Lo scippo della dirigenza e il ritorno del “primario” padrone

Lo scippo della dirigenza e il ritorno del “primario” padrone

Lo scippo della dirigenza e il ritorno del “primario” padrone

Gentile Direttore,
con un leggero stupore ho letto il documento delle Regioni che, tra le altre proposte, annovera anche quella di ritornare all'era pre-dirigenza medica e lasciare che la qualifica dirigenziale si acquisisca, non si sa bene quando, con un concorso interno.
Premetto che mi sfugge il nesso tra le attuali condizioni della categoria professionale, il buon funzionamento dei nostri ospedali e la nostra attuale qualifica. Forse ci si riferisce al fatto che da vent'anni si ragiona, per una parte della retribuzione, per obiettivi, spesso mai assegnati e, quando li fossero, sempre di stampo burocratico-amministrativo e mai clinico? Forse ci si riferisce all'indennità di specificità medica presente nelle nostre buste paga con l'intento di decurtarcela?
 
O forse ci si riferisce alle centinaia di migliaia di ore che gratuitamente e impunemente i medici ogni anno regalano alle aziende e ai pazienti? Se è così saremo ben lieti di lavorare le nostre mitiche 38 ore contrattuali e basta. Spiace constatare per l'ennesima volta che i medici sono visti come un problema e non come una risorsa, come la fonte di (quasi) tutti i mali e non come l'ultimo baluardo del sistema, insieme con gli infermieri (dico bene: infermieri, perché molto ci sarebbe da dire sulla dirigenza infermieristica).
 
Mai come ora si sente la mancanza di unità della categoria per iniziare una vera lotta, come quella, leggendaria per me che non c'ero, degli anni '80. Certo non ho titolo per parlare a nome della categoria ma se con questa ultima trovata ci vogliono scippare la vera conquista della dirigenza e cioè l'autonomia professionale con il livello unico e tornare a primario/aiuto/assistente preparatevi a migliaia di valigie di medici migranti verso paesi più seri.
 
L'Italia a questo punto si cerchi medici disposti ad essere nuovamente soggiogati in una logica padronale di primari sempre nominati dalla politica ma padroni delle professionalità dei loro collaboratori. Se poi si vuole meglio delineare la crescita professionale e di carriera sarebbe sufficiente legare l'aumento retributivo a quello professionale e non gestionale: niente di più facile, lo capisce anche un imbecille! Peccato che nei paese dove è così, come il Regno Unito, i primari non esistono!
 
Stefano Magnone
Chirurgo, Bergamo

Stefano Magnone

06 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

La Malattia di Parkinson come nuova sfida sanitaria
La Malattia di Parkinson come nuova sfida sanitaria

Gentile Direttore,sono oltre 10 milioni i pazienti con malattia di Parkinson nel mondo, e si stima che in Italia vi siano circa 300.000 persone con questa patologia. Questo numero è...

TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale
TFS dei dipendenti pubblici: il Governo metta fine al sequestro di un bene personale

Gentile Direttore,nel corso della conferenza stampa organizzata nei giorni scorsi dall’On. Alfondo Colucci alla Camera dei deputati, come COSMED abbiamo condiviso la richiesta di un intervento urgente del Governo per...

Calabria, fine del commissariamento: autonomia e nuove sfide per le professioni sanitarie
Calabria, fine del commissariamento: autonomia e nuove sfide per le professioni sanitarie

Gentile Direttore,la conclusione del commissariamento della sanità calabrese, dopo 17 anni, rappresenta un passaggio significativo che merita di essere riconosciuto. Non era un esito scontato e segna l’ingresso in una...

Bixonimania e dintorni: quando l’intelligenza artificiale confonde la scienza
Bixonimania e dintorni: quando l’intelligenza artificiale confonde la scienza

Gentile direttore,quando una malattia inesistente riesce a insinuarsi nel discorso medico e persino nelle risposte di sistemi di intelligenza artificiale (IA) avanzati, come Microsoft Copilot, Google Gemini, Perplexity AI e...