Liste di attesa e presa in carico delle persone più fragili: qualcuno se ne ricorda?

Liste di attesa e presa in carico delle persone più fragili: qualcuno se ne ricorda?

Liste di attesa e presa in carico delle persone più fragili: qualcuno se ne ricorda?

Gentile Direttore, l'allarme di Agenas: “Il sistema deve accompagnare anziani e fragili, non lasciarli davanti al Cup”. Ma nella corsa alle classifiche regionali la presa in carico resta fantascienza.

Gentile Direttore,

nelle slide dell’Agenas di presentazione degli ultimi dati della piattaforma sulle liste di attesa l’ultima ha richiamato poca attenzione e invece andrebbe ripresa perché centra un aspetto fondamentale del sistema di offerta delle prestazioni specialistiche: i percorsi di presa in carico. In questa slide si scrive che “dobbiamo andare verso un sistema per cui l’anziano e la persona già presa in carico non dovrebbero andare a CUP, perché il sistema li conosce e li accompagna. Per loro prenota chi prescrive”. Titolo della slide: “Prendersi cura delle persone più fragili”.

Questo tema purtroppo è confinato in coda ad una presentazione che ha richiamato mediaticamente e politicamente l’attenzione su un solo dato: i tempi di attesa delle prime visite e delle prestazioni specialistiche nei primi quadrimestri del 2025 e del 2026. Questi dati sono stati trasformati in classifiche che alcune Regioni hanno subito speso in quella propaganda elettorale che sembra non finire mai. Ho sotto gli occhi le Marche dove vivo, Regione in cui quei dati sono diventati una dimostrazione di buon governo nonostante nella stessa occasione sia venuto fuori che sia il 55% delle prescrizioni non ha generato nel 2025 una prenotazione nel territorio di competenza. Lo stesso dato è molto rilevante in tutte le Regioni a testimonianza che la strada è ancora lunga. 

Quello che continua a rimanere in un cono d’ombra è tutto il sistema di presa in carico che in assenza di dati al riguardo potrebbe addirittura avere sofferto della enfasi posta sulle agende su cui l’Agenas fa il monitoraggio. Si tratta di un sistema che al suo interno ha due componenti: la presa in carico dei soggetti fragili cui si riferisce la slide e la presa in carico da parte del livello specialistico delle prime visite e degli accertamenti che non concludono la valutazione del caso. Si tratta in entrambi i casi di percorsi in grande difficoltà nella maggioranza delle Regioni.

La presa in carico delle persone più fragili ha bisogno della crescita delle Case della comunità e dei servizi territoriali in genere, crescita che stenta a esserci come dimostra per le Case della comunità il dato del monitoraggio Agenas della applicazione del DM 77 e come dimostra ad esempio il Rapporto Salute Mentale del Ministero per quanto riguarda i Dipartimenti di salute mentale. Sempre dal mio osservatorio sulla sanità delle Marche osservo fenomeni strani come la finta attivazione di Case della Comunità dichiarate attive con ancora i muratori dentro (Cagli) e la totale indifferenza di politica e media sui dati ministeriali molto critici sui servizi di salute mentale delle Marche.

Quanto alla presa in carico di sistema da parte livello specialistico dei percorsi ambulatori da completare, basta il dato su quella percentuale elevata di prescrizioni che si perde e non da’ luogo ad una prenotazione. In questa casistica i percorsi di presa in carico nemmeno iniziano. Questa casistica appesantisce il lavoro dei medici di famiglia cui torna indietro il paziente magari con una prescrizione “in bianco” da trascrivere fatto dallo specialista privato cui il paziente è stato costretto a ricorrere.

In sintesi, il lavoro avviato centralmente sulle liste di attesa accanto ad alcuni meriti comporta anche alcuni rischi: trasformare i dati in classifiche avulse dalla realtà e orientare l’attenzione sui fenomeni mediaticamente più significativi, ma meno rilevanti da un punto di vista epidemiologico e di sanità pubblica. Per molte Regioni quello che la slide dell’Agenas dice (il sistema conosce e accompagna le persone più fragili) è quasi fantascienza. Starebbe alla politica renderlo una realtà possibile e all’Agenas dimostrare che non ci si sta lavorando o non ci si sta lavorando abbastanza.

Claudio Maria Maffei

03 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato
Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Gentile Direttore, il disegno di legge N° 179/2023 “Modifiche al decreto legislativo 4 agosto 2016, n.171, in materia di nomina del Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali, delle Aziende Ospedaliere...

Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative
Competenze dei Biologi: la verità dei fatti contro le provocazioni corporative

Gentile Direttore,la barca della scienza naviga verso orizzonti sempre nuovi e, per esplorare territori ancora in parte ignoti, richiede oggi un approccio globale - quello della "One Health" - e...

Newsweek, l’Italia nella classifica dei migliori ospedali: eccellenze al Nord, assenze al Sud
Newsweek, l’Italia nella classifica dei migliori ospedali: eccellenze al Nord, assenze al Sud

Gentile direttore,anche quest’anno la rivista Newsweek ha pubblicato la nuova edizione dei “Migliori Ospedali Specialistici nel Mondo”, esaminando 13 specialità con l’aggiunta quindi quest’anno anche della nefrologia. Naturalmente le grandi...

Basta con mattoni, algoritmi e cifre. La vera riforma è la relazione medico-paziente
Basta con mattoni, algoritmi e cifre. La vera riforma è la relazione medico-paziente

Gentile Direttore, da mesi il dibattito sulla sanità italiana si consuma tra rendering di nuove strutture, cronoprogrammi del PNRR e tabelle di finanziamento rincorse come in una partita a ping...