Ddl Lorenzin. No alla proroga per presentazione degli emendamenti

Ddl Lorenzin. No alla proroga per presentazione degli emendamenti

Ddl Lorenzin. No alla proroga per presentazione degli emendamenti

Gentile Direttore,
il ROI (Registro Osteopati d’Italia), negli ultimi due anni ha fortemente sostenuto il Ddl Lorenzin e, nello specifico, l’articolo 4 che sancisce il riconoscimento della professione sanitaria dell’osteopata in Italia. Il Ddl è parte di un progetto più ampio, volto a riformare e rinnovare il sistema sanitario italiano che risale al Dopoguerra e che lo stesso Ministro Lorenzin ha messo tra le priorità del suo dicastero. L’articolo 4 si inserisce in questo solco e la sua attuazione allineerebbe l’Italia a molti altri Paesi europei in cui l’osteopatia è, da tempo, una professione riconosciuta e consentirebbe agli italiani di vedere tutelata la propria salute.

Il 4 maggio, dopo la fase di esame preliminare del provvedimento e con un ampio termine, "stante la complessità e la diversità dei temi trattati dal disegno di legge", la XII Commissione Affari Sociali della Camera avrebbe dovuto riunirsi per la presentazione degli emendamenti agli articoli del DDL. Tuttavia, abbiamo appreso che il termine è stato ulteriormente prorogato all’11 maggio senza alcuna motivazione ufficiale. Ne deduciamo che le settimane trascorse non abbiano consentito il giusto approfondimento politico, e questo ci preoccupa perché è forte il timore che il Ddl non arrivi al termine dell’iter prima della fine della legislatura. La fase emendativa in Commissione Affari sociali, infatti, è un un passaggio fondamentale per le sorti del disegno di legge: il ROI auspica e si aspetta che si dia continuità al lavoro svolto fino ad ora e, in particolare, che non venga interrotto il percorso intrapreso più di due anni fa al Senato per regolamentare la professione dell’osteopata, iter che ha visto tra i suoi maggiori sostenitori la Presidente della Commissione Sanità, Sen. Emilia De Biasi, firmataria dell’emendamento che ha dato vita all’articolo 4.

I tempi così dilatati per la presentazione degli emendamenti possono essere certamente imputabili, in parte, anche al momento transitorio della politica italiana che inevitabilmente si è riflettuto sui lavori del Parlamento. Ora il risultato delle Primarie del PD definisce uno scenario politico più certo e riteniamo che questo possa facilitare il compito della classe politica per portare avanti il disegno di legge voluto dal precedente Governo.  Guarderemo, quindi, con attenzione nei prossimi giorni ai lavori della Commissione.

Il ROI é una delle organizzazioni più attente ed impegnate nell’appoggiare il DDL Lorenzin. Ora, più di prima, vogliamo continuare a giocare un ruolo attivo, fiduciosi che il lavoro e l'impegno di tutti i soggetti coinvolti fino ad oggi porterà a colmare il vuoto normativo che attualmente in Italia non consente agli osteopati e ai cittadini di poter fare riferimento a regole e garanzie sia nell'esercizio della professione sia nella qualità delle prestazioni ricevute.

In ragione di questo, rinnoviamo il nostro impegno e la nostra disponibilità verso le Istituzioni per una collaborazione costruttiva rivolta anche alla definizione di un percorso formativo unico e certo, come già è successo nel 2015, quando il ROI ha partecipato attivamente alla stesura della norma europea CEN con l’obiettivo di armonizzare la professione dell’osteopata in tutta Europa e definirne i requisiti formativi.

Crediamo fortemente nella cooperazione tra tutte le parti politiche perché la realtà ci racconta di oltre 10 milioni di italiani che si rivolgono all’osteopata per la propria salute e questo è un dato che non può e non deve essere ignorato. Ciò significa che se l’osteopatia diventerà una professione sanitaria a beneficiarne saranno, in primis, i pazienti stessi, sia in termini economici sia soprattutto a tutela e garanzia della loro salute.

Paola Sciomachen
Presidente ROI – Registro Osteopati d’Italia

02 Maggio 2017

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