Medici sotto un’unica regia. Benvenuti…nel vecchio mondo

Medici sotto un’unica regia. Benvenuti…nel vecchio mondo

Medici sotto un’unica regia. Benvenuti…nel vecchio mondo

Gentile direttore,
Soddisfatti? Perplessi? Amareggiati? Stupiti? Come ci dovremmo sentire – egregio direttore – nel leggere proprio in questi giorni dichiarazioni di autorevoli colleghi che dicono esattamente le cose che abbiamo scritto noi “in tempi non sospetti”?
 
Si, siamo soddisfatti perché abbiamo avuto la piccola ma concreta gioia di vedere come le nostre idee e le nostre richieste non siano state solo frutto di apodittiche convinzioni personali.
Perplessi, perché non ci pare che ci siano stati di recente stravolgimenti tali da spiegare una reazione diversa da quella che ci poteva e doveva essere da tempo.
 
Amareggiati, perché forse (forse) il remare tutti assieme verso la stessa mèta avrebbe ridotto il tempo del viaggio, o la fatica per compierlo.
 
Stupiti, perché sembra si sia scoperto solo adesso che il Ssn italiano fa acqua da tutte le parti e le Regioni viaggiano non a 2 o3, ma…a 20 velocità.
 
Dalla relazione del ns. ultimo congresso nazionale (8/9/10 Giugno 2017):
“…noi siamo fervidi propugnatori di una rivisitazione complessiva del titolo V della Costituzione che vada verso un progressivo riequilibrio a favore di una centralità del servizio, contro i 20 sotto-sistemi diversi che le nostre regioni attualmente offrono. Sostenere il servizio pubblico, NON smantellarlo come si tenta di fare in modo surrettizio da più parti e in molti modi, ammantando come favorevoli e intelligenti le manovre per favorire il privato.”.
 
Da una dichiarazione alla stampa del 27/03/2018:
“…non si può prescindere dalla motivazione più alta del benessere dello Stato attraverso il benessere di tutti coloro che popolano lo Stato stesso. Se alcune parti del territorio del Paese chiedono ed ottengono di poter organizzare la sanità pubblica in modo difforme è del tutto ovvio che esse possono solo costituire una pericolosissima “elite” di nessuna valenza generale, un modello ristretto e non innestabile in qualsiasi realtà, stanti le profonde differenze economiche e storiche tra le varie regioni italiane. Un cittadino residente in qualsiasi punto del territorio nazionale – prosegue Papotto –  deve invece poter contare ovunque sul medesimo trattamento e della medesima professionalità, degli stessi standard, di identica affidabilità e preparazione. E’ questo il vero e principale compito della Repubblica: promuovere le migliori condizioni e rimuovere gli eventuali ostacoli.”.
 
Però – egregio direttore – prevale su tutto in noi un sentimento di immutata volontà di lottare per raggiungere il risultato di una sanità pubblica migliore, professionalmente ineccepibile, economicamente giusta e socialmente equa.
 
E per arrivare a questo siamo disposti a qualsiasi sacrificio.
Anche a fingere di non aver scritto per primi.
 
Biagio Papotto
Segretario generale Cisl Medici

Biagio Papotto

25 Luglio 2018

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