La voce nel deserto  

La voce nel deserto  

La voce nel deserto  

Gentile Direttore,
ieri, l’ennesimo incontro istituzionale con la direttrice territoriale della azienda. Tema: guida alla prescrizione di visite ed esami. Come avevo comunicato precedentemente alla mia azienda, non ci sono andato, per tre ottime ragioni. La prima è che il martedì pomeriggio ho un affollatissimo ambulatorio di quattro intensissime ore e la gente è poco propensa ad accettare questi incontri con l’Azienda. Il secondo motivo è dichiaratamente polemico da parte mia: ho scritto più volte per mail ai dirigenti preposti, senza avere la benché minima risposta. La terza motivazione la ripeto ormai stancamente da anni, tanto ormai da sentirmi molto vicino ai lupi che abitano la mia zona e che ululano alla luna per marcare il territorio o per richiamare il branco.

Stancamente riporto i numeri e le percentuali prescrittive che ricavo dal mio software GPG di Millewin: il 37% delle mie prescrizioni sono mie, vengono dalla mia attività clinica. L’altro 67% è prescrizione indotta, esami, visite, ricoveri, prescrizioni farmaceutiche, che provengono dai miei colleghi specialisti, in libera attività e, molto spesso purtroppo anche in attività istituzionale.

Nonostante le direttive che impongono agli specialisti la prescrizione di esami di secondo livello a loro carico, ancora oggi qualcuno disattende le direttive passandomi l’incombenza. L’azienda conosce benissimo questo aspetto della prescrizione indotta che passa attraverso il timbro e la penna dei medici di base, in quella che io ritengo una aberrazione sistemica quasi comica nella sua assurdità: una prestazione pensata da un medico e firmata da un altro. Nemmeno Orwell sarebbe stato capace di tanta distopia burocratica. Ma pur sapendo quanto la prescrizione dipenda da questa anomalia di sistema, le aziende sanitarie si ostinano a puntare il dito contro la medicina territoriale, suggerendo, nemmeno tanto velatamente, una inappropriatezza prescrittiva di noi medici di base.

Questi incontri istituzionali avrebbero lo scopo di indicare le criticità e le linee guida per il corretto inquadramento clinico del paziente con l’iter più giusto da seguire.

La mia selvaggia vena polemica nasce da tre prese per i fondelli, di cui mi sento vittima ormai da anni con una propensione alla assuefazione di chi si abitua alla tossicità senza più avvertirne gli effetti.

La prima presa per i fondelli è permettere ai medici specialisti la delega prescrittiva ai medici di MMG, scrivere per nome e per conto di coloro che incassano la parcella e delegano ad altri il proprio lavoro.

La seconda presa per i fondelli è continuare ad ignorare la nostra posizione contrattuale che ci sottopone costantemente ai ricatti dei nostri assistiti. Un tempo il nostro paziente veniva da noi chiedendo: “Dottore, che ne pensa se facessimo una bella risonanza magnetica?”. Oggi, il nostro cliente si siede in ambulatorio e lancia il suo diktat: “Dottore, MI FACCIA l’impegnativa per la risonanza magnetica, perché così mi ha detto il mio vicino di casa, direttore della clinica Aiutatichediotiaiuta”. Eseguire, comporta tenersi salda la clientela. Discutere, significa perdere pazienti. A che scopo, visto che la clientela otterrà ugualmente la prescrizione da qualcuno? Eppure, tutte queste distopie vengono ancora attribuite al medico di base, stigmatizzato spendaccione e irresponsabile.

Ho scritto tante volte che noi medici di MMG conosciamo benissimo le linee guida, le red flag e i percorsi diagnostici, ma applicarli sistematicamente è un’altra cosa. La terza presa per i fondelli: le aziende sanitarie non fanno nulla e continuano a non fare nulla, per sapere con esattezza chi prescrive cosa, e continuano a non fare nulla per sottrarre i medici di MMG dal ricatto prescrittivo e, oltre al danno la beffa, continuano a convocarci per migliorare non l’andamento prescrittivo, ma per per raggiungere i loro budget di dirigenti stabiliti dall’azienda. Chiedo ai miei cinque lettori, posso sentirmi giustificato nel disertare questi incontri, oppure sarà meglio che mi faccia vedere da un buon proctologo?

Enzo Bozza
Medico MMG Vodo e Borca di Cadore (BL)

18 Dicembre 2024

© Riproduzione riservata

Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale
Al Policlinico Abano dieci matricole per le scuole di specializzazione in Urologia, Ginecologia e Ostetricia e Chirurgia Generale

Il Policlinico Abano di Abano Terme ieri ha aperto le porte alle matricole dell’anno 2026-2027 delle Scuole di Specializzazione in Urologia, Ginecologia e Chirurgia Generale attivate nel presidio aponense in...

Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta
Progetto di vita e Pri: se i percorsi non dialogano, i diritti restano sulla carta

Gentile Direttore, una persona che, dopo una lesione midollare, desidera tornare a vivere autonomamente e riprendere il lavoro ha bisogno di una casa accessibile, di trasporti adeguati e di sostegni...

Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive
Violenza giovanile: responsabilità individuali, responsabilità collettive

Gentile Direttore,gli episodi di violenza e aggressività con protagonisti gli adolescenti di cui la cronaca puntualmente reca notizia rappresentano un fenomeno complesso, che merita attenzione, approfondimento e una risposta istituzionale...

Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG
Sviluppo di linee guida e buone pratiche: comunità scientifiche e professionali invitate a rafforzare la collaborazione al SNLG

Gentile Direttore,sempre più nei prossimi anni si sentirà parlare di Buone pratiche clinico-assistenziali (BPCA) e si avvertirà l’esigenza di orientare in tal senso la cultura, e dunque la formazione di...