La pillola dei “5 giorni dopo” senza prescrizione. Ho qualche dubbio

La pillola dei “5 giorni dopo” senza prescrizione. Ho qualche dubbio

La pillola dei “5 giorni dopo” senza prescrizione. Ho qualche dubbio

Gentile direttore,
leggo quanto affermato dal prof. Volpe in merito alla decisione EMA diconsentire la vendita di ellaOne senza necessità di prescrizione medica. Sul sito della Società Italiana Procreazione Responsabile – SIPRe, di recente costituzione e di cui sono Presidente pro-tempore, compare l'articolo di cui allego il link: http://www.sipre.eu/?p=64

L'articolo viene anche ripreso dal giornale online Ateleia, ed è corredato e corroborato da materiale di riferimento.

Credo sarebbe utile divulgarlo ai colleghi su QS, anche per arricchire un dibattito altrimenti monocorde. Peraltro, anche volendo limitare il discorso solo al meccanismo d'azione(MOA) di ellaOne nella contraccezione di emergenza, è indubbio che il MOA non possa essere la prevenzione o ritardo della ovulazione.

Basta un semplice quesito a chiarirlo: “se una donna ha un rapporto non protetto nel giorno che precede l’ovulazione (quello più fertile e con la massima frequenza di rapporti) e il giorno dopo ovula, può concepire entro 24 ore dall’ovulazione, essendo l’uovo disponibile per 24 ore. Il concepimento avviene quindi entro due giorni da quel rapporto. La pillola  ellaOne può essere assunta con efficacia costantemente superiore all’80% fino a cinque giorni dopo quel rapporto e cioè fino a quattro giorni dopo l’ovulazione (avvenuta nel giorno successivo al rapporto) e a tre giorni dopo il concepimento che ne fosse seguito.”
Come può invocarsi un effetto anti-ovulatorio?

Eppure L’EMA (European Medicines Agency, che è l’Ente regolatorio europeo), L’AIFA e le più note Società Scientifiche sostengono che questi farmaci prevengono l’ovulazione. E così pure il prof. Volpe.

Bruno Mozzanega
Professore aggregato di Ginecologia
Titolare dell'insegnamento "Pianificazione Familiare" presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia
Università di Padova

Bruno Mozzanega

27 Novembre 2014

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