L’Italia si è dimenticata dell’operato dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl?

L’Italia si è dimenticata dell’operato dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl?

L’Italia si è dimenticata dell’operato dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl?

Gentile Direttore,
è stata pubblicata una lettera del Presidente Mattarella nella quale vengono incoraggiati i nuovi ispettori tecnici, assunti al Ispettorato Nazionale del Lavoro, per questa loro nuova attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Di seguito riportato un estratto della lettera:
“Faccio appello alle vostre intelligenze e al vostro impegno per contrastare una deriva che causa troppe vittime. Anche da voi e dalla vostra attività dipende la vita di madri, padri, figli, lavoratrici e lavoratori che, finito il proprio turno, hanno il diritto di poter tornare alle loro famiglie”.

Pensiero nobile da parte del nostro presidente ma ci si è dimenticati dei Tecnici della Prevenzione, Medici, Ingegneri, etc. che ogni giorno da ben 45 anni operano per perseguire l’obbiettivo di cui sopra?

Faccio una premessa, con il Decreto-Legge 21 ottobre 2021, n. 146 convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2021, n. 215, si è deciso di allargare le competenze, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, del Ispettorato del Lavoro, fino ad allora limitate solamente all’ambito cantieristico, a tutti gli altri settori lavorativi, competenze che fino ad allora, dalla lontana Legge 23 dicembre 1978, n. 833, erano delle regioni pertanto dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL.

Dal 1978 al 2016, il lavoro svolto dai Dipartimenti di Prevenzione, ha raggiunto dei risultati strabilianti, come riportato nella tabella 1 ma, ahimè, i numeri di infortuni mortali è ancora molto alti per un paese civile.


Tabella 1 – Tav. 1 Casi d’infortunio denunciati – Industria e servizi + Agricoltura – INAIL

Nonostante ciò, invece di stanziare dei fondi per potenziare i Dipartimenti di Prevenzione, già organizzati ed attivi e con figure formate per svolgere tale attività, si è scelto di ampliare le competenze dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e di stanziare dei fondi per l’assunzione di nuovo personale, senza formazione specifica in quanto, il concorso per l’assunzione di 1.174 ispettori tecnici, non prevedeva tra i requisiti di accesso una laurea specifica bensì una qualsiasi laurea.
Per la precisione, il personale assunto dal concorso di cui sopra, sarebbe stato formato successivamente per svolgere l’attività di ispettore tecnico.

Sorgono spontanee alcune domande:

– Perché allargare le competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro ad un altro ente quando già esiste un ente preposto?

– Perché stanziare dei fondi per questo nuovo ente per strutturare il servizio, sia in personale che in strutture, mezzi, etc, quando si potrebbe potenziare enti già strutturati?

– Perché assumere laureati qualsiasi e formarli quando esistono professionisti specializzati in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Tecnici della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro?

Come se bastasse un semplice corso di formazione di poche decine di ore a sostituire un percorso di laurea triennale incentrato prettamente sulla prevenzione e non sulla repressione.

Per cui non dimentichiamoci dei Dipartimenti di Prevenzione, in particolar modo dei servizi addetti alla vigilanza e alla prevenzione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, i quali sono carenti di personale, mezzi, etc., ma che svolgono il loro lavoro da anni, senza pubblicità mediatica né incoraggiamenti pubblici.

Andrea Russo
Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro

13 Settembre 2023

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