Lotta alle liste d’attesa, coinvolgere i medici e gli operatori sanitari

Lotta alle liste d’attesa, coinvolgere i medici e gli operatori sanitari

Lotta alle liste d’attesa, coinvolgere i medici e gli operatori sanitari

Gentile Direttore, la proposta del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per l’adozione di piani sperimentali per la riduzione delle liste d’attesa in sanità...

Gentile Direttore,
la proposta del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, per l’adozione di piani sperimentali per la riduzione delle liste d’attesa in sanità con aperture straordinarie degli ambulatori di sabato e di domenica; l’ estensioni delle fasce orarie degli ambulatori sulle 12 ore; eventuali prolungamenti delle attività degli ambulatori fino alle ore 23, dando priorità al recupero delle prestazioni con priorità U e B (Urgenti e Brevi) per una durata di 5 mesi, può essere realizzata solo con il pieno coinvolgimento dei medici, degli operatori sanitari e delle organizzazioni sindacali delle categorie professionali coinvolte.

Avere le liste d’attesa fuori controllo e le file per una visita specialistica, continuare ad assistere ai viaggi della speranza per curarsi all’estero o al Nord, vedere l’utilizzo improprio dei pronto soccorso, non sono anomalie temporanee, ma il risultato di fattori che hanno sfibrato la distinzione tra indirizzo politico e gestione sanitaria, tra governo del sistema e amministrazione delle cure.

Negli ultimi tempi, anche per scelte dei governi nazionali, abbiamo avuto un’assenza di investimenti strutturali sul territorio; le cause delle liste di attesa risiedono anche in dieci anni di tagli alla spesa sanitaria. In questo modo l’ospedale è diventato il perno esclusivo del sistema, mentre la medicina di prossimità si è progressivamente indebolita. In questo squilibrio, l’accesso alle cure è diventato selettivo. Chi può attendere o pagare attende o paga, chi non può si affida all’emergenza.

Ridurre i lunghi tempi di attesa è un diritto del cittadino e un dovere di chi ci governa, ma occorrono misure strutturali con risorse adeguate e durature nel tempo. Riteniamo, per questo, che bisognerebbe affrontare in modo strutturale le cause dell’inefficienze delle aziende sanitarie, evitando di trasferire ulteriori prestazioni verso soggetti privati e valorizzando il Sistema Sanitario Nazionale pubblico.

Il punto decisivo per la soluzione delle liste di attesa in sanità resta l’organizzazione. Senza una medicina territoriale solida, integrata e accessibile, nessun sistema sanitario regge. Case di comunità operative con personale medico presente, presa in carico delle cronicità, assistenza domiciliare e telemedicina non possono restare formulazioni programmatiche. Sono il presupposto per ridurre la pressione sugli ospedali e riportare l’accesso alle cure entro percorsi ordinati. In assenza di questa rete, il pronto soccorso continuerà a essere il terminale improprio di ogni fragilità sociale.

Per abbattere le lunghe liste di attesa, riteniamo, per questo, indispensabile un maggior investimento sul sistema pubblico, sugli uomini e sulle donne che ci lavorano, sui medici e sui sanitari che tutti i giorni sono in prima linea per la cura dei pazienti.


Dobbiamo, infine, sempre assicurare l’uniformità di accesso alle cure per tutti i cittadini affinché il diritto alla salute continui ad essere uniforme, universalistico in tutto il nostro Paese.

Ludovico Abbaticchio
Presidente Nazionale Sindacato Medici Italiani (SMI)

13 Gennaio 2026

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