Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa.

In particolare, a proposito delle professioni sanitarie, grande interesse hanno riscosso le parole del Ministro della Salute, Orazio Schillaci: il rilancio della sanità pubblica passa dalla valorizzazione dei professionisti sanitari ovvero dal Capitale umano che rappresenta la parte migliore del Ssn. Parole che riaffermano una volta di più l’indispensabile centralità del personale del Ssn e che dovrebbero essere di auspicio per un provvedimento volto a sanare le tante e difficilmente giustificabili disomogeneità tra il personale delle strutture pubbliche e del privato accreditato. Ma ad oggi continuano a non trovare concreta risoluzione.  

Innanzitutto, occorre ricordare che il privato accreditato fa parte del Ssn e le disposizioni contenute nel ddl in fase di formulazione producono effetti anche sul personale del settore privato accreditato che, pur non menzionato, garantisce una quota significativa dei servizi erogati nel perimetro del Ssn.

In effetti i medici, come tutto il restante personale sanitario dell’accreditato, operano in un contesto ibrido, privato nella gestione e pubblico nella funzione. Qualsiasi riforma del personale sanitario non può pertanto   scotomizzare il ruolo e la funzione di sistema del personale sanitario che opera nel privato accreditato e deve avere come fine quello di garantirgli strumenti equivalenti.

Non si tratta di una mera questione redistributiva o contrattuale, ma di una questione strategica perché non riguarda soltanto “quanto” il sistema produce oggi, ma “come” sarà in grado di funzionare domani.

Purtroppo, in materia di personale il ddl è costruito unicamente sulla fisionomia organizzativa del pilastro pubblico del Ssn (Asl, Aziende ospedaliere, Irccs pubblici). Il privato accreditato non viene esplicitamente considerato nei processi di governance del sistema, nei meccanismi di rappresentanza istituzionale del personale e nelle modalità di partecipazione alle politiche di settore, nonostante ne sia parte integrante in quanto eroga Lea, opera all’interno della programmazione regionale ed è finanziato tramite il Fondo Sanitario Nazionale.

Tutto questo si riverbera sulla componente professionale in evidente disallineamento rispetto alle parole del Ministro ed evidenzia una problematica discrepanza tra la realtà del sistema e la sua rappresentazione normativa: medesimi obblighi, medesime funzioni e responsabilità del restante personale del Ssn, ma tutele e diritti di rappresentanza minori, inquadramenti professionali privi di criteri uniformi e obsoleti, trattamenti economici di gran lunga inferiori. 

In sintesi, una minore dignità istituzionale pur nell’ambito dello stesso Ssn.

Come dire responsabilità (giustamente) certe, a fronte di riconoscimenti inesistenti perché delegati ad attori esterni all’ambito istituzionale.

È dunque il momento di prendere una decisione: continuare a ignorare anche formalmente il personale sanitario del privato accreditato e lasciarlo in balia di una deriva opportunistica oppure includerlo nella programmazione operativa del Ssn per un adeguato governo del sistema? L’auspicio è pertanto di un’accorta correzione del ddl in corso d’opera.

Fabio Florianello,

Responsabile Sanità Privata Accreditata Anaao Assomed

Simona Piemontese,

Segretaria Aziendale Anaao Assomed Irccs Ospedale San Raffaele/Milano

03 Febbraio 2026

© Riproduzione riservata

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