Cari medici, o ci uniamo o è la fine

Cari medici, o ci uniamo o è la fine

Cari medici, o ci uniamo o è la fine

Gentile Direttore,

le novità più importanti del nostro presente  sono costituite da due principali pilastri: la tecnica ed il capitale. Flussi di conoscenza  e flussi finanziari. Se questo è vero, può sembrare un’impronta  positiva per il nostro futuro. Ma se la spinta di queste  due flussi realizza una serie di opportunità, essi tendono, tuttavia, a ridurre il ruolo degli individui. La tecnica e il capitale ridefiniscono la forma umana.

Questa realtà è particolarmente evidente e difficile nella sanità e nel ruolo dei medici.

Il capitale, la finanza, li ha allontanati da ogni partecipazione. Vengono investiti decine di miliardi in fantasiose strutture: 1.430 Case della comunità, 435 ospedali di comunità e ben 611“ centrali operative territoriali” (!?),  senza che gli operatori, che vivono  queste esperienze, siano stati mai consultati.                                                                              

Si è  dato mandato ad un Ente (Agenas) di vedere come spendere il denaro, e qualche “buontempone” si è inventato la sanità dei muri. Lo stesso presidente di Agenas, in una conferenza, affermava che  mancano per la loro realizzazione e funzionalità almeno 30 mila infermieri e 10 mila medici.                  
Ma è poco importante.  Importante è costruire i muri ed inaugurarne le stanze.          

E chi dovrà lavorarci cosa ne pensa ? Quali esperienze  sono state consultate? (es. Ospedale di Mestre, dell’Angelo, pazienti e medici vivono in una serra, ci si è dimenticati di costruire un’aula, le stanze dei medici di guardia…..).                                    

Ma la finanza, il capitale non si cura di questi “ marginali ” problemi. Anche il privato può edificare un ospedale di 17 piani con 34  sale operatorie.              
Direte: ma i soldi sono i loro. Ma hanno funzionalità? Sono necessari? Rispondono a criteri di correttezza clinica? Ricordiamo che i costi saranno, poi, a carico del SSN.

Veniamo alla tecnica, alla tecnologia. Sono una grande conquista. Ma il medico sa più visitare un paziente? Conosce cosa sono i sintomi? Sa fare una diagnosi differenziata?

E allora perché bisogna garantire il suo ruolo? Basta un calcolatore, un’intelligenza artificiale, un tecnico per fare quello che si ritiene necessario.          E la professione, gli studi, i sacrifici di tanti anni, non solo non servono più, ma il medico è di impaccio. Allora basta un infermiere  per sostituirlo, un perito per regolare i flussi di informazione ed i dati.

E’ stata anche colpa loro. Hanno spesso abdicato alla loro funzione. Chi sa fare più un’anamnesi, visitare un  malato, fare una diagnosi differenziale ?    Ci pensa la macchina, la tecnologia, qualcun altro:  è più comodo. Ma poi ci si accorge che per intubare un malato non c’è ancora la macchina, a mettere un drenaggio senza sfondare il polmone ci vuole esperienza. 

La tecnica e il capitale stanno ridefinendo la forma umana ma anche la  professione medica generando inaudite  e sconfinate concentrazioni asimmetriche di potere.

E’ stato  recentemente (22  giugno) dal Governo istituito un  Tavolo tecnico inter-istituzionale in materia di edilizia sanitaria, riqualificazione e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico formato dal Ministero della Salute, Ministero dell’economia e delle finanze, AGENAS, Dipartimento per le politiche di coesione, Dipartimento per gli affari regionali, Dipartimento per la trasformazione digitale, la Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome e la Cassa depositi e presti.

Cosa dire ? Cosa dicono i medici e le loro Organizzazioni? E’ il momento di agire per un’alleanza di tutta la classe medica, di annullare individualismi, sterili conflitti, veti e rancori.  Di ricomporre tutti assieme MMG, ospedalieri, universitari, società scientifiche e Ordini un “paradigma” nuovo che si imponga  a definirsi vera ed unica forza del sapere medico, liberandosi dai ricatti  ed agire quale effettiva dirigenza della sanità.

Claudio Testuzza

 

30 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria
Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria

Gentile Direttore, mentre nelle aule parlamentari si discute di capitoli di spesa, decimali di PIL e tabelle contabili della Manovra 2027, c’è un comparto del nostro Servizio Sanitario Nazionale che...

Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza
Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza

Gentile Direttore, È importante tornare sulla questione della possibile violenza di persone con patologie psichiatriche gravi, spesso riproposta dalle cronache dei giornali. È infatti un ambito che ci chiarisce in...

Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure
Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure

Gentile Direttore, il 15 ottobre si è conclusa la consultazione promossa da Agenas sulla bozza del “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. Un’iniziativa importante, che...

Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi
Case della Comunità, la sfida della diagnosi tra nuovi accessi e rischio di ritardi

Gentile Direttore, il dibattito sulle Case della Comunità (CdC) si concentra su dotazioni, standard e personale, mentre resta in ombra un problema che tocca da vicino il medico di MG,...