I SerD e i Dipartimenti delle Dipendenze in una sanità territoriale da rifondare

I SerD e i Dipartimenti delle Dipendenze in una sanità territoriale da rifondare

I SerD e i Dipartimenti delle Dipendenze in una sanità territoriale da rifondare

Gentile Direttore,
un recente documento con risvolti programmatori proposto da AGENAS sull'organizzazione della medicina territoriale ha sollecitato, da più parti, considerazioni sul ruolo dei SerD e dei Dipartimenti delle Dipendenze all'interno dei sistemi sanitari. Il tema è da sempre centrale per FeDerSerD. La costituzione della Federazione non a caso segue l’intesa Stato Regioni del 1999 che individuava il Dipartimento delle Dipendenze come il modello organizzativo più idoneo per il lavoro multidisciplinare dei SerD. Posizionamento confermato successivamente dalla Federazione nel 2003 con il lavoro comune FeDerSerD – FICT e CNCA e nel 2009 dai lavori e dai documenti presentati alla Conferenza nazionale di Trieste, l’ultima finora tenutasi.
Pari dignità ma direzione pubblica, collocazione nei percorsi di tutela della salute dei cittadini, visione unitaria dalla prevenzione alla cura e riabilitazione dei malati, uno stretto rapporto non solo con la programmazione sanitaria, ma anche con la programmazione socio sanitaria e sociale.
 
Su queste basi sono nati i Dipartimenti delle Dipendenze in quasi tutte le Regioni italiane, pur nelle differenze tipiche dell'autonomia decentrata.
 
I SerD con il modello Dipartimentale hanno certamente prodotto risultati evidenti in termini di efficacia nelle diverse Regioni e ciò per almeno tre ragioni, che sono: la sempre maggiore crescita delle competenze specialistiche da parte degli operatori, l'essenza multidisciplinare del lavoro clinico e la capacità di presenza attiva dei Servizi sul territorio, sia in ambito sanitario che sociale. Sono, queste, 3 ragioni che negli ultimi due anni sono state ampiamente riconosciute come indispensabili in una organizzazione sanitaria moderna.
 
Ma in specie negli ultimi 10 anni il combinato disposto dell’attacco alla sanità pubblica, in risorse umane e finanziarie, e una miope lettura della salvaguardia della autonomia regionale al di là di ogni valutazione di risultati e costi, ha smantellato in gran parte del Paese i Dipartimenti delle Dipendenze specifici, procedendo ad accorpamenti con la salute mentale, o a collocazioni dei servizi in ambito distrettuale sotto varie etichette, o  sono stati tenuti in piedi su aree talmente vaste da mettere in dubbio già pensare ad un semplice coordinamento.
 
Sarebbe facile attribuire le ragioni di tale trasformazione solo a una riduzione delle risorse dedicate alla sanità e/o al settore, che sicuramente ci sono state, o a una logica di disinteresse nel campo delle dipendenze da parte di tutti i livelli politici istituzionali (nazionali e regionali), sociali, nonché aziendali. Le radici di tali trasformazioni sono in realtà ben più profonde e sono da ricercare in un mancato o, in altri casi, in un anacronistico e strumentale aggiornamento della normativa da parte dei decisori politici che non ha permesso quel continuo e necessario rinnovamento del sistema.
Da spiegare secondo logica sarebbero poi le situazioni che vedono nella stessa Regione forme organizzative diverse.
 
Se si considera che il capitale professionale e identitario di una comunità clinica e scientifica è il bene primario per lo sviluppo di un sistema, è su questo che FeDerSerD vuole puntare per rilanciare i SerD. Il mancato riconoscimento di una disciplina professionale specifica ha contribuito a rendere i Servizi, insieme a altri fattori, luoghi marginali sia per le Aziende che i professionisti, soprattutto per i più giovani, che fanno fatica a riconoscersi in un sistema ancora non definito in termini identitari e normativi e incerto anche per eventuali sviluppi e riconoscimenti professionali.
 
In questo senso il modello Dipartimentale delle Dipendenze deve essere ripreso coniugandolo con il rispetto dei principi delle competenze e dei diritti. Questi sono per i cittadini il poter ricevere cure e interventi basati sulle evidenze e per i professionisti il poter sviluppare le proprie potenzialità secondo una logica di riconoscimento delle proprie competenze specialistiche, basato prima di tutto sul criterio di pari dignità e sul merito dei professionisti che lavorano nei SerD.
 
I numerosi documenti che FeDerSerD ha prodotto e produce regolarmente non solo per gli operatori (soggetti che rappresentano la ragione del suo esistere), ma per il Governo e le Regioni, sono la base per un auspicato lavoro istituzionale nelle corrette collaborazioni.
 
Dott. Guido Faillace
Presidente Nazionale FeDerSerD

01 Settembre 2021

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