Medici interconnessi in una didattica tra “pari”

Medici interconnessi in una didattica tra “pari”

Medici interconnessi in una didattica tra “pari”

Gentile Direttore,
spesso capita la necessità di doversi confrontare con i Colleghi per ricavare indicazioni diagnostiche o terapeutiche riguardo Casi clinici di particolare impegno o di insolita frequenza. A differenza dei medici ospedalieri, non è raro per chi lavora in ASL come specialista Ambulatoriale, di trovarsi senza il supporto relazionale con i Colleghi, con cui si avrebbe volentieri bisogno di ricevere suggerimenti e osservazioni per i Casi clinici soggettivamente difficili da affrontare.

Per una opinione interdisciplinare di rapido accesso, si può essere fortunati se nel Poliambulatorio c’è uno specialista della stanza accanto con le competenze che in quel momento necessitano per il paziente in visita: un classico esempio potrebbe essere il neurologo o il cardiologo, ecc..

Oltre a ciò, spesso viene a mancare una sorta di simbiosi periodica tra medici facenti parte di uno stesso gruppo, che costituisce il fulcro di una crescita professionale quotidiana, in cui le esperienze di ciascuno si riverberano a vicenda, accrescendo la competenza.

Ricordo che da studente talora mi trovavo a frequentare Reparti dove periodicamente si svolgeva una sorta di prezioso Briefing, in genere a cadenza settimanale, dove ciascuno poteva presentare sintetiche relazioni

dei pazienti che presentavano problematiche eccezionali o la proposta di innovazioni metodologiche diagnostico-terapeutiche.

Queste mie riflessioni nascono da una recente prima visita eseguita ad un paziente affetto da una neoformazione encefalica, già radiotrattata, che si presentava per una diplopia insorta da qualche mese.

Da quanto dimostrava la RMN, il collega neurologo richiedeva una visita oculistica, che veniva eseguita da un collega oculista che richiedeva quindi una visita ortotottica con relativi test di approfondimento, poiché non vi erano cause intraoculari della sintomatologia in atto.

Veniva effettivamente documentata la presenza della diplopia, ma in quanto alla causa e alla terapia si iniziava il classico ping-pong tra i diversi Specialisti, con l’amaro risultato per il paziente di essere rimbalzato tra uno e l’altro.

Alla fine della visita, cercando di non sconfortare ulteriormente il malato, mi soffermai su eventuali effetti collaterali della terapia farmacologica antiepilettica che assumeva: in effetti, nella scheda del farmaco antiepilettico in atto viene contemplato, come effetto collaterale, l’insorgenza di una diplopia nel 10% dei pazienti in terapia.

Mi rendo conto che nelle condizioni attuali del SSN, con risorse economiche limitate e personale già sottoposto a impegni lavorativi pressanti, questa mia proposta potrebbe risultare difficile da attuare, ma forse potrebbe avere ricadute produttive nel tempo.

Gianni Zuccheri
Medico Oculista

Gianni Zuccheri

22 Dicembre 2022

© Riproduzione riservata

Onaosi, 350.000 euro investiti sulla formazione delle competenze per il futuro dei giovani
Onaosi, 350.000 euro investiti sulla formazione delle competenze per il futuro dei giovani

Gentile Direttore,la Fondazione ONAOSI rafforza il proprio impegno statutario a favore dei figli dei suoi contribuenti attraverso una serie di percorsi formativi "residenziali", progettati per offrire agli studenti vantaggi competitivi...

Attesa in Pronto Soccorso: per molti ma non per tutti
Attesa in Pronto Soccorso: per molti ma non per tutti

Gentile Direttore,i dati del sovraffollamento dei Pronto Soccorso durante le ultime festività Natalizie variano molto tra ospedale e ospedale, suggerendo che esistono strategie per ridurre l’attesa e rendere più attrattivo...

Violenza, disturbi mentali e responsabilità pubbliche alla luce del PANSM
Violenza, disturbi mentali e responsabilità pubbliche alla luce del PANSM

Gentile Direttore,gli episodi di violenza troppo spesso vengono automaticamente associati alla malattia mentale. Il pregiudizio sulla pericolosità delle persone con disturbi psichiatrici, mai realmente sopito dopo la legge 180, riemerge...

Quando l’algoritmo incontra la “cura”
Quando l’algoritmo incontra la “cura”

Gentile Direttore, la ricorrenza dell’11 febbraio, XXXIV edizione della Giornata Mondiale del Malato, ci richiama ancora una volta l’imprescindibile valore e orizzonte di senso del “prendersi cura”. Che non è...