La violenza della paura

La violenza della paura

La violenza della paura

Gentile Direttore,
ieri, andando nell’ospedale, in cui tra l’altro lavoro, a trovare una cara persona operata, mi sono imbattuto in un grande manifesto affisso che devo ammettere ha attirato la mia attenzione per l’immagine di due suole di scarpe in primo piano, dietro le quali si sviluppava il corpo a terra di una persona a pancia in su. Ho trovato quell’immagine immediatamente fastidiosa non solo emotivamente ma anche fisicamente, senza saperne il motivo.

Poi dall’immagine mi sono spostato con l’attenzione alle scritte che facevano da cornice a quel corpo a terra, termini tecnici sanitari che fanno parte del mio vocabolario quotidiano, conditi da qualche parola fuori contesto ed ampliati da termini e da parole con il chiaro intento di suscitare sospetto e paura.

Il mio primo pensiero è andato alle persone che come me stavano entrando in ospedale per trovare un loro caro o magari perché ammalate, quale poteva essere la violenza di questo manifesto sulla loro fragilità, sulle loro reali paure, sulle loro speranze, colpire chi è inerme in un momento di debolezza è un atto vile.

L’altro pensiero è andato ai tanti colleghi medici, infermieri, psicologi, operatori socio-sanitari, biologi che andando al lavoro hanno letto l’ennesimo colpo inferto ad una serie di professioni che ormai vivono sul filo di lana, che si tenta di delegittimare quotidianamente mettendo a dura prova un qualche cosa che và ormai oltre la resilienza, le professioni di aiuto come sono quelle sanitarie non possono prescindere dalla fiducia reciproca con pazienti, familiari e cittadini e, credetemi, le conseguenze più gravi di questo stillicidio lo pagheremo tutti come cittadini.

Chiudo con un ringraziamento a chi ha la paternità di questa utile iniziativa: ora che ce l’avete detto, cominceremo a studiare le malattie, i fattori causanti, le terapie migliori, i farmaci ed i loro effetti collaterali, cosa che naturalmente da quando esiste la medicina mai è stato fatto prima!.

Infine un invito agli ideatori di questa campagna di grande “sensibilizzazione”: se al di là di seminare paura e dubbi, volete veramente anche capire e aprire un confronto aperto, trasparente, dimostratelo rendendovi interlocutori credibili, troverete sicuramente disponibilità in ogni sede per un dialogo serio.

Massimiliano Zaramella
Past President Obiettivo Ippocrate

03 Febbraio 2025

© Riproduzione riservata

La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane
La salute non comincia in ospedale: enti locali e prevenzione primaria per costruire comunità più sane

Gentile Direttore,quando parliamo di salute, il pensiero corre quasi automaticamente agli ospedali, agli ambulatori, alle liste d’attesa e alle prestazioni sanitarie. È comprensibile, ma è una rappresentazione incompleta della salute...

Le competenze non si riscrivono una professione alla volta
Le competenze non si riscrivono una professione alla volta

Gentile Direttore,il caso dell’Atto del Governo n. 440 mostra quanto sia delicato intervenire sulla disciplina delle attività di una professione senza valutare contestualmente gli effetti che quelle modifiche possono produrre...

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...