Cambiamenti climatici, disabilità e riabilitazione

Cambiamenti climatici, disabilità e riabilitazione

Cambiamenti climatici, disabilità e riabilitazione

Gentile direttore,
anziani e bambini portati in braccio dai soccorritori fuori dalle case inondate, persone in carrozzina tratte in salvo dagli elicotteri; queste drammatiche immagini dell’alluvione che sta colpendo l’Emilia-Romagna e le Marche ci confermano ancora una volta che le persone fragili sono le più colpite dal reiterarsi di fenomeni climatici estremi.

Le stime di impatto sanitario dei cambiamenti climatici sulla popolazione generale evidenziano cifre imponenti in termini di mortalità e morbilità, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità li considera “la principale minaccia alla salute per l’umanità”.

Chi vive una condizione di disabilità subisce in misura ancor più pesante questa situazione, come sottolineato ancora dall’OMS e da altre organizzazioni internazionali.

Una ricerca commissionata dallo Human Rights Council delle Nazioni Unite nel 2019 documentava l’impatto negativo dei cambiamenti climatici in diversi aspetti della vita delle persone con disabilità: accesso ai servizi sanitari, mobilità, lavoro ed altro. Il contributo italiano allo studio confermava questi dati anche per il nostro paese.

Come ci ricorda il modello ICF dell’OMS, i cosiddetti “fattori ambientali” (che comprendono ambiente fisico e sociale, tecnologie, servizi), sono determinanti nel facilitare od ostacolare l’autonomia di chi vive una malattia disabilitante.

Il mondo della riabilitazione si trova sempre più spesso di fronte a questa realtà: le conseguenze delle malattie sul funzionamento quotidiano delle persone sono amplificate da condizioni ambientali che divengono sempre meno prevedibili e più ostili.

Come comunità scientifiche e professionali del settore, non possiamo non impegnarci perché questi temi ricevano l’attenzione che meritano, contrastando atteggiamenti di ottuso negazionismo o di superficiale indifferenza.

La Società Internazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa (ISPRM) ha lanciato una survey fra i fisiatri di tutto il mondo per valutare quanto i cambiamenti climatici impattino sui pazienti e sui servizi, ed è in contatto con l’OMS attraverso un gruppo di lavoro congiunto per preparare azioni di intervento in questo settore. Analoghe iniziative sono in preparazione da parte delle Società Scientifiche europee di area fisiatrica. Il prossimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) ospiterà ad ottobre un intervento di Marcalee Alexandrer, fisiatra statunitense e Presidente di “Sustain our Abilities”, organizzazione che da tempo si batte per la giustizia climatica ed ambientale per le persone con disabilità.

Riteniamo importante richiamare l’attenzione e la mobilitazione su questi temi di tutte le categorie professionali del mondo della riabilitazione, nonché delle organizzazioni di rappresentanza civica ed associazioni di persone con disabilità.

Giovanna Beretta– Presidente della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER)
Paolo Boldrini – Membro dell’Executive Committee dell’European Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ESPRM)
Mauro Zampolini – Presidente dell’Unione Europea Medici Specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa (UEMS-PRM) e membro del Liaison Committee WHO – ISPRM Europa
Francesca Gimigliano – Presidente dell’International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM)

19 Maggio 2023

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