Deroga iscrizioni ordini. No alla legalizzazione di ciò che fino a ieri era abusivismo

Deroga iscrizioni ordini. No alla legalizzazione di ciò che fino a ieri era abusivismo

Deroga iscrizioni ordini. No alla legalizzazione di ciò che fino a ieri era abusivismo

Gentile Direttore,
come suggerito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui ci eravamo rivolti per manifestare il nostro pensiero riguardo all’incostituzionalità dell’iter che il Ministero della Salute sta adottando, in relazione alla legge 3 del 2018, avallando verso la modifica delle Leggi 42/99 e 43/2006, abbiamo inviato una Lettera al Ministro della Salute On. Giulia Grillo e per conoscenza al MIUR all’On. Marco Bussetti e all’Ordine TSRM PSTRP al suo Presidente Alessandro Beux la nostra contrarietà riguardo a tali atti di Governo.

Abbiamo scritto, al Ministero della Salute che con la Legge 3 del 2018 si permette di inserire in elenchi speciali Massaggiatori, Massofisioterapisti…non in possesso di titoli e di titoli idonei e non equipollenti, e non equivalenti, ai titoli sanitari come previsto dalle leggi 42/99 e 43/2006 all'interno dell'Ordine dei TSRM PSTRP.

Ci siamo rivolti al MIUR, quindi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che garantiscono l’adeguatezza, l’appropriatezza e la difesa dei Titoli di tanti Professionisti sanitari della Riabilitazione che, rispettando la Legge e la selezione dura universitaria, vedono ora, sconcertati, i loro Titoli universitari, parificati a quelli di tanti riconosciuti e attribuiti “extra omnia”.

Direttore, dopo aver atteso 20 anni nel vedere istituiti gli Albi tanto sognati e dire finalmente basta alla diffusa piaga dell’abusivismo professionale, constatiamo che le Istituzioni dello Stato fanno sapere ai tanti onesti professionisti della sanità, che è possibile l’inserimento e il riconoscimento di tanti professionisti privi di titoli ed operanti in ambito sanitario, (Massaggiatori, Massofisioterapisti post 1999, ecc. ), nonché di professioni già dichiarate sanitarie (Osteopatia e Chiropratica), ma ancora in realtà prive di un iter formativo universitario che ne accerti le competenze necessarie ad essere annoverate fra le professioni sanitarie vigenti, siamo di fronte al tentativo di legalizzare migliaia di abusivi, che in spregio di tanti seri ed onesti, si vedranno riconoscere l’inserimento nelle liste speciali del nostro Ordine.

A noi del RIR appare come un assalto alla diligenza, uno scavalca quello che fino a ieri era il limite tra la legalità e l’abusivismo, il salto che permette di sanare e legalizzare ciò che ieri era abusivismo in ambito sanitario.  

Va di moda in queste settimane parlare di legalità, il nostro sconcerto ruota proprio su questo tema. I nostri iscritti, che sono circa 7000, ci chiedono quotidianamente conto di quanto stanno vivendo, dopo che si sono adeguati ed allineati alle leggi e norme in ordine di sicurezza del lavoro, di contribuzione e di adempimenti tributari, hanno seguito l’iter formativo definito dallo Stato italiano per il conseguimento di un titolo di studio di livello superiore, universitario, ed il superamento di un Esame di Stato e successiva abilitazione all'esercizio dell'arte sanitaria in ottemperanza ai rispettivi profili professionali emanati dalla Presidenza della Repubblica Italiana e dagli atti degli svariati e variegati governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni.

Direttore, cosa dobbiamo rispondere ai nostri iscritti quando ci chiedono conto di quanto oggi i Ministeri sono pronti a riconoscere e proteggere chi finora ha lavorato abusivamente contro le leggi dello Stato Italiano? che potranno ad oggi avere un riconoscimento sanitario semplicemente dimostrando, non si sa bene come, di aver operato in ambito sanitario per almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni grazie anche a datori di lavoro che impiegavano personale non in regola per attività professionali sanitarie?

Per questo scriviamo alle Istituzioni interessate, chiediamo il confronto e pretendiamo di essere ascoltati, perché la rabbia trovi ragione, la legalità possa regnare sempre nella casa comune e la coscienza professionale non venga mortificata da meri interessi contingenti.

E per questo scriviamo a Lei per chiedere che attraverso Quotidiano Sanità questa lettera arrivi e sensibilizzi tanti nella Sanità italiana e possa entrare nelle sacre stanze del potere che ci governa.

Giovanni Cavinato
Presidente Rir (Registro Nazionale delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione)

Francesco Paolo Esposito
Vicepresidente Rir

Giuseppe Giovanni Rossetti
Segretario Rir

G. Cavinato, F. P. Esposito, G. G. Rossetti

28 Febbraio 2019

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