Noi chirurghi restiamo pronti a garantire l’attività chirurgica in tutti i casi di emergenza e urgenza

Noi chirurghi restiamo pronti a garantire l’attività chirurgica in tutti i casi di emergenza e urgenza

Noi chirurghi restiamo pronti a garantire l’attività chirurgica in tutti i casi di emergenza e urgenza

Gentile direttore,
in questi giorni l’epidemia di Coronavirus sta drammaticamente colpendo l’Italia con i suoi cittadini e il suo tessuto sociale, mettendo a durissima prova il nostro sistema sanitario e le sue strutture. Certamente i reparti di Rianimazione, di Pronto Soccorso, di Medicina d’Urgenza, di Malattie Infettive e via via, con il diffondersi dell’epidemia e la crescita numerica dei contagiati, di tutte le specialità stanno offrendo negli Ospedali Italiani una superba prova di professionalità, di dedizione e di capacità di affrontare una situazione di grave emergenza, senza precedenti nell’ultimo secolo e oggettivamente di difficile prevedibilità.

In questo contesto sanitario di prevalente interesse internistico, infettivologico e rianimatorio potrebbe sembrare che la chirurgia italiana fosse posta in disparte e, di fatto, ridotta quasi all’inazione.

Il Collegio Italiano dei Chirurghi, autorevole voce della Chirurgia Italiana di ogni branca specialistica e rappresentante di oltre 50 Società Scientifiche, ritiene opportuno riaffermare a tutti i cittadini, anche in questi giorni di profonda difficoltà e di sconvolgimento emergenziale dell’assistenza sanitaria pubblica e privata, il costante e fattivo impegno dei Chirurghi Italiani nell’assicurare alla popolazione l’attività chirurgica in tutti i casi di emergenza e urgenza, nei pazienti oncologici e in tutte le patologie che necessitino trattamento chirurgico non differibile. Pur con indiscutibili difficoltà, legate alla situazione contingente delle strutture ospedaliere, l’opera dei Chirurghi Generali e Specialistici continua ad essere prestata con ogni necessario mezzo, con la competenza e la professionalità di altissimo livello che la comunità scientifica internazionale ci ha sempre riconosciuto.

La sospensione e il differimento nel tempo, all’esaurimento dell’emergenza epidemica, degli interventi chirurgici non urgenti e differibili e, al contempo, la sospensione delle attività ambulatoriali chirurgiche non urgenti o prioritarie disposte dai provvedimenti emergenziali di legge ha reso inoltre disponibili importanti forze-lavoro tra i chirurghi: è opportuno che i cittadini siano informati che, ancora una volta e come sempre, tutte le energie dei chirurghi italiani vengono rivolte all’interesse della salute pubblica e che di conseguenza anche i professionisti temporaneamente inibiti dallo svolgere le loro funzioni ordinarie vengono regolarmente impegnati nei percorsi di triage e di assistenza non chirurgica dei pazienti colpiti da infezione COVID-19.

E’ evidente e conclamato come tutti gli operatori sanitari, in questa “emergenza” ma anche nella precedente ordinaria attività, sappiano (ed abbiano saputo) comportarsi, nell’approccio alle necessità della sanità pubblica, con il dovuto e consueto spirito di sacrificio, sapendo superare ostacoli burocratici, peraltro cronicamente noti ed enfatizzati, come la mancanza di personale specialistico dedicato e come l’orario di servizio prolungato.

Come Chirurghi, insieme a tutti i nostri Colleghi di ogni Specialità e a tutti gli Operatori Sanitari di ogni Professione (Infermieri, Tecnici, Ausiliari, Volontari, ecc.), prendiamo atto con molto favore dei sentimenti di gratitudine e del riconoscimento della nostra meravigliosa attività assistenziale nelle condizioni difficilissime di questo periodo. Affrontiamo con consapevolezza il pesante carico di responsabilità e di lavoro che ci viene attribuito istituzionalmente e professionalmente, affrontando e condividendo con piena coscienza anche i notevoli rischi personali di contagio virale per causa di servizio (confermati, purtroppo, da numerosi esempi già rilevati in molte sedi tra gli Operatori Sanitari).

Possiamo solo auspicare che questi sentimenti di apprezzamento, stima e sostegno da parte dei cittadini e dei “media”non vengano rapidamente dimenticati alla conclusione della attuale situazione di emergenza, ma possano essere confermati e radicati in tutti gli Italiani anche dopo l’emergenza, al fine di rafforzare l’indispensabile qualità fiduciaria del rapporto medico-paziente.

I Chirurghi Italiani del Collegio Italiano dei Chirurghi desiderano con queste brevi note offrire spunti di rassicurazione e di maggiore tranquillità a tutti i cittadini e in particolare ai numerosissimi pazienti che sanno di poter contare ieri, oggi e domani sulle loro cure ed attenzioni professionali.

Parafrasando alcuni “hashtag” oggi in diffusa circolazione, ci permettiamo di affermare con forza che i chirurghi “stanno con l’Italia”. Fieri di essere Italiani. Fieri di essere Chirurghi.

Prof. Marco Piemonte
Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi

17 Marzo 2020

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