Medicina generale, i perché della protesta

Medicina generale, i perché della protesta

Medicina generale, i perché della protesta

Gentile Direttore,


è sempre spiacevole, quando si parla di Sanità, dichiarare lo stato di agitazione. Credo però che la misura sia colma, a cominciare dalla mancata pubblicazione del bando di concorso del Corso di formazione specifica in medicina generale. Siamo ormai oltre la metà del mese di luglio, con la certezza che l’avvio del corso, se il bando sarà pubblicato in tempi brevi, non potrà che avvenire nel mese di marzo 2020. Le motivazioni sono tante: se il decreto Calabria ha messo il punto fermo su una determinata situazione, lo stesso è diventato un cavallo di Troia per le regioni, che hanno colto la palla al balzo per far slittare il corso. Quindi, ci si domanda: slitterà anche il finanziamento?


 


La situazione è ancor più grave perché cade in un momento in cui la FIMMG e tutte le istituzioni denunciano una carenza di camici bianchi. Il Ministro della Salute – durante un incontro con il Segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti – ha dichiarato di condividere le posizioni del sindacato. Di fatto, ci troviamo sul doppio binario: quello del Ministro Grillo e quello delle regioni, che in realtà non è un binario unico, visto che le regioni sono 20. Risultato finale? Il nulla di fatto dell’incontro in SISAC.


 


Ancor più rilevante e più grave è il fatto che ci sia un atto di indirizzo che le regioni si sono date per l’assistenza primaria, che al momento – non si capisce perché – rimane riservato.


 


I colleghi di medicina generale, di continuità assistenziale e di emergenza sono ormai estenuati da situazioni che si protraggono da un decennio e che in parte coinvolgono tutto il comparto medico e la stessa professione. Conscia di questo stallo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha aperto un confronto, con l’avvio degli Stati Generali della professione. Intende così far fronte allo stato di sofferenza della professione che viene mortificata non solo negli aspetti economici, ma soprattutto in quelli normativi. A questo si aggiunge una burocrazia che opprime ormai tutta la categoria attraverso atti monocratici delle regioni che cambiano in corso le regole del gioco, spesso per motivi finanziari, e che incidono in maniera indiretta sui cittadini alterando il rapporto fiduciario proprio della professione medica e alimentando il contenzioso e la perdita di fiducia nel SSN.


 


Le motivazioni addotte da alcune regioni all’avvio della concertazione per l’ACN, tra cui la indisponibilità all’integrazione con altre figure sanitarie professionali, sono artate. Abbiamo ribadito la nostra disponibilità in tutte le sedi e siamo pronti a confrontarci su tutti i temi. Ma è necessario un nuovo modello organizzativo, anche perché quelli regionali proposti e talvolta attuati, sono ormai inapplicabili e desueti rispetto al quadro sanitario che nei prossimi anni ci troveremo ad affrontare; tra questi ci sarà la cronicità, su cui inciderà la carenza di medici rendendo ancor più grave la situazione attuale.


 


Ricordo che i medici di medicina generale sono anche delle mini-imprese capaci di garantire alcune decine di migliaia di posti di lavoro, che un’organizzazione ancora più efficiente potrebbe incrementare. Solo i meno attenti non si accorgono dei vantaggi rispetto ad un quadro nazionale che vede l’Italia ai primi posti per la disoccupazione.


 


Non si può certamente continuare con questa filosofia. È per questo che il Consiglio Nazionale della FIMMG ha dichiarato lo stato di agitazione. Tutte le questioni sinora esposte rimangono aperte, per cui ci chiediamo perché non ci si sieda subito intorno ad un tavolo e si attuino le proposte della FIMMG, come esposto dal Ministro Grillo, e in parte già condivise dai funzionari del Ministero.


 


E allora, di fronte a questa paralisi, le motivazioni dello Stato di agitazione cercheremo di spiegarle ai cittadini e alle comunità, che cominciano a comprendere quanto possa essere pericolosa la mancanza del medico di famiglia a cui affidare la propria salute e quella della propria famiglia. Così come stiamo cercando di spiegarle in questi giorni ai giovani colleghi che attendono il bando di concorso per il corso di formazione in medicina generale e che rischiano di perdere un anno che può fare la differenza; a tutti i medici di medicina generale, continuità assistenziale ed emergenza che ormai da un decennio attendono un nuovo ACN e che agognano un’organizzazione diversa della Medicina generale, libera da quella burocrazia finalizzata alla gestione ragionieristica che snatura tutto l’impianto dello stesso ACN.


 


Mi auguro che i decisori rispondano con i fatti e in tempi brevi all’allarme che come Fimmg abbiamo lanciato, consci del ruolo centrale che spetta alla Medicina Generale all’interno del nostro sistema sanitario e della nostra società."


 


Donato Monopoli


Segretario Generale Regionale FIMMG Puglia

Donato Monopoli

13 Luglio 2019

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