La “Casa della Comunità” laboratorio esperienziale d’integrazione e traguardo di capacità umane per la salute  

La “Casa della Comunità” laboratorio esperienziale d’integrazione e traguardo di capacità umane per la salute  

La “Casa della Comunità” laboratorio esperienziale d’integrazione e traguardo di capacità umane per la salute  

Gentile Direttore,
ho salutato con entusiasmo la riflessione della dr.ssa Claudia Zamin su QS. L’attenzione da lei riservata alla “comunità”, a fronte della crisi del sistema di welfare, consegna il potenziale evocativo del termine, senza eluderne i rischi. Declinazione, quella della Zamin, che induce ad una ponderazione accurata e minuziosa.

La trasformazione dei modelli di servizio, il governo della domanda e la reingegnerizzazione dei processi di cura impongono un approccio sistemico e risposte coerenti.

La scarsità di risorse, il quadro epidemiologico, le trasformazioni demografiche, con il processo di invecchiamento e la riduzione della natalità, indicano quali priorità: la prevenzione, la gestione delle patologie cronico – degenerative e le fragilità.
Indispensabili risultano:
– la tenuta e la centralità della sanità pubblica;
– un cambio di passo in termini epistemici;
– un approccio globale e sistemico;
– risposte interdisciplinari integrate.

La loro assenza, confinando l’azione al pensiero che ne ha generato la necessità, ostacola il cambiamento e vanifica l’azione del PNRR.

La sfida è tracciare, oltre gli “specialismi e tecnicismi”, una cornice culturale in grado di rispondere alle esigenze:
– di evoluzione e di crescita dei bisogni delle persone;
– di ricomposizione unitaria delle risposte, di presa in carico e di continuità delle cure;
– di alfabetizzazione alla salute quale strategia di empowerment;
– di definizione condivisa ed integrata di Profili e Piani di Salute delle popolazioni.

La nozione polisemica della salute ne sollecita la declinazione in senso generativo e formativo, attraverso un itinerario di comprensione ed organizzazione aperto alla socialità. Lavorando con i diversi mondi che impattano sulla vita delle persone e favorendo la capillarizzazione di competenze ed attività a livello di microsistema, a garanzia di prossimità ed argine alla crisi “comunicazionale” tra le organizzazioni ed i cittadini.

Risultano cruciali, nella costruzione della salute, gli spazi d’incontro e la partecipazione delle persone ad un disegno umano incline all’ascolto, aperto alla complessità del dialogo, immune da logiche di dominio; in grado di contemperare le specificità simboliche, sociali, culturali, geografiche, economiche e politiche presenti nella comunità.

Fondamentale che la “Casa della Comunità” si caratterizzi quale “laboratorio di convivenza”, per la promozione del territorio e delle sue potenzialità. Una progettualità propositiva di cittadinanza dove il bene salute è generato dall’investimento in “tecnologie relazionali”, dalla sinergia di saperi e dalla partecipazione attiva dei diversi portatori d’interesse. Una strategia qualificante la pratica, nell’ottica di apprendimento dinamico, condiviso e motivante, che rende il gioco di “squadra” l’elemento di forza per agire sui determinanti di salute e sulla definizione delle reti.

Su questi assunti il costrutto semantico “Casa della Comunità”, fuori da una logica prestazionale mercificante, si classifica come sintesi significativa e rappresentazione plastica del nuovo paradigma di salute. Creando le condizioni che ne fanno il primo luogo di cura, spazio di partecipazione e di lavoro in rete. Un intreccio di relazioni che, attraverso l’attivazione di processi di “formatività antropologica”, assurge a concreto fattore di crescita umana ed esistenziale capace di:
– declinare il concetto di salute oltre la medicalizzazione del reale;
– valorizzare la presenza umana;
– potenziare il team e le diverse modalità operative;
– progettare in modo integrato e creativo;
– sviluppare processi di apprendimento e di “capacitazione”.
con la consapevolezza che ogni contesto ha repertori culturali e sociali propri che richiedono tempo, comprensione dei valori e delle condizioni materiali nella quotidianità. Senza dimenticare che l’erogazione dei servizi, oltre che dalla capacità dei professionisti, dipende dalla loro legittimazione politica e sociale.

Indispensabile, quindi, che:
– il SSN sia sorretto da risorse pubbliche adeguate;
– le Cure Primarie si fondino secondo l’approccio della “Primary Health Care”;
– si contenga il “produttivismo” a vantaggio del valore di esiti di salute;
– si dia valore alla vita delle persone e delle comunità.

Sono solo alcune delle direzioni su cui investire affinché la “Casa della Comunità” svolga la sua funzione di gestione plurale e di contenimento di derive monocratiche ed autoreferenziali. Entrando nel nuovo attraverso un viaggio che muove la mente, l
asciando che aria nuova soffi sui vecchi giochi.

Flaminia Rozzi
Infermiera Resp Percorsi Formativi Comparto (pensionata)
Affiliata AIFeC ed APRIRE

Flaminia Rozzi

17 Aprile 2024

© Riproduzione riservata

Integrazione tra 118 e cure palliative territoriali: il modello della Asl Toscana Sudest
Integrazione tra 118 e cure palliative territoriali: il modello della Asl Toscana Sudest

Gentile Direttore,la gestione dell’acuzie nel malato con cronicità evolutiva avanzata, inguaribile e a prognosi infausta rappresenta uno dei punti più critici dell’assistenza territoriale. In assenza di informazioni cliniche strutturate e...

Professioni sanitarie: una riforma ancora da scrivere. I decreti attuativi diranno se il Ssn tornerà davvero attrattivo
Professioni sanitarie: una riforma ancora da scrivere. I decreti attuativi diranno se il Ssn tornerà davvero attrattivo

Gentile Direttore, la delega sulle professioni sanitarie nasce con l’obiettivo di affrontare tre nodi ormai strutturali del Servizio sanitario nazionale: carenza di personale, liste d’attesa e attrattività del lavoro sanitario...

IA e medicina interna: perché il Ssn ha bisogno di veri internisti per governare la complessità
IA e medicina interna: perché il Ssn ha bisogno di veri internisti per governare la complessità

Gentile Direttore,se si osserva con attenzione l’evoluzione demografica ed epidemiologica del nostro Paese, emerge con chiarezza una verità spesso sottovalutata nel dibattito sulle politiche sanitarie: il Servizio Sanitario Nazionale ha...

Massofisioterapisti, una sanatoria piena di errori
Massofisioterapisti, una sanatoria piena di errori

Gentile direttore,sono sempre più convinto che avesse ragione quel tale sosteneva che la dote principale dei nostri politici sia la loro assoluta imperizia. Su tutto. Questo, dopo aver letto gli...