Intramoenia e diritto alla qualità delle cure per tutti

Intramoenia e diritto alla qualità delle cure per tutti

Intramoenia e diritto alla qualità delle cure per tutti

Gentile direttore,
come rappresentanti dei Cittadini in Sanità, abbiamo il dovere di raccogliere le preoccupazioni dei cittadini riguardo le notizie pubblicate recentemente dagli organi di informazione in merito a liste di attesa e attività in libera professione. E’ quindi necessario aprire una riflessione seria su questi temi ed è doveroso farlo rapidamente, anche per onorare il quarantennale della nascita del nostro Servizio Sanitario Nazionale, universale e per tutti, a cui i cittadini devono continuare a rivolgersi con fiducia.
 
Chiediamo quindi al livello politico di individuare le soluzioni organizzative più efficaci per garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie, anche in libera professione, con efficacia e celerità, per onorare quel diritto alla salute tutelato dalla nostra Costituzione, nel rispetto della normativa e del diritto di libera scelta dell’individuo, in maniera economicamente sostenibile.

La qualità, in sanità, non si deve pagare ma si deve garantire a tutti, ciascuno in base alle sue necessità, perché non ci sono pazienti di serie A o di serie B e tanto meno professionisti di serie A o di serie B.
 
L’attività in libera professione è stata regolamentata nel 1999, quasi venti anni fa, periodo che ha visto avvicendarsi cambiamenti organizzativi e socio-economici importanti ed è proprio per questo che è fondamentale aprire un dialogo costruttivo su come regolamentare oggi la libera professione.
 
La possibilità per i medici di lavorare contemporaneamente sia nel pubblico che nel privato, in caso di extra moenia, ha effettivamente causato, in alcuni casi, delle storture nel sistema, e concordiamo quindi sull’opportunità, per chi lavora nel servizio sanitario, di optare per l’esclusività. Siamo però altrettanto convinti che tale esclusività debba essere premiata: il medico che sceglie di lavorare esclusivamente per il SSN, al servizio dei cittadini, è un professionista di valore e come tale va considerato.
 
La libera professione, se correttamente regolamentata, può diventare un’opportunità sia per il cittadino, se e quando ritiene opportuno di doversi rivolgere a uno specifico professionista o avere una seconda opinione dopo aver trovato però una prima risposta in regime istituzionale, sia per l’azienda sanitaria, che attraverso la produttività aggiuntiva in libera professione può abbattere le liste di attesa all’interno. E’ infine necessario dare nuove norme al sistema anche per fare in modo che l’attività in libera professione non eguagli o superi quella istituzionale. Possiamo cambiare l’organizzazione e le regole soltanto attraverso il dialogo e il confronto.
 
Consiglio regionale dei cittadini per la salute della Regione Toscana

19 Novembre 2018

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