Morte anonima di una adolescente transgender a Ragusa

Morte anonima di una adolescente transgender a Ragusa

Morte anonima di una adolescente transgender a Ragusa

Gentile Direttore, è morta una ragazza trans minorenne a Ragusa. Purtroppo i giornali ne parlano al maschile, senza parlare mai di transgenderismo, e questa è ormai la norma nel nostro Paese.

Gentile Direttore, è morta una ragazza trans minorenne a Ragusa. Purtroppo i giornali ne parlano al maschile, senza parlare mai di transgenderismo, e questa è ormai la norma nel nostro Paese.

L’articolo di Gay.it e le attiviste Transgender italiane citano dati UK con aumento sei suicidi dopo le restrizioni all’uso di Triptorelina, paventando lo stesso rischio in Italia. Tuttavia in Sicilia, a Ragusa, il problema familiare e sociale è stato evidentemente la causa del suicidio, insieme all’assenza di un centro specializzato per l’accoglienza dei minori gender variant e delle loro famiglie, indipendentemente dal bisogno o meno di fare uso di Triptorelina.

L’assenza di dati epidemiologici italiani sulla Salute delle persone LGBTI e l’insensibilità dei giornalisti italiani sono due diversi e altrettanto gravi problemi. Occorre tuttavia dire che in UK, i dati sul suicidio dei minori transgender citati, non escono da lavori scientifici ma da tweet e wa con le associazioni transgender inglesi.

Da qui nascono diversi articoli a valanga su internet, che hanno prodotto questo articolo di revisione scientifica critica ma in alcuni punti ipocrita, da cui estraggo alcuni elementi essenziali, che spero vengano condivisi dai professionisti attenti alla salute mentale e fisica dei minori gender variant.

L’articolo spiega infatti le seguenti cose molto essenziali ed importanti, che spero aiutino anche le associazioni transgender italiane:

1) i dati devono essere raccolti in modo scientifico;
2) la revisione critica non mostra differenze se non lievi essendo comunque piccoli numeri; va detto che per quanto piccoli dobbiamo lottare perché quei numeri scendano a zero;
3) le cause sociali, psichiatriche e familiari delle adolescenti suicide in UK, di cui ci sono dati registrati, sono molto importanti e non si può attribuire al solo mancato uso di Triptorelina automaticamente il lieve aumento non significativo statisticamente di suicidi; questo documento dovrebbe quindi implicare una maggiore attenzione al supporto affermativo familiare e sociale, ma, va detto, in questo punto è gravemente carente e sinceramente ipocrita, ancorché la revisione sia scientifica e corretta;
4) la comunicazione delle associazioni transgender UK è molto pericolosa perché, secondo l’autore, letteralmente induce il fenomeno Werther (suggestione e imitazione di comportamenti pericolosi soprattutto tra adolescenti o persone in difficoltà); questo argomento è sempre plausibile ma non è dimostrato nell’articolo in modo rigoroso ed appare anch’esso ipocrita: le associazioni transgender evidentemente tutelano i minori gender variant anche se non hanno i mezzi politici e scientifici adeguati per farlo e in questo vanno rispettate e sostenute per raggiungere una maggiore conoscenza e consapevolezza scientifica.

In Italia cosa succede invece? Semplicemente non abbiamo raccolte dati epidemiologici, perché non usiamo la Anagrafica Inclusiva, e questo è un problema gravissimo mai affrontato dal Ssn e nemmeno dal ISS, che pure meritevolmente lavora con le associazioni transgender a progetti scientifici ed ha pubblicato l’importante sito www.infotrans.it  . 

In conclusione l’assenza di dati epidemiologici sulla Salute delle persone LGBTI, fin dalla nostra nascita, e le condizioni sociali e familiari razziste che dobbiamo ancora subire, sobillate da ampia parte dei politici al governo in Italia e negli USA, sono i problemi più importanti da sottolineare e provare a risolvere nella tragedia della ragazza transgender di Ragusa rimasta senza nome.

Le famiglie dei minori gender variant vanno sostenute bel compito di accoglienza affermativa dei propri figli e figlie transgender da parte di equipe multidisciplinari che tutelino l’identità e la salute mentale e fisica del minore gender variant. 

Tocca a voi lettrici e lettori impegnare il Ssn in questa direzione per arrivare a conoscere le condizioni attuali di disagio ed agire al più presto per garantire una adeguata prevenzione a tutela degli adolescenti LGBTI ed in particolare dei minori gender variant. 

Occorre aprire dei centri con equipe multidisciplinari per tutelare questi minori e le loro famiglie in ogni ASL, indipendentemente dalla confusione ed ipocrisia sulla questione  Triptorelina. 

Manlio Converti 

Psichiatra Presidente AMIGAY aps 

18 Febbraio 2026

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