CCNL 2025/2027: La grande delusione dei dirigenti sanitari non medici

CCNL 2025/2027: La grande delusione dei dirigenti sanitari non medici

CCNL 2025/2027: La grande delusione dei dirigenti sanitari non medici

Gentile Direttore, si è appena conclusa la fase di redazione e firma dell’ipotesi di accordo Contrattuale del CCNL Area Dirigenza Sanità presso l’ARAN con le organizzazioni sindacali rappresentative del settore sanitario. La gran parte dei sindacati hanno espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti ma, nostro parere, le cose non stanno così.

Gentile Direttore,

Si è appena conclusa la fase di redazione e firma dell’ipotesi di accordo Contrattuale del CCNL Area Dirigenza Sanità presso l’ARAN con le organizzazioni sindacali rappresentative del settore sanitario. La gran parte dei sindacati hanno espresso grande soddisfazione per i risultati ottenuti ma, nostro parere, le cose non stanno così. I Dirigenti sanitari non medici che, è bene ricordarlo, fanno parte della stessa area contrattuale della dirigenza medica, sono rimasti a bocca asciutta ancora una volta. Inoltre, la forbice della sperequazione tra dirigenza medica e dirigenza sanitaria non medica si è ulteriormente allargata. Infatti, la nostra richiesta al tavolo contrattuale di sanare questo vulnus riguardante in particolare l’indennità di specificità, non è stata presa in considerazione. Né è servito rivolgerci ai livelli governativi richiedendo la necessità di un extra-finanziamento, già segnalato in diversi contesti. Nessun successo e nessuna considerazione: la questione dirigenza sanitaria per il governo non esiste! Il risultato è stato quello che, alla fine dei lavori, la suddetta indennità è stata quantizzata in 11.653,30 Euro per i dirigenti medici, e in 2.556,60 Euro per il resto della Dirigenza sanitaria, peraltro senza alcuna ulteriore distinzione tra Direttori e non, così come avviene per i dirigenti medici e veterinari per gli ex II livello. Inoltre, c’è stato il diniego più che comprensibile, da parte delle altre organizzazioni sindacali mediche, alla proposta di rinunciare ad una pur piccola parte delle loro risorse economiche.

Quindi, capitolo chiuso (secondo la maggior parte dei nostri interlocutori!)

La nostra protesta nasce da lontano. Sono già tre le tornate contrattuali che vedono allargarsi la forbice economica tra dirigenti medici e veterinari rispetto ai dirigenti sanitari (psicologi, farmacisti, biologi, chimici, fisici e dirigenti delle professioni sanitarie). Una disparità che, a nostro parere, rappresenta e cristallizza “una visione miope e parziale di sistema rischiando di vanificare gli sforzi tesi alla valorizzazione di tutto il personale del Ssn. Senza dire della incoerenza, che permane ancora tale, circa le discrepanze economiche tra dirigenti che insistono nella stessa area contrattuale “Continuare a valorizzare esclusivamente una quota parte del personale significa dividere i professionisti e frammentare un servizio che invece ha bisogno di unità e complementarietà”. Questo, in sostanza, abbiamo rappresentato nella nota da noi inviata ai Ministeri competenti nello scorso anno (ottobre 2025), sottolineando

come la cura dei cittadini possa essere garantita solo attraverso “una presa in carico multi-professionale della salute psicofisica delle persone”. Superfluo anche rammentare che lo stesso Ministro Schillaci aveva (relativamente alla Legge di Bilancio 2026) attribuito la dimenticanza a un “mero errore materiale”, circa il mancato finanziamento della nostra indennità, promettendo di correggerlo con successivi interventi normativi……Mai avvenuti!

E’ giunto il momento che il Governo valuti concretamente l’ipotesi di stanziare, una volta per tutte, la cifra di 150 milioni di euro necessari per “ricomporre l’equilibrio indispensabile nelle professioni sanitarie” e dare vita così ad un SSN completo, solido e funzionale alle esigenze dei cittadini senza disparità disincentivanti tra professionisti impegnati quotidianamente a soddisfare la crescente domanda di salute equa e solidale. La delicata questione della perequazione, di cui siamo in perenne attesa, assume risvolti inquietanti soprattutto se si considera, anche, il lungo e articolato percorso formativo di ben 9 anni, alla base dell’ingresso nel SSN di questi dirigenti, (ne occorrono meno per odontoiatri e veterinari) tra l’altro sono gravemente sperequati anche nel contratto di formazione nonché delle importanti ricadute cui questi professionisti vanno incontro nell’assunzione di responsabilità professionali e patrimoniali correlate agli incarichi ricoperti.

Siamo, a nostro avviso, arrivati al punto di non ritorno perché, a breve, temiamo si possano verificare carenze di organico per queste professioni troppo spesso sottostimate nei numeri e nelle potenzialità, scarsamente valorizzare negli incarichi ma con linee di attività e responsabilità crescenti sempre sottovalutate. Professioni che, tra l’altro, vivono di solo stipendio (mediamente più basso di diecimila euro anno rispetto ai medici e veterinari) e che, per loro tipologia, hanno scarsa possibilità di fare attività libero professionale, tantomeno prestazioni aggiuntive (il nuovo pozzo di san Patrizio del sistema).

In altri termini si tratta di salvaguardare il futuro dell’assistenza sanitaria nazionale nel delicato equilibrio tra le diverse professionalità coinvolte che dovrà trovare concreto compimento nell’ambito della prossima manovra finanziaria.

Roberta Di Turi, Giangiuseppe Console – Segretario Generale e Presidente Fassid Area SiNaFO

21 Ottobre 2026

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