Massofisioterapisti, il rischio di una dequalificazione e l’incertezza sul futuro professionale

Massofisioterapisti, il rischio di una dequalificazione e l’incertezza sul futuro professionale

Massofisioterapisti, il rischio di una dequalificazione e l’incertezza sul futuro professionale

Gentile Direttore, scrivo in qualità di massofisioterapista iscritto agli Ese (Elenchi Speciali ad Esaurimento) e con quasi 27 anni di esperienza lavorativa tranquillamente documentabile. E ora ben oltre 5.000 MFT iscritti agli Ese rischiano di chiudere le partite IVA o ad essere licenziati in qualità di dipendenti

Gentile Direttore,

sono a scrivere questa missiva in qualità di massofisioterapista iscritto agli Ese (Elenchi Speciali ad Esaurimento) e con quasi 27 anni di esperienza lavorativa tranquillamente documentabile.

Tramite colleghi (e non per opera di chi dovrebbe rappresentare  i MFT nell’ordine dei TSRM) sono giunto a conoscenza di un possibile provvedimento che vorrebbe dequalificare tutti i massofisioterapisti (MFT) iscritti agli ESE, grazie anche a ricostruzioni  tragicomiche, che lo stesso Parlamento vieta categoricamente dall’entrata in vigore della legge n.145/2018 (si leggano i dossier di quella legge che qualcuno nelle Istituzioni omette senza ritegno bypassando sistematicamente la volontà del Parlamento e senza che i parlamentari abbiano fatto qualcosa per impedirlo). I MFT sarebbero l’unica figura sanitaria con un riordino terminato al ribasso con un sottodimensionamento! Mai visto in un Paese che si definisce democratico e rispettoso delle leggi!

Ovviamente non rendo pubblica la mia proposta per ovvi motivi. Tuttavia, propongo la mia disponibilità a confrontarmi con chiunque, anche in sede di commissione Affari sociali presso il Parlamento, partendo da una serie di elementi insindacabili: Legge 42/99 art.4 commi 4 bis e 4 ter, Dossier legge n.145/2018 ed altro ancora che andrebbe approfondito stante la situazione attuale. Dalla pubblicazione del presente articolo, entro due settimane, se i nostri rappresentanti non sono in grado di coinvolgere tutta la categoria con una informazione approfondita sul da farsi, sono a proporre un sit in sotto il Parlamento per portare a valutare proposte in sede di commissione Affari sociali.

L’unica alternativa, stante la situazione attuale, dal 1°gennaio 2027 ben oltre 5.000 MFT iscritti agli ESE, che attualmente lavorano e contribuiscono al già esiguo PIL italiano, rischiano di chiudere le partite IVA o ad essere licenziati in qualità di dipendenti. Parlo di persone già qualificate dall’elemento esperienziale,  in ambito riabilitativo, che garantiscono cure efficaci ed appropriate alla collettività.

Premesso quanto sopra, mi rincresce e mi rammarica dover ricorrere a tanto ma a volte occorre risvegliare bruscamente dal torpore chi ci dovrebbe coinvolgere e rappresentare. Mai sarei giunto a questa decisione se ci fosse stata una comunicazione adeguata e capillare a tutti i colleghi. Nonostante gli iscritti presso l’Ordine dei TSRM, paghino una quota annua di iscrizione, la maggioranza degli iscritti non si sente per nulla informata o coinvolta nelle nostre problematiche. Oltretutto, in una fase transitoria, non sarebbero dovute esistere incertezze nell’applicazione della norma che prevede il riordino della nostra figura (se si fosse rispettata la volontà del Legislatore). Allora è giusto che i buoni agiscano per non permettere che il male trionfi a danno della categoria…

Cosma Francesco Paracchini

Massofisioterapista

Iscritto all’ ESE di Brescia n.24 

02 Novembre 2026

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