Ecco perché anche io ho deciso di scendere in campo con Zingaretti

Ecco perché anche io ho deciso di scendere in campo con Zingaretti

Ecco perché anche io ho deciso di scendere in campo con Zingaretti

Gentile Direttore,
desidero presentarvi la mia candidatura nella lista “Centro Solidale per Zingaretti” in occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale. È una candidatura che nasce dall’esigenza, sentita anche da molti amici, conoscenti e colleghi, di dare un contributo concreto al consolidamento ed alla ripartenza della nostra Regione con un impegno forte e diretto.

Il “Centro Solidale per Zingaretti” è una lista non di politici di professione ma di persone e professionisti provenienti dal mondo del lavoro, del volontariato, dell’impegno sociale e solidale. Al di là delle riserve, delle critiche e dei distinguo che ciascuno di noi può esprimere, ci è sembrato opportuno e giusto appoggiare, in maniera convinta e determinata, la candidatura di Zingaretti alla Presidenza della Regione Lazio perché certamente in linea con i nostri principi di solidarietà e di equità ma anche perché riteniamo che il lavoro fin qui svolto, soprattutto in Sanità, tra tante difficoltà ma spesso in maniera coraggiosa e determinata, non possa essere vanificato e necessita del contributo di tutti. La nostra Sanità, i nostri Ospedali ed il nostro Territorio meritano, nell’ambito nazionale, un ruolo di eccellenza per la qualità delle cure e delle prestazioni.

Il mio impegno, ovviamente, non può che essere in Sanità perché tutta la mia vita, come medico ospedaliero per 40 anni, anche in posizione apicale quale Direttore di Struttura Complessa e, per altrettanti anni, nell’impegno sociale come Dirigente dell’Anaao Assomed (Associazione Medici Dirigenti), è stata dedicata totalmente alla Sanità e ai Malati; l’Ospedale è stata la mia vita al pari della mia famiglia.

Agli amici che mi domandano qual è il mio programma rispondo con convinzione: è il programma di Zingaretti.

Ad altri amici che esprimono critiche, talvolta fondate e con “distinguo” ben argomentati, io rispondo:

  • dopo anni di gestioni dissennate con conseguente pauperismo nell’acquisizione di risorse umane e tecnologiche, finalmente il Lazio esce da un durissimo Piano di Rientro. Ciò significa risanamento dei conti (nel febbraio 2007 il disavanzo della Sanità del Lazio ammontava a 2 miliardi e costituiva 1/3 del disavanzo sanitario nazionale); mai più Commissari e sub-Commissari governativi; scelte condivise su programmazione, personale e dotazioni organiche, investimenti;
  • nel frattempo si è proceduto alla riacquisizione, in proprietà alle ASL, di ben 16 Ospedali Pubblici a suo tempo alienati dalla giunta Storace;
  • 500 assunzioni (compresi i precari) tra il 2016-18 e concessione di deroghe per 55 nuovi Primari (molte strutture ospedaliere ne erano prive da anni);
  • avviato e consolidato il processo di stabilizzazione dei precari (stabilizzati 1.400), grave problema che era ormai divenuto cronico;
  • creazione di una nuova rete di servizi (Case della Salute e Poliambulatori);
  • abolizione dell’extra-ticket sanitario regionale.



Ma tutto questo ed altro ancora, significa che tutto va bene e non c’è più bisogno di nulla? Certamente no! Sarebbe da stolti affermarlo.


Siamo nella fase più difficile e critica della Sanità del Lazio e di Roma. Nella fase in cui o si spicca il volo o si ritorna indietro verso la disorganizzazione e lo spreco.

Io sono convinto che si può e si deve spiccare il volo. Per questo mi sono lasciato coinvolgere e, comunque vadano le cose, per questo darò il mio contributo e sarà questo il mio impegno.

Gli ospedali dovranno tornare a svolgere il ruolo che è loro proprio, di Alta Specializzazione e di qualità delle cure verso i malati acuti. I medici devono essere valorizzati, tutti, per le loro capacità tecniche, scientifiche e gestionali. Un’attenzione particolare va rivolta alle figure professionali non mediche che devono essere valorizzate per la loro competenza e per il loro ruolo di complementarietà nella organizzazione ospedaliera.

Pronto Soccorso: va attentamente riconsiderata la loro organizzazione in riferimento alla dotazione ed alla specificità dei posti letto dell’ospedale ma anche alla congruità della domanda ed alla qualità dell’offerta; il Pronto Soccorso funziona se ben coordinato con l’ospedale e con le sue specialità e se ben collegato con la rete dell’emergenza, e soprattutto se vi è, a monte, un adeguato filtro che ne impedisca un inutile utilizzo ed un dannoso sovraffollamento. Nessuno deve più essere autorizzato a dire: è un P.S. da terzo mondo.

Territorio: le strutture già create (Case della Salute e Presidi ambulatoriali territoriali) vanno messe in condizioni di funzionare con il coinvolgimento e la responsabilizzazione, anche nella gestione, dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di libera scelta e degli Specialisti Ambulatoriali. Si invecchia sempre di più; i traumi della strada, del lavoro, gli incidenti domestici etc. sono in continuo aumento e questo ci obbliga ad adeguare sempre di più la rete riabilitativa e di lungo degenza alle esigenze della popolazione.


 


Accesso dei cittadini al Ssr: ancora oggi, in molte realtà, appare problematico e difficile. Occorre una maggiore e continua informazione ai cittadini che talvolta non sanno a chi né dove rivolgersi per soddisfare le proprie esigenze di salute. Va potenziato e riconsiderato il funzionamento e l’efficienza dei CUP che devono essere gestiti con particolare attenzione, indirizzando i pazienti in base dell’appropriatezza delle cure ed alla agilità logistica dell’accesso. Va infine affrontato con ferma determinazione e con rapidità, l’annoso problema delle Liste di Attesa – oggi reso possibile dal superamento della fase dell’emergenza della sanità del Lazio e dalla presenza del nuovo personale assunto – per ricondurle entro i limiti fisiologici e per offrire finalmente ai cittadini la giusta attesa alla domanda di salute.

Credo sia inutile affrontare qui altre questioni pur importanti ma che meritano attenzione “in itinere”, compresa la gestione del Sistema Salute.
I 4 punti che ho elencato e su cui intendo impegnarmi, costituiscono, a mio parere, il terreno e un traguardo sufficienti per dare un contributo importante ed operativo.

È per questi motivi che ho scelto di sostenere la conferma di Zingaretti presidente della Regione Lazio.

Donato Antonellis,
Lista Centro Solidale per Zingaretti

Donato Antonellis

23 Febbraio 2018

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