Gentile Direttore,
un grande tema di attualità è rappresentato dalla sostenibilità del SSN che, a fronte dei principi che lo caratterizzano come sistema sanitario equo e universalistico, deve fare i conti con le problematiche economiche che spesso condizionano iniziative e progetti migliorativi.
Nella Sanità quindi, per via dei bisogni aumentati e dell’equilibrio economico precario, è necessario intervenire su alcuni settori, rivedendo percorsi e prassi, criteri di gestione e di qualificazione delle prescrizioni e degli acquisti, avendo chiara la missione di dover garantire ai cittadini le migliori cure farmacologiche che siano anche le più sicure.
Il Manifesto di Bompietro, elaborato da un gruppo di lavoro qualificato, riunitosi spontaneamente, affronta alcuni aspetti che potrebbero e dovrebbero essere rivisitati per aumentare la sicurezza dei trattamenti farmacologici dei cittadini e per un importante recupero di risorse.
Sono stati analizzati alcuni argomenti della farmaceutica, che sono sintomatici di un certo immobilismo delle istituzioni e degli uffici che ne fanno parte integrante, come se non esistesse alcuna ipotesi di miglioramento.
L’invecchiamento della popolazione, le reazioni avverse dei farmaci (ADR) e le interazioni tra i farmaci, sono i problemi sanitari ed economici attuali, ai quali vanno aggiunti l’utilizzo degli integratori e la spinosa riflessione sulla scadenza dei farmaci, che possono determinare ospedalizzazione con conseguenze anche fatali e maggiore spesa per il SSN.
Il caso degli integratori che inducono un notevole dispendio economico per i cittadini a causa dell’elevato costo di questo tipo di prodotti, che possono procurare danni non indifferenti ai pazienti ignari indotti ad assumerli in alternativa ai farmaci o utilizzati come integrazione al loro uso. I pazienti verrebbero esposti a rischi a volte anche gravi per la propria salute a causa delle interazioni con i farmaci.
Secondo argomento che andrebbe affrontato è quello della scadenza dei farmaci, fissata per la maggior parte di essi a 5 anni. Questo assunto altro non è che una convenzione che non sembra avere alcun fondamento scientifico. Alcuni studi infatti, hanno valutato la stabilità di diversi farmaci, mettendo in evidenza che il periodo non è affatto riferibile a 5 anni, ma bensì a periodi significativi ben più lunghi.
Per ogni tema affrontato (Invecchiamento della popolazione, Polifarmacoterapia, Accesso al farmaco, Progressivo aumento della spesa sanitaria per farmaci da parte del SSN, Spostamento di parte della spesa a carico del cittadino, Ricorso a terapie complementari, Innovazione e Scadenza dei farmaci), viene avanzata una ipotesi plausibile ed efficace di intervento.
Luigi Di Salvo
Già direttore Farmacia Ospedaliera Sicilia e Lazio, e di Dipartimenti del farmaco Sicilia e Lazio, responsabile della Cabina di regia del farmaco Regione Sicilia