Caro carburanti, più smart-working per difendere i salari e il diritto al lavoro

Caro carburanti, più smart-working per difendere i salari e il diritto al lavoro

Caro carburanti, più smart-working per difendere i salari e il diritto al lavoro

Gentile Direttore, la penuria e il caro carburanti, oltre all'aumento del costo della vita stanno mettendo in seria difficoltà milioni di lavoratrici e lavoratori. Oggi, oltre all'aumento generalizzato dei prezzi, si aggiungono le difficoltà negli spostamenti quotidiani. Non possiamo lasciare che questa emergenza ricada ancora una volta sulle spalle di chi lavora.

Gentile Direttore,

la penuria e il caro carburanti, oltre all’aumento del costo della vita stanno mettendo in seria difficoltà milioni di lavoratrici e lavoratori. Oggi, oltre all’aumento generalizzato dei prezzi, si aggiungono le difficoltà negli spostamenti quotidiani. Non possiamo lasciare che questa emergenza ricada ancora una volta sulle spalle di chi lavora.

La UIL FP ha chiesto al Governo un intervento urgente per ampliare il ricorso allo smart working nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende private della sanità e del terzo settore, per tutte le attività compatibili.

Il problema non riguarda soltanto chi utilizza l’automobile. Nelle regioni del sud, ad esempio, la carenza di carburante ha già portato alla riduzione e alla soppressione di numerose corse degli autobus, per la difficoltà negli approvvigionamenti. Questo significa che anche chi utilizza i mezzi pubblici rischia di non riuscire a raggiungere regolarmente il proprio posto di lavoro con conseguenze pesanti sull’organizzazione del lavoro e su responsabilità personali.

Durante il Covid abbiamo dimostrato che è possibile organizzare diversamente il lavoro, garantendo continuità ed efficienza dei servizi. Chiediamo quindi al Governo di promuovere, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, un indirizzo nazionale che consenta il massimo utilizzo temporaneo del lavoro agile, del lavoro da remoto e della flessibilità oraria, superando rigidità organizzative che oggi rischiano di penalizzare ulteriormente il personale.

La richiesta riguarda innanzitutto le amministrazioni pubbliche, ma anche le aziende della sanità privata accreditata, delle RSA, dei servizi sociosanitari e del terzo settore, dove tante lavoratrici e tanti lavoratori affrontano quotidianamente lunghi spostamenti, costi crescenti e difficoltà nei collegamenti. Naturalmente occorre distinguere le attività che possono essere svolte a distanza da quelle che richiedono necessariamente la presenza fisica.

Per il personale sanitario, sociosanitario, assistenziale e per tutte le professionalità che garantiscono servizi essenziali chiediamo misure specifiche di sostegno alla mobilità s agevolazioni sui trasporti. Non è accettabile che ritardi o impossibilità di raggiungere il lavoro, dovuti a disservizi documentati e indipendenti dalla volontà delle persone, siano affrontati con automatismi penalizzanti, anziché attraverso soluzioni ragionevoli e condivise.

Le nostre strutture sindacali hanno già sollevato queste criticità in diverse amministrazioni. Ora serve una risposta nazionale, capace di garantire criteri omogenei e di valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva.

Il lavoro agile non è un privilegio, ma uno strumento di organizzazione del lavoro che può contribuire concretamente alla tutela del reddito e al benessere delle persone. Naturalmente non sostituisce gli interventi necessari su salari, fiscalità e costo dell’energia, che restano indispensabili.
Il diritto al lavoro non può trasformarsi ogni giorno in un ostacolo economico e organizzativo da affrontare individualmente. Difendere il salario significa anche impedire che venga consumato prima ancora di arrivare sul posto di lavoro.

Rita Longobardi, Segretaria generale UIL FP

22 Ottobre 2026

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