La situazione della sanità delle Marche a guida centro-destra è grave ma non è seria

La situazione della sanità delle Marche a guida centro-destra è grave ma non è seria

La situazione della sanità delle Marche a guida centro-destra è grave ma non è seria

Gentile Direttore,
il primo gennaio doveva avere inizio la nuova fase del Servizio Sanitario delle Marche, una fase in cui superata l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR) entravano in piena funzione le nuove 5 Aziende Sanitarie Territoriali, una per Provincia. Una di queste, quella di Pesaro-Urbino, ha assorbito la Azienda Ospedaliera Marche Nord che è stata soppressa. Questa riforma è stata fortemente voluta dal centro-destra a guida Fratelli d’Italia sin dalla campagna elettorale nel corso della quale si è scelto un comodo bersaglio (l’ASUR) cui attribuire la responsabilità delle difficoltà del sistema sanitario regionale amministrato da sempre da Giunte di centro-sinistra.

Ho già avuto modo qui su Qs di commentare questa riforma (che non merita l’iniziale maiuscola) intempestiva, sbagliata e distraente. Vorrei solo fare un aggiornamento per quanto riguarda i tempi e i modi in cui la riforma va avanti, o meglio non va avanti. Una volta definito l’impianto complessivo del nuovo sistema con la Legge Regionale 19 dell’8 agosto 2022 il passo successivo doveva essere la nomina dei Direttori, evidentemente cruciale per mettere in moto il nuovo assetto con gli atti aziendali (le maiuscole solo dopo averli visti). Tanto più cruciale in quanto di fatto tutta la gestione è affidata alle singole Aziende non essendo stata prevista la centralizzazione di alcuna funzione, come invece hanno fatto altre Regioni guidate dal centro-destra come la Sardegna che ha istituito l’Azienda Regionale della salute (ARES).

Con i vecchi Direttori Generali in scadenza il 30 novembre la Giunta ha proceduto alla nomina dei Commissari per coprire il mese prima dell’avvio del nuovo assetto delle Aziende. Per la selezione e la scelta dei nuovi Direttori Generali la Regione Marche ha incomprensibilmente previsto percorsi diversi per quelli dell’ormai unica Azienda Ospedaliera (quella Ospedaliero-Universitaria delle Marche, con sede ad Ancona) e dell’Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani (INRCA), un IRCCS, che doveva completarsi entro la fine dell’anno, e per quelli delle 5 nuove Aziende Sanitarie Territoriali da completarsi successivamente. La nomina dei Direttori Generali della AO e dell’INRCA era dunque attesa subito dopo Natale, visto che la Commissione per la valutazione dei candidati aveva espresso il 20 dicembre una terna di nomi per l’AO e sei nomi per l’INRCA.

Ripetute e concitate consultazioni non hanno portato ad alcuna scelta per cui si sono prolungati gli incarichi commissariali per i due Enti e si sono nominati contestualmente con un incarico della durata iniziale di due mesi i Commissari delle nuove 5 Aziende Sanitarie Territoriali. Quindi la Riforma inserita due anni e mezzo fa nel programma elettorale sulla sanità del centro-destra e annunciata come successiva immediata mossa subito dopo la vittoria nelle elezioni del settembre 2020 ancora non è partita, o peggio è partita nel peggiore dei modi e cioè con una gestione commissariale impossibilitata a operare con autonomia nella impostazione strategica delle vecchie e nuove Aziende.

Per avere una idea di cosa vogliono dire questi ritardi che tengono bloccato tutto il sistema sanitario regionale, basta tenere presente che oltre ai problemi di tutte le altre Regioni le Marche ne hanno di propri aggiuntivi molto rilevanti, come ad esempio la necessità di ridefinire una rete ospedaliera attualmente totalmente incompatibile col DM 70 vecchio e nuovo (quando ci sarà), passare da un sistema CUP su base regionale a uno su base provinciale (questo è quanto ha dichiarato l’Assessore alla Salute intenzionato a “diametralmente smontare” i CUP), gestire il rinnovo degli accordi con i privati tutti scaduti e avviare i processi di digitalizzazione che vedono la Regione Marche in condizioni di grande arretratezza (vedi quella del Fascicolo Sanitario Elettronico).

Se da un punto di vista tecnico la situazione della sanità delle Marche presenta aspetti di estrema gravità, dal punto di vista delle dinamiche interne alla Giunta siamo invece più sulla manca di serietà se non addirittura sulla farsa. Basti dire che il Presidente Acquaroli ha giustificato i ritardi nelle nomine dei primi due Direttori Generali della AO e dell’INRCSS per motivi di salute ( i suoi, visto che il 30 dicembre, giorno in cui doveva finalmente finire il teatrino delle nomine, era positivo al Covid, senza sintomi visto che il 2 gennaio in presenza ha salutati i giornalisti delle Marche) e che, secondo le consuete indiscrezioni giornalistiche , tutto si si sarebbe bloccato perché alla AO puntava un dirigente entrato in rotta di collisione con Presidente e Assessore perché ha ritirato senza avvertirli il premio come “miglior ospedale pubblico d’Italia 2021” dato lo scorso 6 dicembre dall’Agenas in occasione della presentazione del Rapporto PNE edizione 2022, premio dato proprio (guarda caso) a quella AO.

Queste cronache Marchigiane costringono ancora una volta a citare il grande Ennio Flajano: “la situazione è grave, ma non è seria”.

PS. Il premio ai migliori ospedali italiani del settore pubblico e privato dato dall’Agenas lo scorso dicembre era stato da me commentato qui su QS come un po’ anomalo visto che nella home del Programma Nazionale Esiti (PNE) campeggiava fino a pochi giorni fa la dicitura “PNE non produce classifiche, graduatorie, giudizi”. Evidentemente lassù qualcuno ci legge perché questa dicitura è stata rimossa dalla home del PNE dove adesso si legge solo che “PNE è uno strumento di valutazione a supporto di programmi di audit clinico e organizzativo”. E quindi se uno vuole, e qualcuno per il 2021 l’ha voluto, ci si possono fare anche classifiche, graduatorie e giudizi.

Claudio Maria Maffei

09 Gennaio 2023

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