Il Teddy Bear Hospital a Como

Il Teddy Bear Hospital a Como

Il Teddy Bear Hospital a Como

Gentile Direttore,
secondo un’indagine condotta da “Italia non Profit” su quasi 1.400 enti sparsi in tutta Italia, la prima fase della pandemia è stato uno tsunami anche per il terzo settore, incidendo negativamente sulle attività istituzionali per oltre la metà di associazioni, cooperative sociali, fondazioni, onlus e consorzi.
 
Eppure all’iniziale smarrimento, è seguita una reazione molto forte: in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato tenutasi lo scorso dicembre, il Centro di Ricerca Maria Eletta Martini ha presentato i risultati di un’indagine, dimostrando come il volontariato abbia saputo interpretare la necessita di cambiamento imposta dalla pandemia, rafforzando la coesione sociale e immettendo nel sistema Italia, fiducia e senso di appartenenza. Anche a Como, pur essendosi trovata al centro della seconda ondata, il volontariato non si è mai fermato: il felice esito dell’iniziativa Teddy Bear Hospital, Service italiano del Rotaract, giunto sulle rive lariane alla sua 7 edizione è forse l’esempio più felice della capacità del terzo settore di muoversi con continuità, adattandosi alle mutate esigenze perché come insegna Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sappia dove andare.”
 
Teddy Bear Hospital nasce da un’intuizione delle associazioni internazionali degli studenti di Medicina. A. de Saint-Exupéry – racconta Luca Marchesi, presidente del Rotaract Club Como Phf- ricorda nel Le Petit Prince: “a volte i grandi dimenticano di essere stati bambini… non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di ripetergli tutto ogni volta”.
 
Ecco la base del Teddy Bear Hospital, nato per avvicinare i bambini all’ambiente ospedaliero con un modello ispirato al gioco; la centralità del gioco infatti, caratterizza e contribuisce a formare l'identità̀ di un bambino. Il progetto si rivolge a bambini sani con limitata (o nulla) esperienza dell’ambiente ospedaliero. Il bambino a cui viene consegnato un Teddy bear, apprende, giocando a fare il dottore, i metodi (semplificati) di diagnosi, cura e terapia; la ricompensa finale è la guarigione dell’orsacchiotto.
 
Nella provincia di Como questo progetto è sempre stato organizzato dal Rotaract Club Como Phf: ragazzi dai 18 ai 30 anni che sposando il motto “Fellowship Through Service”, si impegnano ad aiutare le comunità locali, divertendosi e investendo nel proprio futuro. Parliamo di una delle eccellenze lariane; nato insieme al rotaract international nel 1968 e primo in Italia, include tra i suoi presidenti, personalità importanti del panorama locale e nazionale: Angelo Palma, Daniele Roncoroni, Corrado Passera solo per citarne alcuni. Con questo service, il club ha il merito di aver coinvolto negli anni, quasi tutto il territorio.
 
I bambini – racconta il chirurgo oncologo Alberto Vannelli: presidente di Erone onlus, tra gli sponsor dell’iniziativa-, accompagnando gli orsacchiotti malati divenuti pazienti dell’ospedale, acquisiscono inconsapevolmente il ruolo di caregiver. La fortuna del progetto risiede nella valorizzazione di una delle categorie tra le più significative e allo stesso tempo trascurate del “patto di cura”: la vulnerabilità con forti implicazioni etiche e antropologiche, legate al tema della salute. Grazie all’intuizione geniale del Rotaract Club Como Phf, Teddy Bear Hospital è stato consegnato in una Christmas Box (sanificata dalla lariana Gammatom), contenente l’orsacchiotto, un certificato di dimissioni, una mascherina con il logo del Rotaract (in tema visto il periodo) e un libretto con un QR code che si collega ad un video.
 
Tre minuti e mezzo di virtuosismo sanitario dove Emma Sticca e Luca Marchesi: membri del rotaract, sebbene non siano medici, affascinano per linearità e precisione del messaggio. Affascina l’idea che il bambino destinatario del Service, guardando il video si trasformi inconsapevolmente nello stakeholder del futuro. I criteri di assistenza della ISO (International Organization for Standardization), trovano magistrale applicazione con il richiamo ai temi della responsabilità, trasparenza, etica, rispetto degli stakeholder, della legge, degli standard di comportamento e dei diritti umani (anche quando rappresentati da un animale). Da ultimo la consegna del Teddy guarito dalla malattia, ma ancora bisognoso di cure, anticipa il tema della “continuità assistenziale”, motivo di acceso dibattito politico proprio in epoca pandemica.
 
Dott Alberto Vannelli
Presidente di Erone onlus
Direttore UOC Chirurgia Generale, Ospedale Valduce – Como

 

11 Gennaio 2021

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