Il valore del capitale umano pubblico

Il valore del capitale umano pubblico

Il valore del capitale umano pubblico

Gentile Direttore,
la Confedir ha sottoscritto il 30 marzo scorso a palazzo Vidoni,con il Ministro della Funzione Pubblica Prof. Renato Brunetta, presente anche il Presidente dell’Aran Antonio Naddeo, il patto per l’innovazione del pubblico impiego e la coesione sociale. La Confedir condivide le linee programmatiche che il Ministro ha presentato lo scorso 9 marzo alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro di Camera e Senato perché sono soprattutto centrate sull’esigenza di “restituire dignità,orgoglio,autorevolezza e valore” a chi lavora per la Pubblica Amministrazione che deve diventare il catalizzatore della ripresa del nostro Paese e del Recovery Plan.
 
In verità il piano, in alcuni punti è un po’ generico come ad esempio nella dichiarazione d’intenti sul potenziamento della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Sarà circa la 25esima volta che la mia ragguardevole età mi ha consentito di ascoltare negli ultimi 30 anni progetti di riforma della PA che, nella maggior parte dei casi, sono falliti miseramente.
 
E da medico (sono un vecchio Primario ospedaliero e Direttore di Dipartimento chirurgico) non posso che apprezzare molto le parole pronunciate dal Ministro nel corso dell’incontro: “per troppo tempo, e dobbiamo fare mea culpa, abbiamo visto la Pubblica Amministrazione come un costo. Un pregiudizio durato troppo a lungo. Con la pandemia abbiamo visto che se non ci fossero stati i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, questo Paese si sarebbe disgregato. Dobbiamo ripartire da qui”.
 
Ripartiamo, aggiungo, con una vera concertazione ma con tutte, e sottolineo tutte, le Confederazioni e Organizzazioni sindacali rappresentative perché il buon funzionamento della PA è fondamentale, direi indispensabile, per la realizzazione del Recovery Plan.
 
Avanti, quindi:
– con una rapidissima apertura della tornata contrattuale 2019-21 (ritardata dalla mancata firma del CCNQ per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione a causa di ridicoli ostacoli di qualche mini sindacato);
– con la disciplina del lavoro agile;
– con una nuova classificazione professionale nel pubblico impiego che necessita di un indispensabile ricambio generazionale;
– con adeguati investimenti sulla formazione del personale (attualmente sono destinati 49 € all’anno per dipendente);
– con una efficace digitalizzazione dei processi amministrativi;
– con una “vera” valorizzazione dei dirigenti pubblici e dei professionisti quali civil servant protagonisti delle riforme,partendo da una netta separazione fra politica ed amministrazione;
– con una revisione degli ordinamenti professionali;
– con l’introduzione di una figura manageriale,punto di raccordo fra dirigenza ed area direttiva;
– con investimenti fondamentali nella sanità, scuola e ricerca.
 
Per la Confedir solo realizzando le linee programmatiche proposte i dirigenti ed i professionisti saranno pronti per essere parte attiva nei processi di riforma e rinnovo della PA, per il ruolo strategico indefettibile che rivestono saranno una delle leve più importanti per il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa ed indispensabile presupposto per un incremento della produttività del nostro Paese
 
Prof. Michele Poerio
Segretario generale Confedir e presidente Federspev

01 Aprile 2021

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