Infermieri e medici. Protagonisti “insieme” del cambiamento 

Infermieri e medici. Protagonisti “insieme” del cambiamento 

Infermieri e medici. Protagonisti “insieme” del cambiamento 

Gentile Direttore,
vorrei dare il mio contributo in merito al dibattito suscitato dalla proposta scaturita dalla Conferenza Stato-Regioni.
Dobbiamo saper vedere i piccoli cambiamenti e riorganizzare i servizi in previsione delle nuove esigenze: nuove e più sofisticate tecnologie, dinamismo demografico, problematiche sociali, nuovi equilibri economici determineranno inevitabilmente le risorse e le nuove esigenze della popolazione. Non possiamo pensare di ancorarci sentimentalmente ai modelli attuali dei servizi.
I medici si lamentano dell'aumento della burocrazia ed ognuno di noi sente ogni giorno di sprecare tempo prezioso per compiti non propriamente clinici.

Io credo che i medici debbano essere protagonisti con le altre professioni sanitarie nell'indirizzare e guidare il cambiamento, altrimenti non resterà che subire, cosa a cui non aspiro. Il dibattito non può ridursi in uno scontro tra professionisti o tra medici e infermieri, da cui tutti riusciremmo sconfitti, in primo luogo come utenti dei servizi stessi. A mio avviso dobbiamo prima di tutto condividere e decidere che tipo Sistema Sanitario Nazionale vogliamo.

Io credo che:
1) il SSN debba essere unico e garantire a tutti gli abitanti gli standard dei livelli di assistenza.
2) Le Regioni debbano programmare i servizi sulla base delle esigenze della popolazione secondo gli standard nazionali.
3) La formazione di tutti i professionisti sanitari sia costantemente e individualmente adeguata e monitorata alle nuove tecnologie e acquisizioni scientifiche.
3) I corsi di studio, aggiornati in base alle nuove esigenze  e alle acquisizioni scientifiche siano specifici per competenze e ad ogni competenza corrisponda una responsabilità della prestazione.
4) il medico abbia la possibilità di fare il medico, il clinico.
5) che il medico possa esercitare in autonomia per le proprie capacità e competenze, senza discriminazioni e limitazioni dettate da interessi potere dei primari di cui è necessario ridefinire i compiti organizzativi e didattici.
6) l'infermiere ha un ruolo insostituibile nei servizi, sia per le competenze assistenziali specifiche sia nell'organizzazione, che nella collaborazione nelle prestazioni complesse e nell'impiego di tecnologie sempre più sofisticate.

La proposta della Conferenza non è esaustiva e va riempita di contenuti. Ritengo che tutte le professioni debbano dare il proprio contributo e condividere la vision e la mission del futuro SSN, dove ognuno dovrà essere protagonista con la propria professionalità e il carico di competenze e responsabilità. Propongo che, con questa nuova prospettiva, le istituzioni aprano il dibattito, anche con eventi tematici regionali o interregionali, tra Regioni contigue ma anche distanti , con le associazioni dei professionisti, di cittadini, e di singoli professionisti. Diversamente dovrebbero essere le associazioni dei professionisti a promuovere iniziative di confronto. Questo dibattito deve includere la valutazione dei costi di un sistema sanitario sostenibile.
Cordiali Saluti

Dott.sa Carla Olivieri
Servizio Anestesia e Rianimazione Ausl Ravenna
 

25 Aprile 2012

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