Fine Vita. Le cure palliative non sono una panacea universale di tutti i dolori e le sofferenze

Fine Vita. Le cure palliative non sono una panacea universale di tutti i dolori e le sofferenze

Fine Vita. Le cure palliative non sono una panacea universale di tutti i dolori e le sofferenze

Gentile Direttore,
desidero rispondere alla lettera “Dov’è o morte la tua vittoria” del padre Virginio Bebber, a proposito del suicidio medicalmente assistito della paziente “Anna”. È doveroso premettere la mia totale adesione alle cure palliative, essendo stato uno dei pionieri di questa disciplina nel nostro Paese e avendo a lungo lavorato per la loro realizzazione e diffusione. Premetto anche che il principio laico dell’autodeterminazione ha trovato un orientamento favorevole anche nella pronuncia della Corte Costituzionale del 2019 e che il suicidio non è giuridicamente punibile.

Date queste premesse e la chiara, consapevole, informata volontà di Anna di terminare le sue sofferenze e la sua vita con il suicidio assistito, mi pare che l’accorato appello del religioso a considerare una presunta mancanza di cure, di attenzioni e di vicinanza ad “Anna”, sia solo ispirato dalla “sua” fede, a cui “Anna” probabilmente aderiva, ma che, a suo insindacabile giudizio, non l’ha aiutata, così come ha rifiutato le cure palliative.

Va ricordato a Padre Virginio Bebber che viviamo in uno stato laico, nel quale le opzioni di un malato inguaribile al termine della vita non sono condizionate, se non lo desidera o non vi aderisce, dai precetti della Chiesa e non per questo va considerato uno sprovveduto o un incosciente.

Va infine sottolineato che le cure palliative non sono la panacea universale di tutti i dolori e le sofferenze, ma solo – e aggiungo “fortunatamente” – una valida opzione che si offre ai malati al termine di una malattia senza speranze di guarigione.

Giorgio Di Mola
Anestesista Rianimatore, fondatore Società Italiana di Cure Palliative

Giorgio Di Mola

19 Dicembre 2023

© Riproduzione riservata

Medico costretto alle dimissioni: CdA di Caltanissetta conferma la monetizzazione di 143 giorni  
Medico costretto alle dimissioni: CdA di Caltanissetta conferma la monetizzazione di 143 giorni  

Gentile Direttore, Fra le centinaia di richieste di consulenza che, ogni settimana, giungono al network di C&P, trovano ampio spazio quelle di coloro che, ancora in costanza di rapporto di lavoro, hanno...

Medici di famiglia: il Ruolo Unico accentua la crisi della medicina generale
Medici di famiglia: il Ruolo Unico accentua la crisi della medicina generale

Gentile Direttore,alcuni giorni fa la Commissione Sanità del Consiglio Regionale delle Marche ha proseguito le audizioni sul ruolo del medico di assistenza primaria e sulle aggregazioni funzionali territoriali, ascoltando anche...

Quando l’errore medico smuove le corde emotive di un popolo
Quando l’errore medico smuove le corde emotive di un popolo

Gentile Direttore, il 4 marzo scorso si è tenuto il funerale del piccolo Domenico, il bambino di due anni morto a Napoli per un trapianto cardiaco non riuscito in seguito...

Habermas ci ha lasciato ma la sua eredità offre decisive riflessioni riguardo la medicina generale
Habermas ci ha lasciato ma la sua eredità offre decisive riflessioni riguardo la medicina generale

Gentile Direttore,il 14 marzo 2026, a 96 anni, è morto Jurgen Habermas uno dei maggiori filosofi contemporanei. Il pensiero che ha divulgato con le sue opere coinvolge anche la medicina...