Contro il depauperamento di medici e infermieri serve una  “Cabina di regia del dissenso civile”

Contro il depauperamento di medici e infermieri serve una  “Cabina di regia del dissenso civile”

Contro il depauperamento di medici e infermieri serve una  “Cabina di regia del dissenso civile”

Gentile direttore,
I risultati dell’analisi della FNOPI sulla perdita del potere d’acquisto dei medici e degli infermieri sono inquietanti. Gli infermieri, per effetto delle politiche di contenimento della spesa imposte dall’ UE allo Stato, hanno dovuto rinunciare a 2.720€ l’anno e i medici a 6.470€. Questo vuol dire che gli infermieri hanno rinunciato allo sport per i propri figli, alla pizza con gli amici, alle vacanze, in generale hanno dovuto accettare una qualità di vita inferiore.
 
Medici e infermieri, anziché dividersi sulle competenze, hanno il dovere sociale di indignarsi UNITI poiché la de-capitalizzazione del nostro lavoro non risparmia nessuno. «Decapitalizzazione» del lavoro vuol dire che il lavoro dei professionisti è un costo da tagliare non un capitale su cui investire per tutelare la salute dei cittadini.
 
La de-capitalizzazione del lavoro va a braccetto con il demansionamento, sia dei medici che degli infermieri: i medici sono impoveriti da un eccesso di burocratizzazione del lavoro e ridotti a meri “lineaguidari”, mentre gli infermieri sono diventati tutto fare, utilizzati sia per le competenze specialistiche più sofisticate, in luogo dei medici, sia per le competenze burocratiche più ordinarie, sia per i “compiti” più umilianti.   
 
Decapitalizzazione e demansionamento costituiscono problemi che, per essere affrontati, meritano una terapia con la «T» maiuscola. Una Terapia mirata a curare i sintomi ovvero a contenere gli effetti di questi danni + una Terapia mirata a curare le cause di questi fenomeni ovvero un pensiero rivoluzionario per le organizzazioni del lavoro del SSN. È inutile continuare a discutere se sulle ambulanze devono esserci i medici o gli infermieri, è inutile polemizzare sulle competenze di uno o dell’altro mentre c’è un SSN che cade a pezzi sotto i colpi della de-capitalizzazione del lavoro! Immagini se davanti a un paziente critico, medici e infermieri dibattessero su quale medicazione applicare per un unghia incarnita mentre si dovrebbero sostenere i parametri vitali? Sarebbe follia! Eppure questo succede al di fuori delle nostre corsie.
 
La nostra proposta è che gli Ordini e i sindacati di tutte le professioni, intanto mettano da parte le diatribe interne e si adoperino per trovare una convergenza, un comune denominatore fondato su una base etica e su una morale di appartenenza ad un SSN inteso come patrimonio da preservare per le future generazioni dall’ ondata di privatizzazione che sta avanzando inesorabile. Urge incanalare l’indignazione in una campagna unitaria, di disobbedienza civile, garantendola con tutti i mezzi finanziari e legali necessari.  Disobbedire civilmente vuol dire dissentire nella legalità, vuol dire applicare le norme non applicate nelle organizzazioni: i codici deontologici, i contratti di lavoro, i profili professionali, nonchè l’ art. 32 della Costituzione.
 
Disobbedire non è solo rifiutarsi di essere complici del disservizio e subire il sopruso, ma è anche creare servizio. La nostra proposta è difendere gli organici con degli standard di organizzazione fondati sull’evidenza scientifica, poiché così si contrasta la decapitalizzazione del lavoro, la precarietà, il demansionamento e così si garantisce una risposta più adeguata ai bisogni di cura dei cittadini.
 
Le risorse finanziarie per gli organici si trovano impegnandoci tutti in una lotta contro la teoria del costo zero, del pareggio di bilancio dello Stato, dei tetti di spesa, dei blocchi del turn-over e delle assunzioni. Disobbedire civilmente vuol dire smetterla di alimentare un conflitto orizzontale tra medici e infermieri, dirigenti e operatori per verticalizzarlo in una lotta che deve vederci tutti dalla stessa parte contro quella politica ridotta a mera esecutrice dei tagli imposti dall’ UE, per la salvaguardia della conquista sociale più importante.
 
Riteniamo che le spese della disobbedienza debbano essere a carico degli Ordini, poichè nelle loro casse entrano tanti soldi, finanziati dall’imposizione fiscale su professionisti, occupati e disoccupati. Discorso simile per i sindacati. La "cabina di regia del dissenso civile" deve essere una task force nazionale costituita da Ordini e Sindacati di medici e infermieri, insieme, con dentro anche esperti di organizzazione e giuslavoristi.
 
Questa task force dovrà  tutelare e sostenere gli infermieri e i medici nelle loro richieste, segnalazioni, denunce, nei loro ricorsi, in tutte le azioni di legittimità che intenderanno assumere, mentre “Infermieri In Cambiamento” provvederà alla creazione di una coscienza dei problemi di categoria e all’ aggregazione. Per rimuovere alle radici le contraddizioni strategiche, proponiamo alla consulta delle professioni sanitarie di definire un progetto riformatore del SSN prevedendo la coevoluzione di tutte le professioni, la ricapitalizzazione il lavoro, l’uscita dal taylorismo e l’emancipazione dei professionisti.  
 
Ridotti all’osso non possiamo rassegnarci, adesso è il momento di indignarci!
 
Infermieri In Cambiamento

09 Dicembre 2019

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