Medicina generale, ruolo unico e Case della Comunità: un nodo strutturale irrisolto

Medicina generale, ruolo unico e Case della Comunità: un nodo strutturale irrisolto

Medicina generale, ruolo unico e Case della Comunità: un nodo strutturale irrisolto

Gentile Direttore, il dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale, rilanciato dal Pnrr, dalle Case della Comunità e più recentemente dall’introduzione del cosiddetto “ruolo unico” della medicina generale, rischia di restare incompleto se non si affronta un nodo strutturale che accompagna il settore da decenni: lo status giuridico e organizzativo del Medico di Medicina Generale.

Gentile Direttore, il dibattito sulla riorganizzazione della sanità territoriale, rilanciato dal PNRR, dalle Case della Comunità e più recentemente dall’introduzione del cosiddetto “ruolo unico” della medicina generale, rischia di restare incompleto se non si affronta un nodo strutturale che accompagna il settore da decenni: lo status giuridico e organizzativo del Medico di Medicina Generale.

I Mmg svolgono una funzione pubblica essenziale, garantiscono livelli essenziali di assistenza e sono sempre più inseriti in modelli organizzativi definiti dalla programmazione sanitaria. Allo stesso tempo, continuano a essere inquadrati come liberi professionisti convenzionati, collocati in una posizione intermedia che non è né pienamente autonoma né pienamente integrata nel Servizio Sanitario Nazionale.

Questa ambiguità non è un semplice retaggio storico, ma il risultato di una scelta mai compiuta.

Da un lato, vi è il modello di una medicina generale basata su Mmg dipendenti del Ssn, pienamente integrati nelle strutture pubbliche e nelle équipe multiprofessionali. Questa ipotesi è spesso ritenuta impraticabile per i costi, ma il vero ostacolo è organizzativo e politico: implicherebbe che il sistema pubblico si assuma fino in fondo la responsabilità della gestione del lavoro territoriale, della continuità assistenziale e del governo clinico.

Dall’altro lato, vi è il modello di Mmg realmente liberi professionisti, con autonomia organizzativa e responsabilità diretta del proprio assetto di lavoro, in un sistema in cui il Servizio sanitario acquista prestazioni e valuta risultati. Questo modello, tuttavia, appare difficilmente compatibile con l’attuale strategia di integrazione, controllo e presenza strutturata richiesta dalle Case della Comunità e presupporrebbe un sistema maturo di valutazione degli esiti che oggi non risulta ancora pienamente sviluppato.

Non scegliendo in modo chiaro nessuna di queste due strade, il sistema ha consolidato un assetto intermedio. L’introduzione del ruolo unico della medicina generale rappresenta, in questo senso, un passaggio emblematico: amplia e uniforma le funzioni richieste ai Mmg, rafforzandone il ruolo pubblico e l’integrazione nei servizi territoriali, senza però sciogliere il nodo del loro inquadramento istituzionale. Il rischio è quello di accentuare la discrepanza tra l’estensione delle responsabilità operative e l’assenza di una corrispondente ridefinizione delle tutele e del governo del lavoro.

Ai MMG viene così richiesto di aderire a modelli organizzativi sempre più strutturati, di garantire presenza programmata, lavoro d’équipe e nuove funzioni cliniche e organizzative, continuando però a poggiare su un impianto contrattuale pensato per un’attività prevalentemente individuale e autonoma. Questo disallineamento genera una tensione crescente tra ciò che viene richiesto sul piano operativo e ciò che viene riconosciuto sul piano istituzionale.

Il tema non è corporativo né ideologico, ma riguarda la coerenza del sistema. Non è possibile rafforzare la sanità territoriale senza chiarire in modo esplicito quale debba essere il ruolo e la collocazione dei Medici di Medicina Generale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Finché questo nodo non verrà affrontato, ogni riforma della medicina territoriale rischierà di restare formalmente ambiziosa ma strutturalmente fragile.

Filippo Marsella

Medico di Medicina Generale San Polo d’Enza RE

21 Gennaio 2026

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