La determinazione del fabbisogno di infermieri – quali regole e criteri?
Gentile Direttore, l’occasione della rilevazione del fabbisogno di Infermieri per l’A.A. 2026/2027 – promossa come consuetudine dal Ministero della Salute
Gentile Direttore, l’occasione della rilevazione del fabbisogno di Infermieri per l’A.A. 2026/2027 – promossa come consuetudine dal Ministero della Salute – Direzione Generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale – con il parallelo coinvolgimento delle Regioni, è stata una importante occasione che ha coinvolto gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Regione Marche in un dibattito interno, con approfondimenti di possibile utilità sull’intero territorio nazionale.
Innanzitutto, l’apprezzamento per la richiesta di un’analisi che parte dalla situazione attuale e si sviluppa con una cadenza quinquennale (2030 – 2035 – 2040), con la possibilità di una ottimale azione programmatoria, in linea con le necessità di Infermieri per il corretto funzionamento delle strutture sanitarie (ospedaliere, territoriali, residenziali, domiciliari, etc.).
Da un punto di vista metodologico è stata fatta una raccolta dati ed una successiva analisi riguardante:
– il numero di Infermieri in quiescenza in ogni anno nell’arco temporale 2025/2044 (rif. attuale sistema pensionistico);
– in numero di posti a bando nel CL in Infermieristica (sommatoria delle 5 sedi attive);
– il n. dei laureati (stima 70%) per ogni anno;
– le differenze per ogni anno tra n. di Infermieri in quiescenza e n. di Infermieri laureati.
L’analisi non tiene conto dei pensionamenti anticipati, dei riscatti degli anni del Corso di Laurea e/o di altri benefici di legge, degli «abbandoni», dei nuovi bisogni di salute della popolazione, delle nuove esigenze per il corretto funzionamento delle strutture sanitarie
Le tabelle 1 e 2 evidenziano le elaborazioni effettuate e il grafico rappresentativo
L’analisi evidenzia un importante gap negativo (in crescita) dall’anno 2031 all’anno 2041 tra infermieri laureati e infermieri in quiescenza, tenuto conto dell’attuale sistema pensionistico.
Per il superamento del gap negativo rilevato è stata realizzata una simulazione che prevede una implementazione graduale dei posti messi a bando (+10% +20% +30% +40%), fino al superamento (solo parziale) delle criticità, pur nella consapevolezza delle difficoltà collegate all’aumento dei posti a bando del CL in Infermieristica (difficile sostenibilità all’importante aumento di posti).
Le tabelle 3 e 4 evidenziano le elaborazioni effettuate e il grafico rappresentativo compensato dalle implementazioni ipotizzate.
L’approfondimento ha riguardato solamente il turnover pensionistico, senza considerare altre variabili incidenti nella determinazione del fabbisogno di Infermieri per far fronte ai nuovi bisogni della popolazione e alle nuove esigenze di funzionamento delle strutture del SSN (forse è più corretto parlare di «fabbisogno di personale di assistenza»), in particolare:
– i cambiamenti demografici, epidemiologici, sociali e socio-economici che hanno determinato (e determineranno sempre più) importanti cambiamenti nella domanda di salute della popolazione e, conseguentemente, nella necessità di professionisti (tipologia e numerosità)
– le evoluzioni scientifiche, tecnologiche e metodologiche che richiedono competenze avanzate significativamente diverse da quelle «standard»
– le evoluzioni normative e formative che hanno interessato il SSN e le professioni infermieristiche, con le conseguenti necessità di rivedere i modelli organizzativi ed i sistemi di cura e assistenza
– le innovazioni riguardanti le Professioni di Supporto (adeguamento del Profilo Professionale dell’OSS e istituzione della figura dell’Assistente Infermiere), con le necessità di rivedere staffing e skill-mix
– le necessità di adeguare le strutture e le organizzazioni ai cambiamenti e alle evoluzioni avvenute (e di quanto necessiterà) con interventi formativi “a tappeto”, la sperimentazione e l’inserimento graduale dei nuovi modelli
– la necessità di criteri e standard di riferimento per la determinazione delle dotazioni organiche (ad oggi solo studi ed ipotesi non supportate da Atti Ministeriali, almeno recenti)
Sulla base di quanto esposto si è resa evidente la necessità di un cambio di paradigma e il superamento di “cosa manca” a favore di “cosa serve”, con i coinvolgimenti e le argomentazioni di seguito riportate, in maniera esemplificativa e non certamente esaustiva:
Ministero Salute a)I criteri e standard di riferimento (DM 70/2015 per H e DM 77/2022 per il Territorio) per una corretta e uniforme distribuzione di strutture e servizi sul territorio nazionale e per una pari tutela e garanzia a tutta la popolazione
b)I criteri e gli standard di riferimento per la determinazione dei fabbisogni dei professionisti sanitari e socio-sanitari (tipologia e numerosità), per una corretta ed uniforme distribuzione sul territorio nazionale
c)Indirizzi alle Regioni riguardanti:
– la formazione dei professionisti sanitari (università), con gli adeguamenti necessari a distanza di 25 aa dall’istituzione dei CC.LL.)
