Et Nunc Fiat Lex!

Et Nunc Fiat Lex!

Et Nunc Fiat Lex!

Gentile Direttore,
ed ora si approvi con rapidità il testo unificato della legge istitutiva del servizio di psicologia di cure primarie nelle aziende sanitarie “ Istituzione del servizio di psicologia di base nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. C. 814 Ciocchetti, C. 1034 Lupi, C. 1140 Malavasi, C. 1171 Graziano, C. 1228 Di Lauro, C. 1262 Patriarca e C. 1300 Loizzo” in quanto non può che essere un atto consequenziale alle profonde modifiche ed integrazioni portate nella nuova versione del PASNM inviata alla Conferenza delle Regioni.

Infatti, dopo l’inspiegabile assenza nella prima versione https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=131154, nella nuova https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=132349

è stato introdotto e ben descritto il ruolo dello psicologo di assistenza primaria o di cure primarie o di base, chiamatelo come più vi aggrada, nella forma e nella sostanza coerente con la normativa già in essere in undici Regioni e con il richiamato testo unificato “Istituzione del servizio di psicologia di base nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. C. 814 Ciocchetti, C. 1034 Lupi, C. 1140 Malavasi, C. 1171 Graziano, C. 1228 Di Lauro, C. 1262 Patriarca e C. 1300 Loizzo” https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=117322

Si condivide, infatti, che questa funzione di psicologo di assistenza primaria sia incardinata nei Distretti sanitari di base, ad iniziare, di norma, nelle Case di comunità in essi previste, di norma, per attività di prevenzione al fine di contrastare e risolvere problemi di disagio psicologico per evitare la loro degenerazione in patologie psichiatriche e che questo psicologo sia formato in analogia con i medici di famiglia (cioè oggi dopo uno specifico corso regionale ma, se avverrà per il MM.GG. si evolverà in una specifica specializzazione post laurea).

Non è parte quindi del DSM ma con il nuovo Dipartimento integrato e inclusivo previsto dal PASNM dovrà, ovviamente, stabilire la necessaria interazione, così come avviene per i MM.GG. e i PP.LL.SS.

Si assume a livello nazionale un nuovo modello di assistenza psicologica di cure primarie nato dal basso, da leggi regionali approvate negli ultimi anni e contro le prime lo Stato si era opposto ma invece la Corte Costituzionale sulla sentenza per la Campania https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=100867

ha stabilito che erano e sono legittime e ora lo Stato inizia a adeguare la normativa in materia.

È per la professione di psicologia l’affermazione plateale e forte della sua rinnovata soggettività autonoma all’interno del SSN, la più alta applicazione a mio personale giudizio della legge Ossicini istitutiva della professione, soggettività riconosciuta senza ambiguità, questa volta.

Quindi lo psicologo di assistenza primaria non è più una sperimentazione regionale, tra l’altro molto apprezzata dai suoi utenti, bensì un normale modello nazionale di intervento per promuovere e tutelare il benessere psicologico e contrastare il disagio psicologico, che ha trovato largo terreno fertile nelle nuove generazioni si ma anche nelle altre si sta estendendo e quindi c’è la necessità di creare un forte, esteso cordone sanitario svolto dalla psicologia di cure primarie per evitare il successivo passaggio alla malattia psichiatrica.

Ora Governo e Parlamento devono fare la loro parte approvando in tempi rapidi il testo unificato “Istituzione del servizio di psicologia di base nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. C. 814 Ciocchetti, C. 1034 Lupi, C. 1140 Malavasi, C. 1171 Graziano, C. 1228 Di Lauro, C. 1262 Patriarca e C. 1300 Loizzo” per dare la giusta cornice omogenea all’istituzione in tutte le Regioni del Servizio di psicologia delle cure primarie prevedendo un iniziale e adeguato finanziamento nazionale che si affiancherebbe a quanto le Regioni che l’hanno già attivato con propri finanziamenti.

E’, quindi un successo che va a merito del movimento esteso che l’insieme delle rappresentanze ordinistiche, scientifiche e sindacali è riuscito a realizzare in poco tempo e in poco tempo a portare a casa il risultato…un esempio ed un modello per quelle professioni della salute che vogliano e siano in grado realmente di proporre e conquistare nuove modalità di organizzazione lavoro sanitario, di erogazione di nuove prestazioni sanitarie che siano in grado di rispondere ai nuovi bisogni di salute tali da non essere un costo bensì un investimento per qualificare la spesa sanitaria rendendola funzionale alla tenuta e al progresso economici, istituzionali e sociali della Nazione come dello Stato.

Purtroppo, non si può affermare il medesimo risultato positivo sulla questione dei consultori e di come sia stato previsto il loro rapporto con i Tribunali, come ha già descritto sia il CNOP https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=132376 che l’AUPI https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=20638,

un argomento forse fuori tema e che sarebbe opportuno farne un Piano a parte realizzato con la massima partecipazione, comprensione e condivisione soprattutto dei professionisti che dovranno realizzare.

Saverio Proia

03 Ottobre 2025

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