La proposta di riforma della sanità delle Marche: intempestiva, sbagliata  e distraente

La proposta di riforma della sanità delle Marche: intempestiva, sbagliata  e distraente

La proposta di riforma della sanità delle Marche: intempestiva, sbagliata  e distraente

Gentile Direttore,
è stata depositata la proposta di Legge di Riforma della sanità delle Marche. Questa proposta nasce in coerenza con il programma elettorale del centro-destra che nel 2020 per caratterizzarsi rispetto ai precedenti governi regionali di centro-sinistra scelse due obiettivi simbolo: l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) e i cosiddetti “ospedali unici” e cioè i tre progetti di riunificazione di alcune coppie di ospedali molto vicini della precedente Giunta.

Questi tre progetti sono stati “rimangiati” con una modifica mirata del Piano Sociosanitario Regionale vigente e con le due edizioni di Masterplan di Edilizia Sanitaria che consegnano alle Marche, come ho già avuto modo di segnalare, una rete ospedaliera con tredici presunti ospedali di primo livello più uno di secondo livello incompatibile non solo col DM 70 (le Marche hanno un milione e mezzo di abitanti), ma anche col buon senso, fino ad un primato (anche quello presuntivo perché siamo ancora in fase programmatoria) di sei emodinamiche.

Adesso con la Proposta di Legge di Riforma dell’assetto istituzionale della sanità delle Marche la Giunta onora il suo secondo impegno: il superamento dell’ASUR.

Nessuno dei due impegni elettorali (superamento dell’ASUR e degli ospedali unici) aveva dietro una analisi delle criticità che li ispiravano e in coerenza con questo dato la loro traduzione in atti non ha avuto il supporto di una valutazione di impatto in termini economici e soprattutto sanitari. Per quanto riguarda la Proposta di Legge di superamento dell’ASUR ho già avuto modo di contestare qui su QS la sua assoluta intempestività.

Sottoporre tutto l’apparato istituzionale, manageriale e dirigenziale della sanità delle Marche a questo stress test in questa drammatica fase del Servizio Sanitario Nazionale e del Paese è stata una scelta a mio parere irresponsabile. Infatti, le Marche hanno tutti i problemi “generali” della sanità nazionale (Pronti Soccorso e liste di attesa in primis), più alcuni suoi tipici che l’anno portata al dodicesimo posto tra le sanità regionali nella ultima valutazione del CREA riportata anche qui su QS. Tanto per non farsi mancare niente in piena criticità pandemica la Regione Marche è tra quelle con una minor copertura vaccinale della popolazione (Fonte: GIMBE).

Intempestività a parte, la proposta di riforma della Sanità delle Marche è piena di “errori” o comunque di scelte discutibilissime. Infatti, la proposta  non si è limitata a prevedere come da programma elettorale della attuale Giunta la trasformazione dell’ASUR in cinque Aziende Sanitarie Territoriali provinciali con autonomia giuridica più la soppressione (in questo caso  giusta) della Azienda Ospedaliera Marche Nord (i cui due presidi confluiranno nella neonata Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro e Urbino), ma ha riscritto tutta la normativa di settore con un testo di 50 articoli che letti con attenzione evidenziano scelte “forti”, probabilmente nemmeno volute, ma in larga misura sbagliate e destinate a far nascere polemiche.

La identificazione di queste criticità si deve in larga misura alla pazienza di lettore critico e competente di  Franco Pesaresi che nel suo blog ha già evidenziato nei suoi interventi che nella riforma così come è scritta: è fortemente ridimensionato  il ruolo  della prevenzione; i “primari”  non contano quasi più niente perché solo il direttore di dipartimento partecipa ai processi decisionali della direzione aziendale;  le aziende sanitarie decidono l’organizzazione dei distretti sanitari e degli ambiti territoriali sociali senza alcun coinvolgimento dei comuni e del settore sociale che dovranno adeguarsi.

Ma alla intempestività e agli “sfrondoni” si aggiunge una terza criticità: l’utilizzo dilatorio e distraente della Riforma. In modo consapevole la Giunta che l’ha voluta rimanderà tutte le scelte difficili che l’aspettano in modo da rimandarle dopo la prossima tornata elettorale.

Questa è infatti la dichiarazione del Presidente Acquaroli in un comunicato stampa ufficiale:  “Noi oggi stiamo raccontando questo strumento che è la riforma, poi con lo studio del fabbisogno decideremo dove e come indirizzarla, nella terza fase la declineremo sul territorio. Obiettivo consegnare quanto prima ai cittadini un sistema che funzioni meglio di quello attuale”.

Quindi ricapitolando: la Riforma prima, poi lo studio del fabbisogno e infine le decisioni concrete. Fin qui la dilazione. Ma poi c’è l’effetto distrazione: la Regione ha già deciso senza analisi e senza confronto la rete ospedaliera (contro le norme vigenti) e la rete delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità.

Su questo percorso della Regione Marche non c’è alcun controllo del livello centrale e i marchigiani, come del resto è giusto, dovranno difendersi da soli dai pericoli che quel percorso comporta.

Claudio Maria Maffei

 

29 Luglio 2022

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