Il Ssn può essere salvato da un Governo in cui nessuno lo ha visto nascere?

Il Ssn può essere salvato da un Governo in cui nessuno lo ha visto nascere?

Il Ssn può essere salvato da un Governo in cui nessuno lo ha visto nascere?

Gentile direttore,
Quotidiano Sanità ospita un dibattito appassionato sulle sorti del Ssn. Molti dei contributi che vengono ospitati contengono analisi e proposte su come risollevarle. Molti di noi che li scriviamo confidano sul fatto che il convitato di pietra di questo dibattito sia qualcuno che sta nel Governo o almeno qualcuno che gli sta vicino.

A giudicare dalle scelte che fa il Governo, il convitato di pietra o sonnecchia o proprio non c’è. Sia per quello che riguarda la manovra economica in corso, che certo non mette la sanità tra le sue priorità pur sbandierando il contrario, che per quanto riguarda le scelte sulle figure chiamate a coprire i ruoli chiave del Ssn (tutti universitari con un medico nucleare come ministro, un chirurgo all’Istituto Superiore di Sanità e un economista alla Direzione Generale del Ministero), il Governo Meloni sembra guardare molto alla propaganda e molto meno alla sostanza. Altri numerosi segnali sembrano confermare sia la scarsa passione del Governo per il Ssn che la sua forte propensione ad usarlo per messaggi pubblicitari.

Due di questi segnali riguardano la Regione Marche, Regione governata da tre anni dal centrodestra e considerata dal Presidente Meloni un modello al punto da far partire qui la sua trionfale campagna elettorale di poco più di un anno fa. Il primo segnale è appunto di poco meno di un anno fa e riguarda la individuazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche con sede ad Ancona come miglior ospedale pubblico d’Italia. Si tratta di un riconoscimento dato in base ad alcune elaborazioni del Programma Nazionale Esiti (PNE) dell’Agenas, un Programma nella cui home c’era scritto che non serviva a fare classifiche. Dicitura scomparsa dopo che qui su Qs era stata segnalata la anomalia del premio, diventata una doppia anomalia con questa scomparsa (ormai definitiva). Il secondo segnale, questo molto recente, è la scelta data come sicura di Ancona come sede del prossimo G7 Salute, scelta in cui le Marche (governate dal centrodestra) hanno battuto la Puglia (governata dal centrosinistra).

Ovviamente come anconetano e come marchigiano queste due scelte, e in particolare la seconda, mi renderebbero orgoglioso se venissero accompagnate da un intervento severo del Ministero sulla politica sanitaria della Regione Marche, una politica che non rispetta le norme, riduce i servizi e allontana i professionisti. Una politica che ha appena inventato un Sottosegretario regionale alla Sanità (peraltro ruolo affidato a un clinico di altissima e riconosciuta competenza) per manifesta incapacità dell’Assessore con la relativa delega, lasciato però al suo posto. Invece il Governo sembra usare strumentalmente le Marche a scopo pubblicitario, cosa che -se confermata – mi infastidirebbe molto data anche la coincidenza del G7 con alcune importanti scadenze elettorali locali delle Marche, come le elezioni per la nomina del Sindaco della seconda e terza città per abitanti delle Marche (Pesaro e Fano).

Nel riflettere su queste vicende nazionali e locali tutte dello stesso segno, mi è venuta in mente questa banale considerazione: i Partiti che formano l’attuale Governo ai tempi della istituzione del Ssn o non c’erano nemmeno come Partiti per così dire “precursori” (Lega per Salvini Premier e Forza Italia), o c’erano appunto come Partiti precursori (il Movimento Sociale poi diventato dopo diversi passaggi Fratelli d’Italia), ma avevano votato contro come è stato ricostruito qui. Se con certi valori non ci sei cresciuto poi si vede ed è quello che sta appunto succedendo con la politica sanitaria di questo Governo.

Spero ardentemente di essere smentito e di vedere un Governo finalmente attento alle sorti del Ssn e finalmente severo nei confronti della “sua” Giunta che governa le Marche. Anzi, il G7 Salute in Italia e nelle Marche potrebbe essere una grande occasione per tirare a lucido non solo la sanità della mia Regione, ma anche quella di tutto il Paese. Ma bisogna fare presto e un buon punto di partenza può essere per il Governo una full immersion nello spirito della L.833 del 1978. Anche in questo caso vale quel “non è mai troppo tardi” con cui noi baby boomers siamo cresciuti.

Claudio Maria Maffei
Coordinatore Tavolo Salute Pd Marche

Claudio Maria Maffei

23 Ottobre 2023

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