Campania “ultima” in sanità. Ma la colpa è anche del riparto

Campania “ultima” in sanità. Ma la colpa è anche del riparto

Campania “ultima” in sanità. Ma la colpa è anche del riparto

Gentile Direttore,
Federconsumatori Campania ha, da lungo tempo, evidenziato il fatto che il sistema di riparto attuale del fondo sanitario, paradossalmente, assicura meno risorse proprio alle regioni che più ne avrebbero bisogno, in particolare quelle meridionali. Si fa riferimento al contestato criterio della consistenza numerica della popolazione “corretta” solo per anzianità, in base al quale le regioni che risultano in proporzione “più giovani”, ricevono, minori risorse.
 
Nessuna applicazione, invece, degli ulteriori indici previsti dalla legge 662/1996 che erano i seguenti:
– popolazione residente;
– frequenza dei consumi sanitari per età e sesso;
– tasso di mortalità della popolazione;
– indicatori relativi a particolari situazioni territoriali utili per la definizione di particolari bisogni sanitari;
– indicatori epidemiologici territoriali.
 
Di tanto vi è solare consapevolezza nel documento del 30 Aprile 2010 redatto dall’ AGENAS per conto della Conferenza Stato-Regioni, e nel Patto per la Salute 2014-2016. Anche la Ragioneria dello Stato, la massima autorità contabile dello Stato Italiano, ha avuto modo di precisare nel “Documento della Ragioneria di Stato sul monitoraggio della spesa sanitaria per il 2015”, assume che “una percentuale molto elevata del totale dei consumi sanitari nell’ arco della vita di un soggetto si concentra nell’ anno antecedente la sua morte. Ciò significa che la componente di spesa sanitaria relativa ai costi sostenuti nella fase terminale della vita (c.d. death-related costs) non risulterà significativamente condizionata dall’aumento degli anni di vita guadagnati”.
 
Eppure apprendiamo ora che nel riconoscere, con gravissimo ritardo, l’indice di deprivazione sociale, e quindi un fabbisogno sanitario sin qui negato, nel contempo se ne annulla l’effetto, incrementando il “peso” dell’indice d’anzianità.
 
Criteri tecnici utili alla determinazione del fabbisogno sanitario vengono, ancora una volta, manifestamente piegati a beceri interessi politici regionalistici arrecando una ingiusta ed irragionevole discriminazione nel fabbisogno sanitario.
 
Del pari deplorevole è che l’indispensabile intesa tra tutte le regioni, prevista dalla legge 190/2014, venga strumentalmente utilizzata per tenere “in scacco” le legittime aspirazioni delle regioni più svantaggiate. S’incide così su di una funzione esclusiva dello stato: la redistribuzione equa delle risorse per il mantenimento uniforme dei livelli d’assistenza su tutto il territorio nazionale.
 
I correttivi alla nuova “intesa” possono e devono avvenire entro il mese d’Aprile.
 
Per tale ragione, è stato predisposto un apposito manifesto, con l’adesione del nascente Comitato Sanità Campania e di tutte le associazioni sul territorio che ne entreranno a far parte, da inviare al Presidente della Repubblica, alla Conferenza delle Regioni ed al Ministro della Salute, sui quali grava la responsabilità politica e morale del perpetuarsi di una gravissima ingiustizia,che si traduce nella mancanza di idonee risorse per il mantenimento dei Livelli Essenziali d’Assistenza.
 
Le regioni meridionali subiscono una perdita di risorse pro/capite pari a 29.4 euro procapite. La Regione Campania, in particolare, una perdita pro-capite di ben 65.3 euro (elab. dati del Ministero delle Finanze da report CREA. Gli effetti pratici sono in Regione Campania evidentissimi, se solo li si voglia vedere, senza nascondersi dietro la generica griglia dei LEA.
 
Secondo il rapporto ISTAT Noi Italia 2016, la Campania è:
– ultima nella statistica di spesa sanitaria per abitante;
– ultima nella statistica per numero posti letto.
 
 
Il rapporto conferma altresì circa la condizione di “Salute” della Regione che la Campania è:
– tra le ultime regioni per tasso di fecondità;
– la regione che ha subito il maggior tracollo nel tasso di crescita naturale dal 2004;
– ultima nella statistica per aspettativa di vita;
– prima nella statistica per mortalità cardiovascolare;
– tra le prime regioni nella statistica per mortalità per tumori;
– tra le prime regioni nella statistica per mortalità infantile.
 
 
E ciò in un contesto meridionale d’analoga drammaticità. Lo sforzo multi generazionale di riduzione della forbice nord-sud è stato così drasticamente annullato dalle politiche di spesa dell’ultimo decennio.
 
Avv. Carlo Spirito
Responsabile dello sportello Sanità di Federconsumatori Campania 

28 Febbraio 2017

© Riproduzione riservata

Campania. A Napoli due giorni di visite ed esami gratis e senza prenotazioni in piazza
Campania. A Napoli due giorni di visite ed esami gratis e senza prenotazioni in piazza

Il 24 e 25 ottobre dalle ore 09:30 alle ore 18:00 Piazza del Plebiscito ospiterà la quinta edizione di Salute per tutti- giornate napoletane della salute e benessere. Sarà possibile...

I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini
I due volti della sofferenza, di chi la vive e di chi la cura. Il nostro appello alle istituzioni e ai cittadini

Gentile Direttore, la sofferenza ha sempre due volti. C'è quella che si legge negli occhi di chi è malato, e c'è quella, più silenziosa, negli occhi di chi lo cura,...

I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti
I dati Agenas sui tempi di attesa sono privi di senso e fuorvianti

Gentile direttore, questa lettera ha il pregio di essere brevissima. I dati Agenas sui tempi di attesa che compaiono questa mattina qui su Qs sono privi di senso. Fino a...

Emergenza Carburante. A rischio soccorsi e continuità delle cure. L’allarme dell’Ordine dei medici di Napoli
Emergenza Carburante. A rischio soccorsi e continuità delle cure. L’allarme dell’Ordine dei medici di Napoli

Medici che non riescono a raggiungere ospedali e ambulatori, difficoltà negli spostamenti per l’assistenza domiciliare e gravi problemi nel rifornimento delle ambulanze del 118. La carenza di carburante legata alla...