Il Fondo sanitario è insufficiente per affrontare le nuove sfide di rinnovamento del Ssn  

Il Fondo sanitario è insufficiente per affrontare le nuove sfide di rinnovamento del Ssn  

Il Fondo sanitario è insufficiente per affrontare le nuove sfide di rinnovamento del Ssn  

Gentile Direttore,
le dichiarazioni rese ieri dal Ministro della Salute Schillaci nella sede di Roma dell’Università Cattolica suscitano riflessioni che portano a conclusioni a mio avviso completamente discordanti rispetto alla valutazione delle attuali ipotesi di evoluzione del Fondo Sanitario Nazionale come concretizzazione della fine della fase di definanziamento del Ssn.

È universalmente noto e accettato che un sistema sanitario pubblico possa assicurare una accettabile erogazione di assistenza sanitaria universale rispettando contestualmente la sostenibilità economica se destina a tale fine risorse corrispondenti al 7% del PIL. Tale entità di impegno economico pubblico è stato sostanzialmente conseguito nel nostro paese per vari periodi nel corso dei quali la qualità dell’assistenza garantita è stata ampiamente riconosciuta. All’inizio del decennio della crisi economica mondiale, negli anni 2009 e 2010 l’entità del Fondo Sanitario Nazionale aveva una consistenza del 7.3% del PIL.

Negli anni successivi le politiche di rigore della finanza pubblica associate ad un andamento stagnante del PIL hanno determinato una contrazione del rapporto finanziamento SSN/PIL tutto sommato non esagerato. Infatti nel 2019 tale rapporto è stato del 6.5%. In tale periodo il maggior peso del contenimento della spesa sanitaria si è concentrato sulla voce del costo del personale con i provvedimenti di restrizioni sul turnover, blocco dei rinnovi contrattuali e dei fondi della contrattazione decentrata, limiti drastici alla dinamica delle retribuzioni individuali. Tali misure hanno prodotto una caduta dell’incidenza del costo del personale sulla consistenza del FSN da circa il 40% a meno del 30%.

Con la comparsa della crisi pandemica la necessità di spese aggiuntive eccezionali ha comportato l’incremento del FSN al 7.4% nel 2020 e al 7.1% nel 2021. Nel periodo dal 2021 al 2025 preso in considerazione dal Ministro e valutato come fase di uscita dal definanziamento del Ssn, il PIL annuale registra incrementi nominali dell’ordine di 100 miliardi l’anno passando dai 1775 del 2021 ai 2173 previsti con buona ragionevolezza per il 2025. Accanto ad una reale ripresa economica si associa una quota rilevante legata alla vivace ripresa dell’inflazione come spiegazione della forte crescita pluriennale del PIL nominale.

Una politica di cessazione del definanziamento e che perseguisse il ragionevole obiettivo di evoluzione del FSN nell’ordine del 7% del PIL dovrebbe programmare nel periodo indicato incrementi annuali del FSN di 7 miliardi per un totale nel periodo di 28 miliardi. Il FSN del 2025 dovrebbe raggiungere la cifra di 152 miliardi, 17 miliardi sopra il livello programmato. Non a caso nel periodo e con la programmazione celebrata dal Ministro come uscita dal definanziamento, il rapporto FSN/PIL raggiunge il 6.2% che è il livello più basso dalla crisi economica del 2008.

L’incremento di 9 miliardi del FSN considerato segnale molto positivo dal Ministro rappresenta appena un terzo di quello che sarebbe auspicabile e adeguato per affrontare le nuove sfide di rinnovamento del Ssn con lo sviluppo dei nuovi assetti della sanità territoriale, contrasto alla riduzione numerica di operatori sanitari, ripresa di una dinamica retributiva del personale meno penalizzante con il rispetto dei tempi dei rinnovi contrattuali, copertura degli incrementi dei costi legati alla forte dinamica inflattiva. Tutte le componenti sociali coinvolte nella difesa del Ssn dovrebbero prendere atto ed evidenziare a tutti i livelli la assoluta insufficienza delle risorse economiche programmate per il finanziamento del Ssn nei prossimi anni confutando le ottimistiche considerazioni in proposito del Ministro.

Dr. Sandro Venanzi
Ex Direttore di Struttura Complessa Usl Umbria 2 attualmente in pensione
Membro della Segreteria Aziendale Anaao-Assomed Usl Umbria2

06 Giugno 2023

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