Gentile Direttore,
ho letto con interesse l’intervento del Professor Sileri che dall’alto della sua esperienza quale sottosegretario alla sanità ha centrato alcuni punti che mi portano a fare alcune riflessioni:
“La carenza di medici si affronta sia da un lato aumentando i posti nelle facoltà o nelle specializzazioni come fatto già da questo governo, ma soprattutto rendendo il Servizio sanitario nazionale un luogo in cui i professionisti possano lavorare in condizioni adeguate, essere riconosciuti per le proprie competenze e coltivare legittime prospettive di crescita. È anche quest’ultima la direzione in cui si sta muovendo il Governo Meloni, impegnato a recuperare le criticità accumulate negli anni e a superare le conseguenze delle scelte che hanno progressivamente indebolito il sistema”. Basti citare ad esempio il rinnovo di ben tre contratti nel corso di questa legislatura a beneficio della dirigenza medica che ha prodotto oltre mille euro di aumenti in busta paga”
“I numeri dimostrano che l’impegno del Governo è concreto. Con la legge di bilancio 2026 si completa il percorso di questo governo che aggiunge complessivamente quasi 20 miliardi al fondo sanitario nazionale. Ma non ci limitiamo a rafforzare le risorse complessive: interveniamo nello specifico anche sul personale, con uno stanziamento strutturale di 450 milioni di euro annui per nuove assunzioni e ulteriori risorse per incrementare le indennità di specificità dei professionisti sanitari. Un investimento che punta a rafforzare gli organici e a riconoscere il valore di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del nostro sistema sanitario”.
“Già con la legge di bilancio 2025 – prosegue Zaffini – abbiamo previsto ulteriori risorse per le indennità di pronto soccorso, mentre dal 2026 sono stati stanziati 120 milioni di euro annui per migliorare il trattamento economico dei medici specializzandi, con incrementi mirati anche per le specializzazioni meno attrattive. Misure che vanno nella direzione di rendere più conveniente scegliere determinate discipline e di rafforzare la capacità del SSN di attrarre e trattenere giovani professionisti”.
“Le risorse devono tradursi in servizi migliori, ma anche in maggiore attrattività per chi vi lavora. Per questo è necessario accompagnare gli investimenti con una migliore organizzazione del lavoro, percorsi di formazione capaci di integrare le nuove tecnologie e la robotica, e strumenti che consentano ai medici di dedicare più tempo all’attività clinica. Dal 2025 la normativa prevede una nuova metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale del Servizio sanitario nazionale, nell’ambito del percorso di superamento dei precedenti tetti di spesa, mantenendo fermo il rispetto dell’equilibrio economico-finanziario dei servizi sanitari regionali. L’obiettivo è consentire una programmazione degli organici più coerente con le effettive esigenze assistenziali e organizzative del sistema sanitario”.
“Lo stesso vale per la sicurezza degli operatori: contrastare le aggressioni è fondamentale, ma occorre anche restituire autorevolezza e riconoscimento a una professione sottoposta a responsabilità crescenti. Il risultato che vogliamo raggiungere è concreto: un SSN capace di attrarre i giovani, trattenere i propri professionisti e offrire ai cittadini risposte più tempestive e di qualità. Siamo consapevoli delle difficoltà ancora presenti, ma la strada è quella di trasformare gli investimenti e le riforme in condizioni di lavoro migliori e, di conseguenza, in un servizio sanitario più forte, moderno e vicino ai cittadini”, conclude Zaffini.
Senatore Francesco Zaffini
Presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Previdenza sociale del Senato