La solitudine del veterinario 

La solitudine del veterinario 

La solitudine del veterinario 

Gentile Direttore,

gli avvenimenti di questi giorni riaprono una ferita mai rimarginata nel corpo della nostra Categoria. In situazioni come questa il Veterinario si accorge di quanto la solitudine di fronte agli eventi sia drammatica, incontrollabile, dolorosa. Venire aggrediti per lo svolgimento dei compiti che il nostro lavoro ci impone per la tutela della salute pubblica è una situazione sicuramente molto difficile da sopportare ed affrontare anche perché difficile da comprendere.

E’ un attacco così intimo che agisce in profondità, con il rischio concreto di lasciare una ferita aperta e duratura in colui che lo subisce. La prima reazione che nasce spontanea all’interno della Categoria è quella della vicinanza verso la vittima in modo da non “lasciarla sola”. Su questo aspetto vorrei soffermarmi: la solitudine del Veterinario. Da sempre il Medico Veterinario dipendente è un professionista con un carico di responsabilità enorme che si trova ad affrontare con una buona dose di solitudine, sia fisica che operativa e professionale. Per di più opera in scenari già di per sé al limite delle soglie emotive, quali macelli, canili, allevamenti intensivi, laboratori, ambiti penali, economici e repressivi che ci impongono un carico emozionale e relazionale da tenere sotto controllo senza tregua. E in questo controllo ciascuno rischia di trovarsi spesso solo.

La nostra professione e il nostro ruolo, malgrado i passi avanti ottenuti negli anni, restano un qualcosa di poco conosciuto e di marginale per l’opinione pubblica e per le istituzioni. E questa è una seconda “solitudine” che il Veterinario pubblico si porta addosso: la difficoltà di far capire al sistema chi siamo, cosa facciamo, come operiamo. L’aggressione ad un Medico viene meglio riconosciuta nella sua gravità grazie al fatto che la figura e il lavoro del Medico sono valorizzati e ben noti a tutti e quindi l’evento aggressivo è di più diretta e facile assimilazione e partecipazione.

Purtroppo, e parlo per esperienza professionale e per quanto ho potuto constatare in tanti anni di segretario aziendale, troppo spesso anche al nostro interno creiamo i presupposti di solitudini rischiose per situazioni che magari per anni sono state accettate e mai risolte dai nostri servizi e che espongono l’ultimo arrivato allo scontro finale con la situazione per anni sottovalutata. Gli esempi sono molteplici: macelli problema, allevamenti problema, canili problema, commercianti problema, ecc. ecc. Dove non può riuscire il singolo operatore “solitario” deve agire il sistema e purtroppo questo non sempre accade. Forse sono solo esperienze personali e passate del territorio in cui ho operato, ma non credo.

Veniamo al dunque: cosa si può fare? Chi può fare? Chi già fa? Chi non fa? Il primo impulso è ovviamente la solidarietà e la vicinanza con le vittime, atteggiamento spontaneo e immediato che fornisce un primo supporto non da poco. Un secondo livello è l’intervento e la mobilitazione del SiVeMP, come sempre unico vero, qualificato e immediato interlocutore della nostra Categoria. Terzo livello le istituzioni: qui la cosa si fa più sfumata e rischia sempre di produrre sdegno e promesse di reazioni varie e durature destinate poi a finire col tempo tristemente nell’oblio.

Preso atto di queste azioni cosa resta della solitudine del Veterinario? Purtroppo ne resta una bella dose che in parte è certamente fisiologica, ma in parte è anche ulteriormente superabile. Come tutte le solitudini va riempita non solo di commiserazione e sdegno, ma di atti concreti. Innanzitutto l’argomento non va affrontato solo quando si verifica un caso di violenza/intimidazione, ma deve diventare un tema strutturale in modo da costruire con il confronto ad ogni livello, strategie, protocolli, modalità operative atte a prevenire i rischi e a tutelare gli operatori. Volenti o nolenti questi eventi delittuosi fanno ormai parte del nostro lavoro giornaliero, per cui con lavoro giornaliero vanno affrontati.

Sono certo che solo tutti assieme saremo meno soli.

Francesco Tozzi
Medico Veterinario – Cugliate Fabiasco (VA)

27 Gennaio 2025

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