famoso editoriale del BMJ1 descriveva con queste parole il vissuto di un medico coinvolto in un evento sentinella: “Ti senti isolato e vulnerabile, colto dall’istinto di vedere se qualcuno ti stia osservando. Ti tormenti su cosa fare, se dirlo a qualcuno e cosa dire. Più tardi, l’evento si ripete nella tua mente. Ricorri alle tue competenze, ma hai paura di essere scoperto. Sai che dovresti confessare ma temi la prospettiva di una potenziale punizione e la collera del paziente”. Da allora, seppure in modo discontinuo e con un numero ancora limitato di pubblicazioni, la sindrome della seconda vittima è stata confermata in numerosi studi scientifici condotti in molti paesi, così come gli interventi che hanno più efficacia nel prevenirla.

Anche in Italia, alcuni gruppi di studio hanno affrontato l’argomento, validato strumenti standardizzati di analisi e proposto azioni preventive, in cui si evidenzia l’urgenza di diffondere conoscenza e sensibilizzazione su un tema di tale rilevanza.

Dai numerosi dati raccolti²,³,4 si evidenzia una realtà allarmante: circa 1 operatore sanitario su 4 coinvolto in un evento avverso ha sperimentato un forte disagio psicologico, mentre 1 su 12 ha riportato sintomi fisici. Inoltre, 1 su 3 ha lamentato la mancanza di supporto e attenzione istituzionale riguardo al fenomeno della seconda vittima. Solo il 20% degli operatori ha dichiarato che la propria organizzazione fornisce risorse adeguate per affrontare le conseguenze emotive di questi episodi, mentre il 75% ha espresso la necessità di accedere a un programma di assistenza per i dipendenti, che includa consulenze gratuite esterne all’ambiente di lavoro o momenti di confronto con il proprio manager o supervisore sull’accaduto.

È giunto il momento che la prevenzione e la gestione della sindrome della seconda vittima diventino una priorità per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, già sottoposto a forti pressioni a causa dell’aumento dei bisogni della popolazione e di un finanziamento nettamente inferiore alla media dei Paesi OCSE. Questa situazione si traduce in gravi carenze di personale, rendendo ancora più urgente l’adozione di misure adeguate per supportare i professionisti sanitari.

È fondamentale riportare la sicurezza dei pazienti al centro delle agende di politica sanitaria a livello nazionale, regionale e locale, promuovendo investimenti mirati nella prevenzione del rischio clinico. Numerose evidenze, tra cui i rapporti OCSE su Economics of Patient Safety5, dimostrano che tali investimenti garantiscono un ritorno significativo, sia in termini di tutela della salute che di sostenibilità economica del sistema sanitario. In secondo luogo è necessario che la sindrome della seconda vittima rientri nella valutazione del rischio per la salute dei lavoratori nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, al fine di poterne apprezzare sistematicamente l’esposizione e definire azioni preventive mirate tenendo conto delle evidenze, che raccomandano innanzi tutto la gestione immediata delle conseguenze dell’evento avverso o sentinella con una comunicazione onesta e trasparente dell’accaduto, l’organizzazione di reti di mutuo-aiuto tra colleghi, l’offerta di un supporto psicologico individuale e d’equipe. Intanto, concludiamo questa lettera esprimendo la nostra vicinanza ai familiari ed agli amici delle vittime di questa duplice tragedia, con l’auspicio che il dolore per quanto accaduto ci spinga a rafforzare gli impegni per la sicurezza dei pazienti e dei lavoratori nel sistema sanitario.

Tommaso Bellandi, Direttore UOC Sicurezza dei pazienti, Azienda USL Toscana Nordovest
Luca Bastiani, Ricercatore, Istituto di Fisiologia Clinica, CNR Pisa

1) Wu, A. W. (2000). Medical error: the second victim: the doctor who makes the mistake needs help too. Bmj, 320(7237), 726-727.
2) Pieretti, A., Bastiani, L., Bellandi, T., Molinaro, S., Zoppi, P., & Rasero, L. (2022). Second victim experience and support tool: an assessment of psychometric properties of Italian version. Journal of Patient Safety, 18(2), 111-118.
3) Sedile, R., Zizza, A., Bastiani, L., Carluccio, E., Marrazzi, M., Bellandi, T., & Spagnolo, G. O. (2024). Understanding the Second Victim Phenomenon Among Healthcare Workers in an Italian Hospital. European Journal of Investigation in Health, Psychology and Education, 14(12), 3073-3086.
4) Scarpis, E., Beorchia, Y., Moretti, V., Favero, B., Farneti, F., Cocconi, R., Quattrin, R., Castriotta, L. (2024). Second Victim Symptoms and Desired Support Strategies Among Italian Health Care Workers in Friuli-Venezia Giulia: Cross-Sectional Survey and Latent Profile Analysis. J Patient Saf. 1;20(1):66-75. doi:10.1097/PTS.0000000000001182. PMID: 38099853.
5) Slawomirski, L. and N. Klazinga (2022), “The economics of patient safety: From analysis to action”, OECD Health Working Papers, No. 145, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/761f2da8-en.

Tommaso Bellandi e Luca Bastiani

14 Febbraio 2025

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