La manovra discrimina gli specializzandi extracomunitari 

La manovra discrimina gli specializzandi extracomunitari 

La manovra discrimina gli specializzandi extracomunitari 

Gentile Direttore,
chi vi scrive è un medico italiano specializzando in radiodiagnostica. Desidero porre alla vostra attenzione il trattamento che è stato riservato con la nuova Manovra ai colleghi specializzandi extracomunitari; colleghe e colleghi albanesi, israeliani, iraniani e via dicendo, coi quali mi sono trovato a lavorare in molte occasioni, pandemia compresa. Il governo ha infatti stabilito un incremento del 547% per l’iscrizione al sistema sanitario degli studenti extracomunitari, vale a dire una spesa annuale di 700€ per usufruire del SSN. Nella categoria degli studenti, rientrano i medici specializzandi.

Oltre alle considerazioni che si possono fare sulla equità della decisione e sulla sua costituzionalità, che verrà eventualmente giudicata in altra sede, voglio sollevare il problema della spesa di iscrizione al SSN che graverà sui medici specializzandi extracomunitari.

Infatti nonostante siano medici, e quindi professionisti, il loro lavoro all’interno degli ospedali viene retribuito con borsa di studio, e solo in alcuni casi integrato con continuità assistenziale o sostituzioni di medicina generale. Queste occupazioni libero-professionali non sono continuative e prevedono contratti di breve durata, cosicché il permesso di soggiorno di questi colleghi medici viene rinnovato per motivi di studio, essendo il contratto di specializzazione il documento che, di fatto, attesta la presenza in Italia per un lungo periodo di tempo con una occupazione fissa.

La borsa di studio prevede una quota fissa di 22.700€ lordi annui e una quota variabile, di 2.300€ lordi per i primi due anni di corso e di 3.300 € annui lordi per i successivi; la cifra netta mensile, dunque, corrisponde a circa 1650€ al mese nei primi due anni di corso.

La borsa, oltre a essere tassata, è soggetta a gestione separata INPS, oltreché ai contributi ENPAM; questi professionisti inoltre, ovviamente, pagano la quota annuale di iscrizione all’Ordine professionale e sono, nella maggior parte dei casi, provvisti di partita IVA.

Mantengono in piedi il sistema sanitario esattamente come i loro colleghi italiani, ma, poiché considerati studenti, dovranno pagare una quota annuale di 700€ per usufruire delle cure che essi stessi provvedono a dare, si tratti di una terapia antibiotica, di controlli in gravidanza o di esami diagnostici.

Decisioni di tal fatta sono inaccettabili per un paese civile e democratico e rappresentano una discriminazione intollerabile.

Vi ringrazio per la Vostra cortese attenzione
Cordiali saluti

Dott. David Zaccagnini

David Zaccagnini

18 Ottobre 2023

© Riproduzione riservata

Farmaci alla dimissione dal Pronto soccorso, sì alla dispensazione diretta ma non deve gravare sui medici dell’emergenza-urgenza
Farmaci alla dimissione dal Pronto soccorso, sì alla dispensazione diretta ma non deve gravare sui medici dell’emergenza-urgenza

Gentile Direttore, in qualità di Presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), sento il dovere di intervenire su un tema che tocca da vicino la tutela del diritto...

Umanizzare la sanità per umanizzare la società
Umanizzare la sanità per umanizzare la società

Gentile Direttore,ho letto con grande interesse il vostro articolo sul Piano per la non autosufficienza 2025-2027, che introduce importanti elementi di innovazione, tra cui il doppio binario anziani-disabili, nuovi criteri...

Professionisti sanitari tra cura, tribunali e violazione del segreto
Professionisti sanitari tra cura, tribunali e violazione del segreto

Gentile Direttore,quando è nato il Servizio Sanitario Nazionale, l’interesse tutelato era chiarissimo: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale.”...

Perché i tecnici di laboratorio biomedico restano nell’ombra mediatica e formativa
Perché i tecnici di laboratorio biomedico restano nell’ombra mediatica e formativa

Gentile direttore,nel sistema sanitario moderno il lavoro multidisciplinare rappresenta un elemento fondamentale per garantire qualità e sicurezza dei processi assistenziali. Tuttavia, alcune professioni sanitarie risultano più visibili e riconosciute rispetto...