L’indennità di esclusività deve essere data anche alla Dirigenza delle Professioni sanitarie

L’indennità di esclusività deve essere data anche alla Dirigenza delle Professioni sanitarie

L’indennità di esclusività deve essere data anche alla Dirigenza delle Professioni sanitarie

Gentile Direttore,
prendo spunto dal posizionamento del Sottosegretario alla Salute Dott. Marcello Gemmato che in occasione di un intervento a Radio anch’io su Rai Radio 1 ha affermato “L’attenzione del Governo è massima. Incremento indennità Pronto soccorso è primo segnale”, ripreso dal Giornale da Lei Diretto lo scorso 17 febbraio.

Non si può non condividere il pensiero espresso dal Sottosegretario Gemmato, magari con una parallela considerazione per tutti i professionisti coinvolti nel sistema dell’emergenza.

Così come è condivisibile, relativamente al personale, il richiamo alla necessità di superare il criterio del tetto di spesa fermo alla parametrazione dell‘anno2004, meno l’1,4%. In 20 anni è cambiato il mondo ed è necessario l’adeguamento del personale ai nuovi bisogni della popolazione e alle nuove necessità di funzionamento delle strutture e dei servizi.

Un importante riferimento (a tetto di spesa superato) potrebbe essere il documento titolato “metodo per la determinazione del fabbisogno di personale del SSN”, prodotto da AGENAS di concerto con il MEF e con il Ministero della Salute (strutturato in coerenza con gli standard di cui al DM 70/2015).

Al Sottosegretario Gemmano viene richiesto “un secondo segnale” per il riconoscimento delle indennità di esclusività alla Dirigenza delle Professioni Sanitarie (unica a rimanere esclusa da tale beneficio) e di specificità (esclusa insieme a poche altre).

Le leggi di bilancio 2022 e 2023, relativamente all’indennità di esclusività, hanno sanato altre situazioni di pari criticità (es. Dirigenti Sanitari Ministero Salute e INAIL).

Non “reggono” i riferimenti di alcuni che affermano che non può essere un diritto della Dirigenza delle Professioni Sanitarie perché non realizza attività libero-professionale (ma altri che si trovano nella stessa condizione la percepiscono – es. Direzioni Sanitarie), o che non può essere un diritto per la mancata presenza di percorsi di specializzazione (ma anche in questo caso ci sono altri che si trovano nella medesima condizione e la percepiscono – es. odontoiatri).

Poteva essere l’occasione per “recuperare” la mancata attenzione e riconoscimento nell’ambito del rinnovo contrattuale 2016-2018 della Dirigenza Sanitaria … ma così non è stato! Né sono state prese in considerazione le indicazioni del Comitato di Settore, dell’Atto di Indirizzo e delle dichiarazioni congiunte riportate a margine del CCNL 2016-2018.

Relativamente all’indennità di specificità medica (pur comprendendo il periodo storico di riferimento e le motivazioni che hanno portato a tale istituto) può essere di aiuto il ricorso agli studi di altre discipline quali la Sociologia del Lavoro e la Psicologia del Lavoro che hanno “spostato” in concetto di “multi-professionalità” verso un più moderno e più adeguato concetto di “inter-professionalità (a significare che non è tanto “il lavorare insieme”, quanto “un essere parte dello stesso progetto, dove il lavoro dei singoli è inter-dipendente dal lavoro degli altri”, in un ambito di caratterizzazione e specificità propria di ogni professione). Pertanto risulta ragionevole e logico allargare tale riconoscimento a tutta la Dirigenza Sanitaria.

La proposta è quella di prevedere, nelle modalità ritenute più opportune, il riconoscimento delle richiamate indennità (esclusività e specificità) per tutta la Dirigenza Sanitaria, tenuto conto sia delle complessità e delle responsabilità clinico-organizzativo-assistenziali sempre più elevate, sia della necessità di riconoscere pari diritti e pari dignità a tutta la Dirigenza Sanitaria (ricordando che la Dirigenza delle Professioni Sanitarie è l’unica a non beneficiare di nessuno dei due riconoscimenti).

Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – Associata COSMED

Marcello Bozzi

21 Febbraio 2023

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