– la formazione dei professionisti socio-sanitari (adeguamento profilo OSS e istituzione Assistente Infermiere – regioni/aziende), in allineamento a quanto già in essere a livello Europeo, a valorizzazione degli Infermieri e dell’Infermieristica
– la definizione di staffing e skill-mix, tenuto conto degli adeguamenti del profilo professionale dell’OSS e dell’istituzione della nuova figura dell’Assistente Infermiere, per una corretta e razionale distribuzione delle risorse assistenziali
– i livelli di governance necessari, nel rispetto dei principi definiti dalle norme che regolamentano e disciplinano le professioni sanitarie e delle articolazioni organizzative definite dai CC.CC.NN.L Dirigenza Sanitaria e Comparto
Regioni – L’assetto programmatorio ed organizzativo delle strutture ospedaliere e dei servizi territoriali, nel rispetto dei principi definiti dal DM 70/2015 per H e dal DM 77/2022 per il Territorio (la varianza in eccesso e/o in difetto incide pesantemente nella determinazione delle risorse necessarie per il funzionamento del sistema)
– Gli indirizzi per la revisioni delle organizzazioni (superamento delle articolazioni rigide del passato a favore di novi modelli organizzativi ed assistenziali)
c)La determinazione dei fabbisogni (tipologia e numerosità di professionisti necessari al SSR), tenuto conto delle esigenze della popolazione e delle necessità di funzionamento delle strutture e dei servizi
– La formazione dei professionisti necessari (nel nostro caso di Infermieri – protocolli d’intesa tra Regione e Università)
– La determinazione di staffing e skill-mix
– La formazione degli Operatori di Supporto afferenti all’Area socio-sanitaria (OSS e Assistenti Infermieri)
– Gli indirizzi alle Aziende inerenti in particolare gli interventi formativi indispensabili ed i tempi per gli interventi riorganizzativi
Aziende – La determinazione delle necessità di infermieri e di Operatori di Supporto (OSS e Assistenti Infermieri) per il funzionamento delle strutture sanitarie
– La definizione di staffing e skill-mix, sulla base degli indirizzi regionali
– La revisione dei modelli organizzativi e dei sistemi di cura e assistenza (a superamento di modelli arcaici troppo spesso presenti)
– La formazione del personale
– La sperimentazione dei nuovi modelli
– La verifica e valutazione
– La correzione delle non conformità
Proposte Tenuto conto della situazione in essere e delle criticità presenti, tenuto conto degli adeguamenti e delle innovazioni formative (OSS e Assistente Infermiere) e delle conseguenti riorganizzazioni (di grande rilievo ed impegno), potrebbe risultare ragionevole e logico ipotizzare la determinazione di fabbisogno formativo per gli Infermieri circoscritta al «periodo breve», per garantire almeno il turnover pensionistico.
Parallelamente, sulla base degli indirizzi riguardanti la revisione e la formazione delle nuove figure (in progress ma ancora non note) si potrebbero ipotizzare studi per la revisione di staffing e skill-mix e sperimentazioni locali, supportate da importanti momenti formativi, per un corretto inserimento dell’Assistente Infermiere, da realizzare auspicabilmente nei tempi più brevi possibili.
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