Il voucher di 300 euro, quando la tutela della salute si trasforma in beneficenza elettorale

Il voucher di 300 euro, quando la tutela della salute si trasforma in beneficenza elettorale

Il voucher di 300 euro, quando la tutela della salute si trasforma in beneficenza elettorale

Gentile direttore, ho trovato sia il suo commento che quello di Giovanni Rodriquez alla manovra di bilancio particolarmente equilibrati nel bilanciare commenti positivi e commenti critici. 

Gentile direttore,
ho trovato sia il suo commento che quello di Giovanni Rodriquez alla manovra di bilancio particolarmente equilibrati nel bilanciare commenti positivi e commenti critici. Ho particolarmente apprezzato il suo passaggio sul voucher di 300 euro destinato alle persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28 mila euro. Questo contributo straordinario viene nel suo commento criticato non solo perché temporaneo e in molti casi inefficace, ma soprattutto perché privilegia una politica di sostegno al reddito anziché una politica che modifichi la struttura della offerta del Ssn. E giustamente critica avere mescolato questi due piani come se il contributo potesse essere ascritto ad un rafforzamento della tutela della salute degli italiani nel perimetro del sostegno del Ssn.  Questo il passaggio chiave: “In sostanza, invece di investire quelle risorse per rendere più accessibili le cure attraverso il Ssn, si sceglie di aiutare una parte dei cittadini a sostenere il costo delle prestazioni che non riescono a ottenere gratuitamente.”

Manca ancora la dovuta chiarezza su diversi punti chiave del provvedimento. Leggo qui che la norma parla genericamente di “beni e prestazioni in materia sanitaria” e che, secondo le anticipazioni del Governo in conferenza stampa, la Carta dovrebbe coprire spese non incluse nei livelli essenziali di assistenza, come i farmaci da banco; il ticket su farmaci, visite ed esami, per chi non è esente; visite odontoiatriche e, in parte, protesi dentarie; cure domiciliari di medici o infermieri, ad esempio prelievi; protesi e ausili ortopedici non garantiti dal SSN. E’ evidente che in realtà il perimetro dei beni e prestazioni secondo questo elenco coperti dal vaucher ricomprende, e come, beni e servizi pienamente dentro i LEA essendovi incluse le prestazioni specialistiche e i servizi di assistenza domiciliare.

Illuminante il commento di un autorevole politico della maggioranza che ha sottolineato che il voucher è destinato “agli anziani per curarsi meglio, un modo di fatto per rendere migliore la vita di una persona che ha i capelli bianchi”. Ancor più illuminante la dichiarazione del Primo Ministro Giorgia Meloni che descrive il provvedimento come “un aiuto concreto, e un modo per dire a milioni di anziani che non sono soli”.   

Queste due dichiarazioni confermano quel che nei citati commenti alla manovra era stato chiarito molto bene: anziché rafforzare e qualificare l’offerta del Ssn nei confronti della popolazione più fragile la manovra ha puntato su una misura di facile presa come il vaucher, qualcosa di concreto e immediato. Peccato che sia non solo una misura inefficace e provvisoria, ma anche una misura che rafforza quell’approccio prestazionale che è esattamente l’opposto dell’approccio che serve per quella popolazione, un approccio che privilegia la presa in carico e la sostiene con investimenti adeguati per i servizi che se ne debbono occupare. Investimenti possibili se il Governo affiancasse ad un maggior finanziamento del Ssn una sua profonda riorganizzazione a partire da un riequlibrio tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale che non è nella agenda e prima ancora nella cultura populista del governo. Quella cultura che trasforma in beneficienza quello che dovrebbe essere il mandato dell’Articolo 32 della Costituzione:   “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Il vaucher sembra a me una misura particolarmente odiosa perché evidentemente opportunistica e distraente. Una misura che a criticarla ti fai dire che “c’è qualcuno che evidentemente gli anziani coi capelli bianchi li vuole lasciare soli”. E questo beffardamente te lo dice qualcuno, il Governo, che a uno dei grandi problemi degli anziani, le demenze, dà risposte spot come il finanziamento di 100 milioni per il 2027 pure previsto nella manovra. Un’altra misura “concreta” che merita di finire diritta anche lei nel capitolo “beneficienza” perché se ad un problema grave non dai una risposta adeguata e stabile che non vuoi o non sei capace di dare ma offri una risposta solo economica di piccole dimensioni non fai politica sanitaria, ma solo propaganda elettorale.

02 Novembre 2026

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